Caritas diocesana

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Giovane è…
#unacomunitàchecondivide

Dal 16 al 19 aprile una équipe della nostra Caritas diocesana ha partecipato ad Abano Terme al 40° Convegno nazionale delle Caritas diocesane sul tema “Giovane è … #unacomunitàchecondivide”. Il Convegno è stato organizzato dalla Delegazione regionale Caritas del Nordest, in collaborazione con Caritas italiana. Non si è trattato solo di un’occasione per anticipare a livello ecclesiale e sui media il prossimo sinodo dei vescovi dedicato ai giovani, quanto di una riflessione sulla attualità della questione giovanile e su quanto nelle diverse Caritas diocesane in Italia si sta facendo ormai da tempo con proposte e progetti che vedono i giovani non più solo come destinatari della attività pastorale, ma come protagonisti e collaboratori creativi e competenti.

I lavori sono stati introdotti dal card. Francesco Montenegro, Presidente di Caritas italiana, il quale ha invitato a guardare ai giovani, perché la Chiesa e la società hanno bisogno di chi apre sentieri nuovi. Questo esige di lasciarsi interrogare dal cambiamento in atto nel nostro Paese e tener vivi l’amore e la speranza, segni della fede della Chiesa di Cristo. La prolusione del Convegno, di solito affidata ad esperti, è stata tenuta da tre giovani, coordinati dalla giornalista Micaela Faggiani di La7. Il bellunese Davide Chemello ha parlato della esperienza fatta con l’Ufficio missionario della nostra diocesi per una ventina di giorni in Tanzania presso una missione di religiose, dopo un percorso di formazione. Particolarmente motivante per Davide è stata la partecipazione alla vita della comunità, caratterizzata dall’aiuto da pari a pari, che gli ha permesso di cogliere come la forza della missione sia la possibilità di cambiare le cose dall’interno e, insieme, di guardare con occhi nuovi ai piccoli “miracoli” di ogni giorno, apprezzando cose che nel nostro contesto sociale potrebbero apparire insignificanti. Ingrid di Bergamo ha raccontato il tunnel doloroso della tossicodipendenza, del carcere, dell’astinenza e, poi, dell’incontro con i servizi Caritas. Ha invitato a leggere i campanelli di allarme che si manifestano nel malessere di tanti giovani: vi sono poveri anche tra coloro che sembrano avere tutto … La sua vita ora è cambiata, segno che il cambiamento è possibile. Ingrid è divenuta operatrice Caritas e intende restituire il tanto che ha ricevuto. Alessandra di Bergamo lavora in una unità di strada per giovani per conto di una cooperativa emanazione della Caritas. L’attività consiste nel fare prevenzione: nei luoghi di aggregazione giovanile, sulla strada, nelle scuole (occupandosi di tossicodipendenze, di alcoolismo, di azzardo). Nella scuola, in particolare, l’obiettivo è formare i ragazzi più grandi, perché diventino educatori dei più giovani. Anche la presenza sui social è significativa: è divenuto virale un videoclip – “Non è vita se è così” – che la sua unità ha diffuso su You tube. La questione, ha concluso Alessandra, è se noi sappiamo metterci a fianco dei giovani, che spesso hanno paura di affrontare la vita.

Il card. Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI, intervenendo la mattina del 17 aprile sul ruolo dei giovani per uno sviluppo di comunità, ha affermato che l’uomo trae la sua realizzazione nella condivisione, ma ha osservato che ai giovani oggi è negato lo spazio nella vita sociale e comunitaria. Guardando all’icona evangelica dei discepoli di Emmaus, ai quali Gesù si affianca lungo il cammino, Bassetti si è chiesto se la Chiesa oggi percorra credibilmente i sentieri di morte che vivono i giovani: è necessario condividere le sofferenze, le lotte, le attese dei giovani; occorre anche contrastare una mentalità basata sulla competizione, che distorce lo sviluppo della comunità, e guardare al lavoro come ad una realtà di realizzazione della persona, non di competizione. Riferendosi alla Carta costituzionale, fondamento della natura solidale del nostro Paese, il cardinale ha invitato a mettere in moto la speranza, perché o ci si salva tutti insieme o non si salva nessuno.

