«Guidami, Signore, per una via di eternità»

Commemorazione della tragedia del Vajont

Il Vescovo nel cimitero di Fortogna

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«Guidami, Signore, per una via di eternità». Le parole della liturgia di oggi, ripetute durante il Salmo, sono state attribuite dal vescovo Renato alle vittime del Vajont. Il Vescovo ha presieduto al Cimitero monumentale di Fortogna la santa Messa di suffragio nel 55mo anniversario della tragedia: con lui i parroci della zona, tra cui don Augusto Antoniol, nuovo parroco di Longarone e delle parrocchie limitrofe.

Il vescovo Renato aveva prima partecipato alla commemorazione ufficiale, tenutasi alle 15.00 fuori dell’ingresso del Cimitero, e al corteo con la deposizione delle corone da parte dei Comuni di Longarone, Erto Casso e Vajont. Prendendo la parola all’inizio della liturgia, aveva invitato i numerosi presenti a guardare allo Spiz Gallina e al versante nord del Dolada, la cui mole domina, dall’altra parte del Piave, la vallata longaronese verso Fortogna. «Lo Spiz Gallina – ha detto il Vescovo – è illuminato dal sole, il Dolada è coperto dalle nuvole; una montagna ha una parete verticale, l’altra è interrotta da profonde valli: così sono la vita e la morte». Di fronte al loro ripetersi e al loro intersecarsi, «abbiamo però da riraccontare la storia della Risurrezione di Gesù», storia che non entra nella dinamica senza uscita di vita e morte, ma ne spezza il riciclo. Le letture bibliche del giorno proponevano innanzitutto un episodio autobiografico di san Paolo, descritto nella Lettera ai Galati: «come per Paolo, così per tutti noi, c’è una verità profonda – spesso nascosta e percepita come irraggiungibile – ma lì solo è possibile ritrovare sé stessi». Sotto questo aspetto, le vittime del Vajont possono essere invocate come «angeli (custodi) di verità». Il Vangelo, con l’episodio di Marta e Maria, «non ci tradisce: ci avverte che c’è affanno e agitazione per tante cose. Nella vicenda di Maria, che pare di margine al gran daffare di Marta, inizia la possibilità della parte migliore da scegliere, che non sarà tolta». Al termine della celebrazione, il Vescovo ha asperso le tombe con l’acqua del battesimo e le ha onorate con l’incenso.

Molte le autorità presenti alla celebrazione eucaristica, dal sindaco di Longarone Roberto Padrin, in fascia tricolore come molti altri colleghi bellunesi e non solo, al Sottosegretario al Ministero dell’Interno Stefano Candiani, al Prefetto di Belluno Francesco Esposito.

Giuseppe Bratti