Sintesi della riunione del 12 dicembre

Dal Consiglio presbiterale

L'iniziazione cristiana e l'alloggio per i preti anziani

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Giovedì 12 dicembre si è tenuto presso il Centro “Papa Luciani” l’incontro del Consiglio presbiterale della Diocesi, presieduto dal Vescovo. Il tema principale trattato è stato l’avvio di una riflessione sulla catechesi dei ragazzi e soprattutto sull’iniziazione cristiana (percorso di catechesi e Sacramenti di Battesimo, Cresima ed Eucaristia) come vengono vissuti oggi e nelle possibili ed auspicabili prospettive. La tematica, molto ampia e che dovrà coinvolgere in un periodo lungo di tempo molte realtà nella nostra Chiesa, è stata considerata dal punto di vista dei presbiteri. Sono emerse tante fatiche, ma anche segnali positivi di speranza; nell’insieme si è visto che ci sono scelte, proposte e tentativi diversi. Sarà importante convergere in alcune linee comuni, secondo le indicazioni dell’Ufficio diocesano per l’annuncio e la catechesi, guidato da don Luciano Todesco, principalmente abituandosi già a far partecipe tutta la comunità, e in modo particolare gli adulti e i genitori, nel percorso di catechesi e di iniziazione dei ragazzi, che potrà opportunamente prevedere forme nuove, dal carattere meno “scolastico”. Il Vescovo ha evidenziato una polarizzazione che avviene nella pastorale, così anche nel cammino di iniziazione dei ragazzi: da una parte attorno a iniziative, proposte, percorsi, “cose e servizi che offriamo” e, dall’altra parte, attorno alle persone con le loro vicende e i loro vissuti: oggi ci è richiesto di considerare maggiormente le persone, le situazioni reali di vita e di ripensare da qui la pastorale. In questo ci dobbiamo aiutare.

Un altro tema sul quale il Consiglio presbiterale si è soffermato è stata la situazione delle strutture della Diocesi in rapporto al necessario alloggio per preti che, non svolgendo più l’ufficio di parroco, prestano il loro ministero nella modalità della collaborazione pastorale. Si è evidenziato che occorre garantire loro la migliore soluzione logistica e abitativa in questa fase delicata, ma sempre feconda della vita e del ministero presbiterale. È sembrato opportuno al Consiglio definire meglio le condizioni di utilizzo delle canoniche che attualmente non hanno il domicilio del parroco, con rispetto della persona del prete e della comunità parrocchiale.

don Alvise Costa