Uno spazio adeguato è stato riservato al confronto in gruppi di lavoro su alcune esperienze diocesane di varie parti d’Italia, mentre la mattina del 18 aprile in occasione della visita all’Opera della Provvidenza di Sarmeola (Padova) sono state presentate alcune esperienze delle diocesi del Nordest. Per la nostra diocesi Costanza Moretti (nella foto) ha presentato l’attività di servizio a favore dei disabili svolta presso la Villa Gregoriana di Auronzo e il Villaggio San Paolo al Cavallino da un ben nutrito e motivato gruppo di giovani a cura dell’O.D.A.R. e della pastorale giovanile. È emersa la creatività delle opere che lo Spirito suscita ovunque, ma anche la necessità di prestare attenzione a bisogni nuovi e a spazi non ancora esplorati della realtà giovanile, una sfida per le nostre Chiese.

Tante le proposte emerse nei tavoli di confronto: fra queste l’attenzione all’anno di volontariato sociale come opportunità di formazione alla gratuità, la necessità di una maggiore collaborazione tra Pastorale sociale e del lavoro, Pastorale giovanile e Caritas, una maggiore attenzione alla questione del lavoro contro la tentazione dello scoraggiamento. Nelle diverse diocesi diverse appaiono anche le priorità, tenendo conto delle differenti situazioni di sviluppo socio-economico e della presenza di fenomeni quali la corruzione e il crimine organizzato. Una tavola rotonda con Ennio Ripamonti, psicosociologo dell’Università di Milano-Bicocca e Paolo Beccegato, vicedirettore di Caritas italiana, con la regia della giornalista di Avvenire Lucia Bellaspiga, ha messo a fuoco alcuni cambiamenti in atto nella realtà giovanile, nell’intreccio sempre più intrigante di locale e globale – fattori di conflitto, crisi, consumismo e competizione, degrado ambientale – con le ricadute nel comportamento giovanile ed una annotazione preoccupata: i giovani oggi in Italia sono “minoranza” … Eppure occorre puntare sui giovani per costruire la pace dal basso, visto che gli adulti spesso sono bloccati nell’odio. Occorrono progetti che generino delle possibilità.

Don Francesco Soddu, Direttore di Caritas italiana, ha raccolto le indicazioni emerse dai lavori di gruppo, rilanciandole ai convegnisti: 1) se, parafrasando il tema del Convegno, vecchia è una comunità che non condivide, va riconosciuto che la condivisione esige un rinnovamento personale e comunitario; 2) occorre aprire dei canali di comunicazione con i giovani nei Centri di ascolto: qual è la presenza della società adulta in un contesto di aumento delle povertà giovanili? 3) Percorrere i sentieri dei giovani accompagnandoli e aiutandoli ad uscire su vie di salvezza! 4) Quali attenzioni nel lavorare con e per i giovani? Puntare a promuovere un complesso di opportunità. 5) Rafforzare la rete ecclesiale, curare una proposta formativa per i giovani, curare alleanze con realtà esterne alla Chiesa.

Nel Convegno uno spazio non marginale è stato dedicato alla preghiera, alla “lectio divina” (a cura di padre Ermes Ronchi, del Card. Gualtiero Bassetti e di suor Grazia Papola) e alla celebrazione eucaristica. Il vescovo Renato Marangoni ha presenziato al giorno conclusivo del Convegno ed ha presieduto la celebrazione eucaristica nella chiesa del Sacro Cuore.

Francesco D’Alfonso

Nelle foto: la prolusione di tre giovani, fra cui, al centro, il bellunese Davide Chemello; Costanza Moretti (Odar) presenta l’esperienza di volontariato a favore dei disabili del Villaggio San Paolo e della Villa Gregoriana.