Il vescovo rende pubblici gli orientamenti pastorali

L’evidenziatore sull’avverbio “insieme”

Frutto di un lungo lavoro nel Consiglio Pastorale Diocesano

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«Settembre, andiamo!». Alla fine dell’estate anche le comunità parrocchiali si preparano a riprendere il ritmo ordinario della vita pastorale. Nelle zone turistiche la normalità della vita parrocchiale sarà presto contrassegnata dalla presenza dei soli paesani; in Valbelluna e nel Feltrino rientrano in paese quanti hanno fatto un po’ di ferie. Si ricomincia.

Ecco allora la pubblicazione degli Orientamenti pastorali, che – sottolinea il Vescovo, «sgorgano dal cuore della nostra Chiesa di Belluno Feltre, incamminata sulla “via del Vangelo” al seguito di Gesù». Sono consegnati in modo particolare ai Consigli pastorali e ai parroci come aiuto per “camminare insieme”: «le 158 parrocchie… possono riconoscere in essi la direzione verso cui orientarsi».

Qui ne diamo un sunto, rimandando per una lettura più compiuta del documento al testo integrale scaricabile da questo link [CLICCA QUI].

1. A seguito della indicazioni che papa Francesco ha dato alle Chiese italiane al convegno di Firenze del 2015, gli Orientamenti pastorali non possono che avere al centro il Vangelo, che è «la “differenza cristiana”, l’essenziale per le nostre comunità ecclesiali, il dono da portare nella nostra testimonianza, da offrire e condividere».

2. «Il Vangelo porta luce alla vita e non smette di ispirare fiducia»: è “buona notizia”, ci sollecita a evitare lo scoraggiamento, che purtroppo è frequente nel nostro parlare. Il Vescovo invita tutti a riconoscere «nella storia delle persone, delle famiglie e delle comunità… tanti segni, spesso piccoli ed esili, che si accendono come luci…  È decisivo – dice – cercare, riconoscere e favorire questi inizi luminosi facendo il possibile per svilupparli e diffonderli». Deve diventare stile di vita cristiana.

3. Riconosciamo forte e impegnativa un’indicazione di papa Francesco: «Il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio è dimensione costitutiva della Chiesa». Anche se il termine “sinodalità” ha un sapore ecclesiastico, esso esprime il mandato di Gesù: «Sapranno che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,35); non per niente i discepoli sono stati mandati «a due a due» (Mc 6,7). La sinodalità è il nuovo passo chiesto alle nostre parrocchie, lo stile nuovo così autorevolmente indicato.

4. Di qui l’incoraggiamento a continuare il percorso iniziato con il rinnovo dei Consigli pastorali e con l’avviamento delle “convergenze foraniali”. Questo coordinarsi è un sostegno «alle nostre comunità parrocchiali, affinché non si ignorino a vicenda, ma si riconoscano e camminino insieme». Nei prossimi mesi le parrocchie dovranno cercare ulteriori modalità di collaborazione, facendo emergere risorse da mettere insieme: persone, iniziative, eventi. È un processo in cui si metteranno in gioco anche i preti, per «l’esigenza di collaborare, di aiutarsi, di fraternizzare»; è un processo in cui anche i numerosi preti anziani saranno preziosi nell’aiuto offerto ai parroci.

5. Nel mese di ottobre, ci arriverà l’invito alla «trasformazione missionaria della vita e della pastorale», nel contesto del Mese Missionario Straordinario, indetto dal Papa. «Tutto quello che abbiamo evidenziato come stile di sinodalità, per attuare una fraternità più autentica e più diffusa, trova in questa finalità missionaria la sua vera ragion d’essere. Siamo Chiesa perché “in missione”, ovunque e sempre». Il Mese di ottobre si aprirà con una Veglia di preghiera, presso il Santuario del Nevegal, venerdì 4 ottobre (ore 20.30).

6. Questo stile sinodale dovrà toccare particolarmente l’accompagnamento della crescita nella fede dei bambini e dei ragazzi. «Nelle nostre parrocchie ci si interroga su come impostare questo cammino di fede, affinché risulti interessante per i ragazzi e coinvolgente per le famiglie». Viene il tempo di operare un discernimento a riguardo. Anche in questo caso «chi va insieme va lontano».

7. La nostra Chiesa locale «ha percepito il vento fresco e nuovo di tutto il processo sinodale avviato fin dal 2017, caratterizzato dall’ascolto dei giovani ed evidenziato da papa Francesco nell’esortazione apostolica Christus vivit». Dopo l’importante lavoro di analisi del nostro contesto socio-culturale e della scollatura tra le comunità e il mondo giovanile, occorre «puntare decisamente a cammini di fede per giovani caratterizzati da esperienze di gruppo, anche abbandonando modelli standardizzati del passato». Anche in questo caso, «la collaborazione tra parrocchie risulta a vantaggio» di questo obiettivo.

8. «Gli Uffici diocesani di Pastorale sono impegnati a favorire e promuovere la collaborazione tra comunità parrocchiali nel contesto delle sei convergenze foraniali. Le Commissioni dei nostri Uffici diocesani sono formate da persone che rappresentano le convergenze foraniali».

9. Un aspetto non secondario della vita delle comunità parrocchiali «riguarda la gestione dei beni “temporali” delle parrocchie e della diocesi… La testimonianza da rendere al Vangelo riguarda anche queste componenti». La gestione condiziona anche gli aspetti più spirituali. Nell’anno venturo si preparerà il rinnovo dei Consigli parrocchiali per gli affari economici, secondo le indicazioni diocesane che saranno consegnate alle parrocchie.

10. La comunità apostolica si radunò a Gerusalemme si raccolse in preghiera e si confrontò con l’esperienza di Paolo e Barnaba, finché lo Spirito Santo «suscitò e ispirò il desiderio di cogliere più in profondità la Parola del Signore» e provocò una nuova consapevolezza: «La comunità ritrovò l’essenziale della fede» (cfr. At 15,1-11). È il cammino che possiamo percorrere insieme come comunità cristiane che vivono nelle vallate dolomitiche «nella condizione nuova che il tempo odierno ci offre». [dDF]