Il Rito della Messa nei momenti che lo caratterizzano

Il Messale Romano presenta i momenti che si susseguono nel rito

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La consegna alle Comunità cristiane dell’Italia del nuovo Messale è stato oggetto di attenzione da parte dei Vescovi italiani, in occasione dell’ultima sessione del Consiglio permanente della Cei, svoltosi a Roma dal 23 al 26 settembre. Nel documento finale pubblicato i Vescovi parlano del Messale con le seguenti espressioni. «Il Consiglio Permanente ha approvato un Messaggio relativo alla pubblicazione della terza edizione italiana del Messale Romano. Con esso i Vescovi intendono invitare ogni comunità a riscoprire la bellezza e la fecondità della celebrazione dell’Eucarestia. Il libro del Messale, che sarà disponibile in primavera, non è infatti soltanto uno strumento liturgico, ma un riferimento puntuale e normativo che custodisce la ricchezza della tradizione vivente della Chiesa, il suo desiderio di entrare nel mistero pasquale, di attuarlo nella celebrazione e di tradurlo nella vita. Nell’intenzione dei Vescovi, la riconsegna del Messale diventa così un’occasione preziosa di formazione per tutti i battezzati, invitati a riscoprire la grazia e la forza del celebrare, il suo linguaggio, fatto di gesti e parole, e il suo essere nutrimento per una piena conversione del cuore».

Nella prospettiva richiamata dai Vescovi Italiani continuo la presentazione della varie parti del Messale. Una prima conoscenza strutturale che sarà seguita, anche personalmente, da altri approfondimenti.

Il Rito della Messa
La parte centrale del libro raccoglie le indicazioni circa il “Rito della Messa”.  È collocata tra il “Proprio del Tempo” e il “Proprio dei Santi”.  Nel precedente Messale particolari segni esterni alle pagine (per facilitare la ricerca delle Preghiere Eucaristiche) ne indicava la posizione. Lo spessore di questa parte è di circa 170 pagine (rispetto alle 290 e 240 dei Propri sopra ricordati.

È una parte dove i testi delle rubriche accompagnano in modo significativo, talora abbondante, i formulari delle preghiere. Il colore rosso delle prime si distingue bene dal nero dei testi.
Le rubriche sono precise indicazioni celebrative che guidano il rito vissuto dalla Assemblea liturgica nei suoi vari componenti, in particolare del sacerdote (così è indicato il celebrante che presiede) e il popolo (talora indicato con la espressione “fedeli”).

Le rubriche offrono alla celebrazione diverse indicazioni rituali e/o formule da scegliere, con valutazione della situazione concreta e della opportunità “pastorale” che si presenta. La sensibilità del sacerdote, dei ministri e dei fedeli incaricati dei vari ministeri, guidano le scelte. Da incoraggiare la presenza del “Gruppo Liturgico”. Una anticipata e serena valutazione evita improvvise fermate per la scelta e dà alla celebrazione quella linearità e scorrevolezza che fanno parte della solennità del Rito.

Il Rito della Messa con il popolo
La maggior parte dello spazio di questa sezione è dedicato alla Messa con il popolo. È la celebrazione alla quale siamo abituati a partecipare nelle nostre Chiese. Riti di introduzione, Liturgia della Parola, Liturgia Eucaristica, Riti di conclusione, sono i quattro  “titoli” che caratterizzano i momenti, ben distinti tra loro, della celebrazione Eucaristica.

  • Per i riti di Introduzione sono proposte diverse espressioni sia per il saluto iniziale del sacerdote che per l’atto penitenziale.
  • Per la Liturgia della Parola con precise indicazioni sulle modalità per viverla, vengono presentati i due testi della Professione di fede (il Credo).
    Per la Liturgia Eucaristica grande ricchezza di testi è offerta nella parte “Liturgia Eucaristica” con i Prefazi. È la preghiera recitata dal sacerdote dopo la offerta dei doni e la orazione sulle offerte. È sottolineata, questa preghiera, da un dialogo con i fedeli e si conclude sempre con il canto (purtroppo spesso solo recita) del “Santo”. La varietà e ricchezza teologico-spirituale di questi testi è evidente anche un primo ascolto. Il Messale precedente offriva per le varie situazioni celebrative ben 70 composizioni.
  • Seguono i testi delle quattro preghiere Eucaristiche. Sono indicate con i numeri romani I, II, III, IV. La preghiera Eucaristica I è chiamata per la sua origine e per il suo utilizzo unico fino al dopo Concilio, “Canone Romano”.
  • I riti di conclusione presentano diverse formule di congedo.
  • La  parte conclusiva della sezione riporta formule di Benedizioni solenni e preghiere di benedizione sul popolo.
  • Poche pagine sono dedicate al “Rito della Messa senza popolo”, con la presenza di un solo ministro. (continua)

Giuliano Follin