Una lettera del Vescovo al presbiterio annuncia la sperimentazione

Sei convergenze foraniali e decanali

A breve il Vescovo indicherà i sei “pro-vicari” foranei

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Con lettera del 12 settembre, indirizzata innanzitutto ai preti diocesani, il vescovo Renato ha dato forma all’indirizzo che si intende dare alla diocesi in merito alle foranie. Ma suo esplicito desiderio è di «raggiungere anche le nostre comunità parrocchiali, soprattutto nelle persone che stanno dando la loro disponibilità di servizio ecclesiale». Egli dà atto della riflessione e della condivisione che è avvenuta a vari livelli, coinvolgendo il consiglio pastorale diocesano, il collegio dei vicari foranei, il presbiterio diocesano.

Queste disposizioni impegnano la diocesi, ma hanno il carattere della «sperimentazione», come il Vescovo tiene a chiarire: «Questo ancora non significa “cancellazione” della precedente organizzazione foraniale, ma possibilità di provare un suo adeguamento alle nuove esigenze pastorali». Nel prossimo anno la sperimentazione si concretizzerà nel rinnovo del Consiglio pastorale diocesano e del Consiglio presbiterale. Dopo la sperimentazione si potrà «determinare una configurazione pastorale più stabile del nostro territorio diocesano».

In questa fase di sperimentazione, saranno sei le «convergenze» foraniali, i raggruppamenti delle foranie:

  1. Decanato di Cortina d’Ampezzo – Forania del Cadore – Forania del Comelico
  2. Forania di Zoldo e di Longarone – Forania dell’Alpago
  3. Forania di Belluno
  4. Decanato di Livinallongo – Forania di Agordo
  5. Forania di Santa Giustina – Forania di Sedico
  6. Forania di Feltre – Forania di Lamon – Forania di Pedavena

A breve, il Vescovo nominerà quindi sei “pro-vicari foranei”, il cui compito sarà anzitutto quello di sostenere «le operazioni di elezione dei rappresentanti laici in Consiglio pastorale diocesano» e dei rappresentanti dei preti nel Consiglio presbiterale, oltre che dar vita ai “coordinamenti foraniali”, formati dai parroci e da un rappresentante di ogni consigli pastorale.

Il Vescovo sottolinea ancora come sia «importante non stravolgere la natura» delle foranie e dei decanati (i due termini nel diritto canonico si equivalgono): esse «non sono “enti ecclesiastici” o “enti civili” come invece lo sono le parrocchie e la diocesi», ma «sono “strumenti” pastorali che le devono favorire». Le foranie permettono che «le singole parrocchie non siano mondi a sé stanti o isole, ma fan sì che si possano coordinare e aiutare in alcune esigenze pastorali e possano operare in comunione con la diocesi», come istanza intermedia. L’intento di è «di “salvare” tutte le comunità parrocchiali, affrancandole dall’isolamento e quindi da un’ulteriore consumazione delle proprie risorse, supportandole contestualmente sia nella collaborazione tra di esse sia in un contesto foraniale». Ormai si fa chiaro dove ci stanno portando i tempi: lo scambio e l’aiuto vicendevoli tra le parrocchie sono necessari per la loro vitalità; del resto, il ministero stesso dei preti è «ormai da tempo è in questa condizione», visto che 123 parrocchie su 158 hanno il parroco in condivisione; inoltre in molte di queste parrocchie è stato avviato o sta per essere avviato un Consiglio pastorale parrocchiale unitario. In questa linea si inseriranno anche i “coordinamenti foraniali”, annunciati negli Orientamenti pastorali del 25 luglio scorso.

Leggi la lettera completa del Vescovo Renato

Guarda il video dell’intervista al Telebelluno