Il Messale Romano, formazione liturgica

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«Altrettanto importante per una giusta ars celebrandi è l’attenzione
verso tutte le forme di linguaggio previste dalla liturgia:
parola e canto, gesti e silenzi, movimento del corpo, colori liturgici dei paramenti.
La liturgia, in effetti, possiede per sua natura una varietà di registri di comunicazione
che le consentono di mirare al coinvolgimento di tutto l’essere umano.
La semplicità dei gesti e la sobrietà dei segni posti nell’ordine e nei tempi previsti
comunicano e coinvolgono di più che l’artificiosità di aggiunte inopportune».

(Benedetto XVI, Esort. Apost. post sinodale Sacramentum Caritatis 40)

«L’evangelizzazione gioiosa si fa bellezza nella Liturgia
in mezzo all’esigenza quotidiana di far progredire il bene.
La Chiesa evangelizza e si evangelizza con la bellezza della Liturgia,
la quale è anche celebrazione dell’attività evangelizzatrice
e fonte di un rinnovato impulso a donarsi».

(Francesco, esortazione apostolica Evangelii Gaudium 24)


L’entrata in vigore della traduzione italiana della tertia editio del Messale Romano è un’occasione per ritornarne a mettere al centro della nostra attenzione l’azione liturgica. La liturgia non è qualcosa che riguarda l’anima o l’interiorità, ma come ha visto con chiarezza Romano Guardini nel 1923, bensì l’uomo: “è l’uomo intero il soggetto dell’attività liturgica”. Appare chiaro allora come l’attenzione a curare e sviluppare tutti i linguaggi e le forme di arte proprie degli uomini e delle donne concreti che costituiscono le nostre comunità aiuti per far sì che la liturgia sia sempre più fonte da cui sgorga e nasce l’esperienza di fede.

«L’arte ha a che fare con la capacità di mettere le cose al posto giusto, affinché diventi esperibile un nuovo ordine, che riveli un altro modo di essere della realtà. Si potrebbe dire che l’arte di celebrare è la capacità di mettere ordine negli elementi della celebrazione, dare il giusto posto e il giusto peso agli interventi, ai tempi, agli spazi, ai linguaggi rituali, in modo tale che il celebrare manifesti il primato di Dio (la sua grazia che ci viene incontro) e faccia emergere ciò che noi diventiamo nel momento in cui lo riconosciamo e a lui ci affidiamo».

L.Girardi, Celebrare con i libri liturgici: arte e stile, in «Rivista liturgica» 98 (6/2011), 969

Forniamo in questa pagina alcuni strumenti, consigli, risorse per aiutarci a rilanciare l’attenzione attorno al “come” le nostre assemblee celebrano.

  • La ricchezza di una tradizione viva: la videoconferenza di presentazione del Messale Romano a cura di don Loris Della Pietra, docente all’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova.
  • Non spettatori, ma partecipi: il video del ritiro spirituale per il clero del monaco benedettino dom Giorgio Bonaccorso, incentrato sul rapporto “Fede e liturgia”.
  • “Un Messale per le nostre Assemblee”: Un sussidio pastorale che accompagna la terza edizione italiana del Messale Romano; uno strumento da utilizzare con sapienza pastorale per permettere ai ministri ordinati, agli animatori liturgici delle nostre comunità, ai catechisti e a tutti i fedeli di conoscere meglio il Messale e metterne in atto tutte le potenzialità.
  • Altre informazioni e risorse utili si possono trovare sul sito dell’Ufficio liturgico nazionale
  • Gli articoli di approfondimento, curati dall’Ufficio diocesano per la liturgia raccolti qui.