Caritas diocesana

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

“Un nuovo linguaggio per le migrazioni”

E’ stato presentato in questi giorni a Roma dalla Caritas italiana e dalla Fondazione Migrantes il XXVII Rapporto Immigrazione, frutto del lavoro congiunto dei due organismi pastorali della Conferenza episcopale italiana (CEI). Il Rapporto 2017-2018 porta un titolo assolutamente rispondente al tempo che stiamo vivendo e all’emergenza culturale che domina non solo l’Italia, ma l’Europa e il mondo intero. In effetti siamo in presenza di una vera “emergenza culturale”, che richiede la messa in campo di tutte le risorse educative perché non ci si limiti alla superficie nell’analisi del fenomeno migratorio e delle implicazioni che esso comporta, ma si operi un doveroso approfondimento rispetto a temi  di vitale importanza per tanti esseri umani.

Occorre acquisire, come più volte sollecitato dal Papa, una nuova “grammatica della comunicazione” che sia aderente ai fatti e rispettosa delle persone. Sono molto forti infatti i meccanismi della disinformazione, che vanno riconosciuti attraverso un vero discernimento. Inoltre è necessario vigilare perché un fenomeno così complesso, di portata mondiale e di lunga durata non diventi pretesto per letture semplificate, che non mirano ad una autentica informazione, ma ad obiettivi diversi.

La questione migratoria diviene sempre più attuale sui media: il monitoraggio delle notizie apparse nei telegiornali di prima serata delle reti Rai, Mediaset e La 7 rivela che in dodici anni i riferimenti all’immigrazione sono aumentati di oltre dieci volte (dalle 380 notizie del 2005 alle 4.268 del 2017). Inoltre la correlazione tra l’aumento di interesse mediatico per il fenomeno  migratorio verso l’Italia e le vicende politiche che coinvolgono il Paese appare sempre più stretta. Basta scorrere i telegiornali per accorgersi che in prima serata il tempo dei notiziari è monopolizzato in buona misura da questo tema.

Alcuni dati sono significativi: nel 2017 nel mondo vi erano 257,7 milioni di persone che si erano spostate dal Paese di origine, con un aumento del 49% rispetto al 2000. Il 30,2 % di questi migranti vive in Europa. I Paesi europei che ospitano il più altro numero di  migranti sono nell’ordine: Germania (con oltre 12 milioni), Regno Unito, Francia, Spagna, Italia. In Italia vi sono 5.144.440 immigrati, pari all’8,5 della popolazione. Quest’anno, secondo stime dell’organismo ONU che si occupa dei rifugiati, sono sbarcati nel nostro Paese l’80% in meno di migranti rispetto allo stesso periodo del 2017.

Anche i dati del lavoro sono interessanti, perché segnalano un aumento degli occupati tra gli immigrati, anche se è notevole tra essi  il lavoro non qualificato (35,4 %) rispetto ai lavoratori italiani (8,2 %). Aumenta il numero delle imprese di cittadini extra-UE.

Nella scuola sono presenti nell’anno scolastico 2016-2017 826.091 alunni stranieri – di cui 502.963 nati in Italia, pari al 60,9%. Il numero di matrimoni con almeno uno dei coniugi straniero è pari 12,6%: nel 56,4 dei casi si tratta dell’unione tra uno sposo italiano e una sposa straniera. A fine 2017 il numero dei bambini nati da genitori entrambi stranieri era di 67.933 (il 14,8% del totale). Sono aumentate nel nostro Paese le concessioni di cittadinanza a nuovi cittadini, che collocano l’Italia al primo posto in Europa.

Alcuni dati, relativi ad esempio alla salute, parlano di sofferenza, dovuta ad accoglienza non adeguata o fragilità sociale o difficoltà di accedere ai servizi. La devianza ha determinato una popolazione carceraria di 19.745 detenuti, pari al 34% del complesso. Se la popolazione africana rappresenta  circa la metà dei detenuti stranieri, all’interno della popolazione africana quella nordafricana rappresenta il 71%. Fra i detenuti in ordine di consistenza numerica prevalgono le componenti provenienti da Marocco, Albania, Romania. Infine il dato religioso appare significativo: sulla popolazione straniera residente in Italia al 1° gennaio 2018 i musulmani sono il 28,2% del totale degli stranieri, mentre i cristiani sono il doppio, quasi tre milioni. Nel complesso il 57,7% dei cittadini stranieri residenti in Italia è cristiano.

