9 maggio 2019

Il tempo pasquale: il più antico nell’Anno Liturgico

L’esigenza di armonizzarlo con la presenza di altri appuntamenti religiosi e civili

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Le comunità cristiane stanno vivendo in queste settimane il periodo liturgico chiamato “Tempo Pasquale”.

Antichità e struttura del Tempo Pasquale

Il tempo pasquale è il più antico. Sintetizzando si può affermare che questi cinquanta giorni sostituivano, nella nuova realtà di Salvezza, il periodo di cinquanta giorni che andava dalla Pasqua ebraica alla Pentecoste. Memoria dell’Esodo con l’alleanza sul Sinai, e festa della mietitura (a carattere naturalistico) accompagnavano i cinquanta giorni. La effusione dello Spirito è segnata negli Atti deli Apostoli, con indicazione temporale “”Mentre stava per compiersi il giorno della Pentecoste” (Atti 2,1). Era terminato il periodo che annunciava una nuova realtà perchè la nuova realtà era presente. La Comunità dei credenti nel crocifisso-risorto era il nuovo Popolo di Dio, dono universale.

Senza richiamare i vari passaggi nella storia liturgica richiamo l’attuale assetto del tempo pasquale. E’ caratterizzato dalle sette settimane con le sette domeniche di Pasqua. Da notare “di Pasqua”, non “dopo Pasqua”. Nella settima domenica in molte comunità è stata collocata la solennità dell’Ascensione del Signore, celebrata altrove al quarantesimo giorno dalla Pasqua, il giovedì precedente. La conclusione del tempo Pasquale è ora fissato con la Pentecoste, celebrata nel solo giorno di Domenica. Il lunedì che segue segna l’inizio del Tempo Ordinario ( quest’anno dalla decima settimana.

Le solennità dell’Ascensione e della Pentecoste saranno oggetto di un ulteriore approfondimento nei prossimi approfondimenti

Appuntamenti religiosi e civili

Il Tempo Pasquale è un periodo che vede, nel suo svolgersi, la presenza di molti altri appuntamenti sia religiosi che civili che alle volte ne oscurano la presenza ed impediscono, parlo a livello ecclesiale, la attenzione e valorizzazione. L’elenco di questi appuntamenti religiosi è ben conosciuto. Primo fra tutti è il mese di maggio con il “Fioretto mariano”. E’ pratica devozionale ancora diffusa nei nostri paesi. Ci sono poi gli appuntamenti con i Sacramenti della Iniziazione cristiana, in particolare la Messa di Prima Comunione e dove è stata fissata, la celebrazione della Cresima. Ultimamente si è inserita la devozione alla Divina Misericordia. In Diocesi , in particolare nel feltrino, ricorre la celebrazione dei Santi Patroni Vittore e Corona. Le varie celebrazioni dei Santi nel periodo vedono, dove è radicata la devozione, una attenzione particolare a S.Rita. Diverse località hanno la celebrazione, sempre sottolineata, del Patrono locale.  A livello civile l’elenco è abbondante con una lunga serie di manifestazioni sportive, con la festa della Mamma, con la adunata degli Alpini. Queste ultime spesso richiamate anche in contesti celebrativi ecclesiali.

Armonizzare rispettando le priorità

Ipotizzare che la sottolineatura del tempo pasquale con l’incontro sacramentale con il Risorto e con l’attesa del dono dello Spirito Santo, nella Pentecoste, possa essere dato per scontato e non sempre richiamato, sembra non essere azzardato.  La sensibilità liturgica delle comunità e dei sacerdoti che le servono indicherà il modo di armonizzare il tutto secondo un criterio di priorità. Il mistero pasquale è evidente che la rivendica al di là di scelte devozionali ed emotive.

Il “Direttorio su pietà popolare e liturgia” affronta questo problema in relazione al Mese di maggio, mese mariano. Quanto scritto indica un percorso da costruire concretamente nelle singole comunità.

“In molti casi la soluzione più opportuna sarà quella di armonizzare i contenuti del “mese mariano” con il concomitante tempo dell’Anno liturgico. Così, ad esempio, durante il mese di maggio, che in gran parte coincide con i cinquanta giorni della Pasqua, i pii esercizi dovranno mettere in luce la partecipazione della Vergine al mistero pasquale (cf. Gv, 19, 25-27) e all’evento pentecostale (cf. At 1, 14), che inaugura il cammino della Chiesa: un cammino che essa, divenuta partecipe della novità del Risorto, percorre sotto la guida dello Spirito. E poiché i “cinquanta giorni” sono il tempo proprio per la celebrazione e la mistagogia dei sacramenti dell’iniziazione cristiana, i pii esercizi del mese di maggio potranno utilmente dar rilievo alla funzione che la Vergine, glorificata in cielo, svolge sulla terra, “qui e ora”, nella celebrazione dei sacramenti del Battesimo, della Confermazione e dell’Eucaristia ( N. 191).

(continua)

Giuliano Follin