Sintesi della riunione del 18 settembre

Dal Consiglio pastorale diocesano

Dagli orientamenti pastorali alle collaborazioni tra parrocchie

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Il Centro Giovanni XXIII ha ospitato mercoledì 18 settembre scorso la prima riunione del nuovo anno sociale del Consiglio pastorale diocesano (CPD). L’intera serata, ad eccezione di una breve parentesi al termine dei lavori, è stata dedicata, e non poteva essere diversamente vista l’importanza del documento, alla presentazione e alla conoscenza degli Orientamenti Pastorali (OP) per il 2018–2019 e alle implicazioni per la vita diocesana.

Dopo la preghiera iniziale e il saluto del vicepresidente del CPD, Francesco Laveder, il Vescovo ha subito richiamato l’attenzione sui destinatari degli OP che sono, come si legge nell’intestazione dell’elaborato, «i presbiteri, i Consigli pastorali e quanti sono chiamati ad un servizio di animazione parrocchiale», affinché tali destinatari non si limitino semplicemente a leggerli e a prenderne atto, ma, ha continuato don Renato, «li possano comprendere, approfondire, concretizzare e mediare nei vari gruppi e servizi».

Per le prime parti degli OP il Vescovo ha poi indicato alcune parole chiave:

  • Insieme: la Chiesa di Belluno Feltre è inserita in un grande movimento che riguarda l’intera Chiesa Italiana.
  • Valorizzare le piccole storie della nostre comunità che sono “luci da alimentare ovunque”.
  • Sinodalità e collaborazione sono le due realtà di cui abbiamo più bisogno nel prossimo anno: “Vogliamo – e sono parole del Vescovo – prendere atto di ciò che siamo e di dove vogliamo andare con le parrocchie vicine. Sarà un anno di sperimentazione per arrivare a strategie condivise”.
  • Missione: ciò che facciamo deve avere un orizzonte missionario, un orizzonte largo e luminoso e questo “non solo nel mese missionario, ma tutto il nostro cammino di chiesa si sente sollecitato ad essere in uscita, in missione, in relazione, in dialogo”.
  • Ripensare il catechismo, coinvolgendo le famiglie, coinvolgendo in un comune cammino bambini e genitori.

Infine il Vescovo ha indicato un metodo di lavoro che deve caratterizzare le attività dell’anno sociale appena iniziato e lo ha fatto usando ancora una volta le parole dell’OP: «In sede di CP e di Coordinamento foraniale si consideri come e dove creare cammini condivisi fra parrocchie vicine per sostenersi a vicenda». Successivamente sono stati presentati alcuni esempi già attivi in diocesi che rappresentano “buone prassi” di collaborazioni fra parrocchie in particolare per quanto riguarda il catechismo, la formazione dei giovani e l’armonizzazione degli orari delle celebrazioni eucaristiche.

Ha poi preso la parola il Vicario generale, don Graziano Dalla Caneva, che ha messo in risalto il ruolo centrale che devono assumere i Consigli parrocchiali nel momento in cui cambiano i parroci e si invitano le comunità locali a collaborare strettamente con quelle confinanti. Il Vicario ha invitato tutti i presenti ad avere una visione d’insieme delle varie foranie nel momento in cui si andranno a programmare le future attività. Infine ha anticipato che saranno fornite delle indicazioni generali per guidare l’inevitabile riorganizzazione anche del calendario delle celebrazioni eucaristiche.

La serata si è chiusa con la presentazione da parte di Stefano Perale, responsabile dell’Ufficio diocesano di pastorale sociale e del lavoro, del convegno “Chi me lo fa fare?”, che si è tenuto il 14 e il 15 settembre a Col Cumano. Perale ha sottolineato come sia stata un’esperienza molto positiva in particolare per 4 aspetti: la collaborazione di molti all’organizzazione della manifestazione, le numerose indicazioni operative emerse per il futuro, il coordinamento fra gli uffici diocesani e la buona partecipazione del pubblico alle due giornate.

Il prossimo incontro del CPD è fissato per l’11 dicembre, ma nel mese di ottobre sono già calendarizzate le 6 assemblee diocesane delle Convergenze foraniali.

F.B.