Che dire? Certo la sola lettura dei dati non è sufficiente, perché i dati statistici esigono anche una interpretazione, ma emerge con una certa chiarezza che la percezione talvolta sbattuta in prima pagina dai giornali o gridata dai media o sui social non corrisponda al vero. Forse è necessario dismettere toni amplificati e sopra le righe, quando si parla di migrazioni, per prevenire ostilità e pregiudizi che non hanno ragion d’essere e affrontare la questione con maggiore pacatezza. Nei prossimi giorni verrà presentato a Roma dalla Fondazione Migrantes il rapporto sulla emigrazione italiana del 2017. Nel mondo ci si muove, non sempre per libera scelta e non in un’unica direzione.

diac. Francesco D’Alfonso

 


La relazione d’aiuto

“Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo dei miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40)

Nel mese di ottobre si terrà un percorso di formazione destinato ad animatori e volontari dei servizi caritativi delle parrocchie delle foranie di Feltre, Sedico, Santa Giustina, Pedavena, Lamon, ma anche a quanti desiderano impegnarsi nell’ambito solidaristico, per riflettere sulla relazione d’aiuto, elemento base di ogni servizio caritativo e della testimonianza della comunità.

Il percorso prevede tre incontri, che si terranno nelle giornate di mercoledì 10, 17, 24 ottobre alle ore 20:30 nei locali del Seminario di Feltre.

Per il credente il servizio del prossimo poggia sulla parola e sull’esempio di Cristo: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo dei miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40). Nei poveri il cristiano vede una speciale presenza di Cristo. Accogliere e servire i poveri è per lui accogliere e servire Cristo. L’amore preferenziale per i poveri si rivela così una dimensione necessaria della vita cristiana. Al tempo stesso servire i poveri è continuare la missione di Cristo, che è stato mandato “per annunziare ai poveri un lieto messaggio” (Lc 4,18) dunque è parte integrante dell’evangelizzazione, non solo frutto di essa, poiché nella scelta degli ultimi si mostra più chiaramente il carattere disinteressato e gratuito della carità. Ciò si manifesta specialmente quando non ci si limita a compiere gesti occasionali di beneficenza, ma ci si coinvolge creando legami personali e comunitari.

Tuttavia, perché si instauri una relazione d’aiuto basata sul rispetto e sull’accoglienza, è importante essere consapevoli del fatto che l’altro, nella sua specificità e nella sua differenza, ci interpella e ci mette in discussione. Dinanzi alla diversità infatti possono sorgere la chiusura, la diffidenza, la paura, che generano il pregiudizio, un ostacolo invalicabile all’esercizio della carità.

La testimonianza della carità non è compito solo individuale, bensì anche della comunità. E la rete di comunità, sul modello delle prime comunità cristiane, ha la forza di generare efficaci relazioni d’aiuto. Un operatore e un volontario della carità sono espressione della comunità che testimonia la speranza cristiana e da essa ricevono il mandato del loro servizio.

Gli incontri di questo percorso hanno lo scopo di aiutare a riflettere sulle implicazioni della relazione d’aiuto mediante il contributo di differenti esperienze e approcci, per offrire solide motivazioni al servizio della carità come servizio della Chiesa ai poveri.

Questo è il calendario degli incontri:
10 ottobre Servire il prossimo, servire Cristo (diac. Francesco D’Alfonso, direttore Caritas diocesana)
17 ottobre La relazione d’aiuto: parliamone con lo psicologo (dott.ssa Miriam Toigo, psicologa)
24 ottobre Relazione d’aiuto e rete di comunità (Tavola rotonda con Don Diego Bardin, Parroco della Concattedrale di Feltre, Nelso Tabacchi e don Alberto Bisson operatori del Centro d’ascolto diocesano, Giuliana Morenzetti operatrice del Centro Hakim).

In ciascun incontro l’intervento dei relatori sarà seguito dal dibattito in assemblea.

 

Clicca CARITAS_DIOCESANA_V.03 per vederte la locandina dell’evento