A Feltre, con gli ospiti della cooperativa «Dumia»

Cristiani e musulmani assieme con i richiedenti asilo.

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Le differenze religiose non ostacoli ma opportunità.

Sabato 15 dicembre, presso la cooperativa «Dumia» di Feltre, alcuni cristiani e musulmani della provincia di Belluno si sono incontrati assieme ad alcuni giovani profughi ospiti della comunità per pregare. All’incontro, organizzato dall’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo con il Movimento dei Focolari e la comunità musulmana della provincia, hanno presto parte l’imam Hassan Frague e il vicario generale della diocesi, don Graziano Dalla Caneva.

Gli ‘‘onori di casa’’ sono stati proposti da Jacopo Polli, presidente della cooperativa. Subito dopo don Graziano ha dato lettura del messaggio del Vescovo Renato Marangoni, inviato ai partecipanti all’incontro: «Siamo certamente uniti dai sentimenti di reciproca accoglienza e stima che intendiamo coltivare tra noi e porre anche come testimonianza e appello in questo territorio. La nostra preghiera, in coerenza con la fede da cui scaturisce, ci permette di conoscerci in profondità e di accoglierci con la ricchezza di ciascuno e della sua fede».

Sono stati proclamati, prima in arabo e poi in italiano, alcuni versetti coranici, attenti all’educazione religiosa e al rispetto del luogo dove il credente si trova. «Questi versetti – ha detto Frague – sono simili a molti altri che nel Corano raccomandano i migliori valori umani che vanno applicati in ogni spazio e tempo, valori di misericordia, aiuto al prossimo, sincerità, mantenimento dei patti e delle promesse; non far del male a nessuno, men che meno con l’omicidio. Chi uccide un’anima innocente per Dio è come se avesse ucciso l’intera umanità».

Il Vangelo del giorno, la terza domenica di Avvento, è stato letto subito dopo: nelle parole di Luca, l’annuncio di Giovanni Battista provoca le folle che gli chiedono consigli. Don Graziano Dalla Caneva ha commentato il testo ricordando come la condivisione, la giustizia e la pace, che si leggono in controluce nelle risposte del Battista, sono essenziali per costruire la civiltà, assieme a tutti i credenti nell’unico Dio.

Nella condivisione successiva all’ascolto dei testi sacri – accolti da un silenzio intenso e spontaneo, quasi in accordo con il nome «Dumia», ‘‘quiete dopo le angosce’’ in ebraico – ha preso la parola anche uno dei richiedenti asilo, Henry Dabire, della Costa d’Avorio: «siamo tutti uguali – ha detto in un italiano incipiente ma convinto – e le nostre differenze religiose non sono un ostacolo ma un’occasione». Piter, un altro richiedente asilo, ha affermato che il primo bisogno suo e dei suoi compagni è di avere qualcuno che li aiuti concretamente.

Prima dello scambio degli auguri, è stato proiettato il video realizzato lo scorso 27 ottobre al Centro «Papa Luciani» per la Giornata del dialogo cristiano-islamico, con Paolo Frizzi, Ikram el Mostachrik, Hamid Zariate. Prosegue il viaggio del dialogo che le comunità islamiche e cristiane della provincia di Belluno hanno iniziato da qualche anno, con la Marcia della pace il giorno dell’Immacolata del 2015 per reagire all’attentato del Bataclan a Parigi.

don Giuseppe Bratti

Messaggio del Vescovo di Belluno-Feltre Renato Marangoni

Carissimi amici,
avevo tanto desiderato e, poi, anche atteso questo incontro di fraternità e di comune preghiera. Una indisposizione fisica non mi permette di essere presente, ma siamo certamente uniti dai sentimenti di reciproca accoglienza e stima che intendiamo coltivare tra noi e porre anche come testimonianza e appello in questo territorio.
Alcuni fatti degli ultimi giorni ci addolorano e ci scoraggiano. Ma noi incontrandoci e condividendo i testi sacri delle nostre tradizioni di fede intendiamo suscitare fiducia e operare per il bene di tutti.
La nostra preghiera, in coerenza con la fede da cui scaturisce, ci permette di conoscerci in profondità e di accoglierci con la ricchezza di ciascuno e della sua fede. Anche noi cristiani, come i nostri fratelli e sorelle mussulmani, siamo stupiti di quanto Dio sia misericordioso. Noi questo lo vogliamo condividere con tutti in questi giorni del Natale in cui celebriamo la nascita di Gesù.
Dedichiamoci alle opere della pace in questi giorni!
Con un fraterno augurio,

+ Renato, vescovo

 

Discorso dell’imam Hasan Frague

In nome di Allah, il compassionevole, il misericordioso. La pace sia a voi, con la sua misericordia e le sue benedizioni. Prima di tutto voglio ringraziare la cooperativa Dumia per l’invito a questo incontro di preghiera. Questi versetti coranici sono sacri per i Musulmani. Nel Corano troviamo molti altri versetti simili che raccomandano i migliori valori umani che vanno applicati in ogni spazio e tempo, valori di misericordia, aiuto al prossimo, sincerità, mantenimento dei patti e delle promesse; fare i propri doveri, non mentire, non ingannare, non rubare, non tradire, non far del male a nessuno, tanto meno gli atti criminali come l’omicidio, in quanto l’anima è sacra per Dio, e chi uccide un’anima innocente per Dio è come se avesse ucciso l’intera umanità.

Tutti questi valori se venissero applicati nella realtà che viviamo diventano uno strumento per la vera integrazione e per creare una società multietnica pluralista che convive in pace e armonia.

Approfitto di questa opportunità per porgere gli auguri per il Natale.