Intervento del Vescovo sulla pagina speciale di "Avvenire"

Salita e fatica, squarci di panorami nuovi

La sperimentazione delle "Convergenze foraniali" per un territorio variegato

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In montagna l’immagine del cammino richiama salita e fatica, ma anche squarci di panorami nuovi e la soddisfazione di aver raggiunto graduali tappe in altitudine. Si può rappresentare così il vissuto della Chiesa di Belluno-Feltre. Già il nome indica realtà diverse da ricomporre.

Chi si affaccia su questo territorio deve necessariamente sostare un attimo, fare mente locale e, se intende proseguire, scegliere un percorso, dunque una delle vallate che gli si aprono innanzi, accettare le catene montuose che le affiancano, lasciarsi sorprendere da quanto gli si svela tratto dopo tratto senza che inizialmente lo abbia potuto intravedere. La Diocesi territorialmente tocca i confini dell’Austria e non ha finito di conoscersi, di incontrarsi tra provenienze locali diverse. Cercare di combinare il territorio in uno schema di parti omogenee è irrealistico.

Ultimamente si è inteso aprire una fase di “sperimentazione” che ha ricomposto la configurazione territoriale di foranie e decanati in sei “convergenze foraniali”. C’è bisogno di sperimentarsi, di conoscersi, di esercitare l’arte di incontrarsi. È nel DNA della Chiesa: locale e cattolica allo stesso tempo! In questa cornice in divenire si sta cercando una forma adeguata di rapporto tra le 158 parrocchie distribuite in un territorio che misura 3.263 Kmq.

Potrà sembrare strano, ma a motivare tutto questo vi è l’accostarsi alle motivazioni e alle dinamiche ispirate dal Vangelo. L’anno pastorale in corso porta come tema dominante: Comunità costruite sul Vangelo. Significa e comporta tra le comunità una fraternità da ritrovare nel cuore del Vangelo. È possibile uscire dall’ “individualismo e assolutismo parrocchiale”, così depressivo e sospettoso e in deficit di gioia e di speranza? In questa sfida ci si aiuta “alzando lo sguardo”, così come è successo immediatamente dopo il 29 ottobre con il violento maltempo che si è scatenato tra le nostre valli.

Negli orientamenti maturati nel Consiglio pastorale diocesano è scritto: «Il Vangelo è senz’altro “uno sguardo alzato”». In concreto le comunità stanno apprendendo come collaborare tra di esse, ma a partire da una conversione di atteggiamenti e di stile: «Impegniamoci nelle occasioni di incontro a scambiarci parole buone portatrici di echi evangelici. Ne sentiamo il bisogno ovunque. In parrocchia è da aiutarsi ad “alzare lo sguardo”, a non restare imprigionati nei “luoghi comuni”, nei pregiudizi, nella lettura al negativo della realtà. Favoriamo sul territorio iniziative che alimentino fiducia verso il futuro e capacità di costruire insieme». È la condizione per aprirsi di nuovo alla gioia del Vangelo, per dare volto alla sinodalità, per donarsi nella missione.

+ Renato, vescovo