Il Segretario di Stato ha presieduto la celebrazione

Il card. Parolin nel cimitero del Vajont

Tre parole: memoria, solidarietà, speranza

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«Vi ringrazio perché ho potuto vivere questa esperienza». Sono state tra le prime parole di Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità, nell’omelia tenuta al Cimitero delle vittime del Vajont questo pomeriggio. Il Cardinale, assieme al vescovo di Belluno-Feltre Renato Marangoni, al vescovo emerito Giuseppe Andrich e ad altri sacerdoti ha celebrato la Santa Messa in suffragio delle vittime al Cimitero monumentale, dopo l’incontro al Teatro comunale di Belluno nel primo anniversario del ciclone Vaia.

L’esperienza di poter rivivere la tragedia del Vajont, grazie al museo allestito nel portale che introduce alla distesa delle 1917 pietre tombali è stata toccante. «Nella Parola di Dio – ha proseguito il cardinale Parolin – si fa riferimento a un’esperienza non immediata, ma altrettanto importante: l’esperienza della luce che illumina la vita. Di fronte ai problemi dell’umanità – ha poi pronunciato, con un sospiro, il cardinale – come non attendere dalla fede in Dio risposte a tanti problemi», più grandi dell’umanità stessa? Sono tre le parole che la predicazione ha consegnato ai fedeli: memoria, «di fronte a una temperie culturale che tende a vivere solo nel presente»; solidarietà, quale quella provata dalle genti longaronesi dopo la tragedia; speranza.

don Giuseppe Bratti