Suggerimenti dell'Ufficio diocesano per la liturgia

26 gennaio: domenica della Parola di Dio

Dalla richiesta di Papa Francesco una rinnovata e non occasionale attenzione alla Parola di Dio

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Un documento di papa Francesco indica alla Chiesa la data precisa per una rinnovata attenzione da prestare alla Parola di Dio. La data indicata è la domenica 26 gennaio 2020, per il Calendario liturgico la Terza del tempo ordinario. La giornata è stata definita: “La Domenica della Parola di Dio”.

Lettera Apostolica “Aperuit illis”

Il documento del Papa sopra ricordato ha come titolo “Aperuit illis” (cioè «Aprì loro la mente per comprendere le Scritture»: Luca 24,45) ed è indicato come “lettera apostolica in forma di motu proprio”. È stato firmato lo scorso 30 settembre 2019: era il giorno della memoria liturgica di san Girolamo, dottore della Chiesa, santo di riferimento per la Parola di Dio, nell’inizio del 1600° anno della sua nascita.

L’indicazione normativa della celebrazione di una Giornata particolare in riferimento alla Parola di Dio è indicata al N. 3 del testo ufficiale. Recita così: «Stabilisco, pertanto, che la III Domenica del Tempo Ordinario sia dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio. Questa Domenica della Parola di Dio verrà così a collocarsi in un momento opportuno di quel periodo dell’anno, quando siamo invitati a rafforzare i legami con gli ebrei e a pregare per l’unità dei cristiani. Non si tratta di una mera coincidenza temporale: celebrare la Domenica della Parola di Dio esprime una valenza ecumenica, perché la Sacra Scrittura indica a quanti si pongono in ascolto il cammino da perseguire per giungere a un’unità autentica e solida».

Per il corrente anno la domenica indicata ricorre il prossimo 26 gennaio 2020. È, come ricordato dal Papa stesso, la domenica che segue la conclusione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (dal 18 al 25 gennaio di ogni anno). Viene anche ricordato il giorno nel quale si celebra la “Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei” (fissato il 17 gennaio di ogni anno).

La molteplice proposta di riflessione e preghiera proposta ai cristiani ed alle comunità viene indicata da papa Francesco come una occasione opportuna da sfruttare.

Ravvivare la centralità della Parola di Dio

La sorpresa per la indicazione celebrativa data in relazione alla attenzione alla Parola di Dio è stata abbastanza rilevante. La ricerca delle motivazioni profonde di questa decisione e di questa indicazione porterebbe a trovare varie cause. Sicuramente dopo l’entusiasmo della riscoperta e valorizzazione della Parola di Dio nella Liturgia attuata nel dopo Concilio Vaticano II, forse soffre di stanchezza o almeno di un atteggiamento abitudinario che sminuiscono il valore di quanto vissuto nella celebrazione.

Le tre parole indicate dal documento: «celebrazione, riflessione e divulgazione» in riferimento alla Parola di Dio sono molto impegnative e dense di significato. È evidente che nessuno parte da zero. I contenuti della tre parole indicative sono presenti, talora in forma significativa, nella esperienza delle comunità che celebrano la Liturgia e dei singoli cristiani.

È un richiamo quello rivolto dal Papa. Un richiamo che non si esaurisce in una singola domenica, sia pure con richiami celebrativi molto espressivi o con proposte teologiche molto profonde.

È richiesto una attenzione ed un impegno che continuino nel tempo e ravvivino, qui in riferimento alla celebrazione della Parola, delle Liturgie non sempre vive, entusiaste ed entusiasmanti.

Se questo vale in riferimento alla Liturgia della Parola e ai vari ministeri che la servono (lettori, diaconi, presbiteri e vescovi), è opportuno anche ricordare come la prossima consegna della nuova edizione del Messale Romano chieda un rinnovato impegno di tutti i protagonisti nello spirito con il quale “celebrare” la Liturgia. L’entusiasmo e la consapevolezza, alle quali sopra accennavo, diventa annuncio e contagio per tutti coloro che partecipano al rito, diventa esperienza entusiasmante.

Presa di coscienza e rinnovato impegno

Il valore di questa giornata non sarà in quello che si farà per richiamare il valore della Parola di Dio e il servizio nei suoi confronti (i vari ministeri nel corso del rito liturgico), ma in quanto riuscirà a ravvivare il senso di questa presenza-dono nel cammino esistenziale dei cristiani, comunità e singoli.

Eventuali segni esteriori celebrativi che saranno vissuti nelle comunità, dovranno rappresentare un impegno rinnovato che chiede di non essere episodico. Lo dice il documento nelle parole finali (n.15): «La domenica dedicata alla Parola possa far crescere nel popolo di Dio la religiosa e assidua familiarità con le Sacre Scritture, così come l’autore sacro insegnava già nei tempi antichi: “Questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica” (Dt 30,14)».

Giuliano Follin