Ecumenismo e dialogo interreligioso

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

I tre tempi della preghiera

Riuniti per invocare dallo Spirito il dono dell’unità

 

Risulta difficile censire i tempi che le comunità cristiane di Belluno-Feltre si sono riservate per la preghiera allo scopo dell’unità dei cristiani, nella settimana dal 18 al 25 gennaio 2018; non solo perché queste preghiere sono state portate «davanti a Dio, insieme con le preghiere dei santi» (cfr. Ap 8,4), ma anche perché i ricordi nella preghiera dei fedeli, nelle introduzioni proposte dai celebranti… sono state pari al numero delle celebrazioni eucaristiche feriali e festive.

Vanno però registrati tre tempi di preghiera che hanno visto alcuni fedeli riunirsi per invocare dallo Spirito il dono dell’unità: si sono tenuti a Feltre (nella chiesa di sant’Orsola, ora a uso della parrocchia ortodossa rumena), a Belluno, nella parrocchia di santa Maria di Loreto, a Pieve di Cadore, nella chiesa arcidiaconale di santa Maria nascente.

Nella serata di domenica 21 gennaio, a sant’Orsola di Feltre, le strofe dell’inno Akathìstos in onore della beata Vergine Maria sono state cantate, in lingua italiana, alternandosi tra padre Adrian Ene, parroco ortodosso rumeno di Feltre, e padre George Mihai, che ha lo stesso ministero a Belluno, in una celebrazione alla presenza del vescovo Renato Marangoni. Davvero squisita l’accoglienza della comunità ortodossa: alla fine, dopo la benedizione, padre Adrian, commosso, ha invitato ortodossi e cattolici, una trentina, a un momento di convivialità nella quale è stato espresso il desiderio di ripetere l’esperienza comunitaria anche in futuro, magari rendendola itinerante.

Meno orante e più di pensiero l’incontro organizzato a Belluno dal Segretariato attività ecumeniche (Sae – sezione «Mons. Emilio Zanetti» di Belluno) nel pomeriggio di martedì 23 gennaio. Gregorio Piaia, docente di filosofia all’università di Padova, di recente affiliato al Sae nazionale, ha preso lo spunto dagli atti del convegno ecumenico nazionale del novembre 2017 ad Assisi per trattare il tema «Il punto d’arrivo dell’unità dei cristiani». Ribadendo che non univoca è nemmeno l’idea di unità a cui le Chiese tendono, il relatore ha trattato con agilità lo sviluppo del pensiero occidentale con l’ipertrofia della scienza e della tecnologia e il loro recentissimo ridimensionamento. Pertanto, l’ecumenismo non potrà essere se non kerigmatico e missionario: Piaia ha evidenziato l’esigenza per il credente in Cristo, al di là delle diverse confessioni in cui il cristianesimo si è storicamente diviso, di rimettersi in gioco, con umiltà ma anche con fierezza, fondando la sua testimonianza su tre punti basilari: il rapporto con la Scrittura (e qui la lezione del Protestantesimo è sempre valida), la preghiera (sia personale sia comunitaria, che esprime il senso del «noi») e l’azione (le opere), ossia l’esercizio della carità intesa in tutte le sue accezioni.

Infine, a Pieve di Cadore, giovedì 25 gennaio, lo schema proposto a tutta l’ecumene dalle Chiese dei Caraibi per la celebrazione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani ha fornito la trama per la liturgia tenutasi in serata nel presbiterio della chiesa arcidiaconale. I presenti hanno apprezzato l’intervento di un membro cadorino di Chiesa valdese, Elisa Del Favero.

Giuseppe Bratti