Il Bando nazionale per l’adeguamento liturgico delle Cattedrali di alcune Diocesi del Nord, Centro e Sud Italia

L’adeguamento liturgico della Cattedrale: un’opportunità

In vista di una soluzione definitiva, liturgicamente e artisticamente più valida dell’attuale

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La riforma liturgica introdotta dal Concilio Vaticano II ha portato, come esigenza conseguente, l’adeguamento degli spazi celebrativi delle Chiese. Interventi nei  presbiteri di chiese ed, in particolare delle Cattedrali, sono stati realizzati in diversi luoghi. Non ci soffermiamo a registrare come questi adeguamenti sono stati fatti. Sono valutazioni conseguenti a parametri di giudizio che è impossibile unificare. Molto è legato a impressioni personali. Accanto a soluzioni definitive, studiate e realizzate con grande attenzione ed impegno, ci sono state soluzioni provvisorie. Alle volte accettabili, pur nella loro essenzialità, altre volte decisamente discutibili, se non palesemente inopportuni.

Un’opportunità

La Conferenza Episcopale italiana ha ultimamente invitato ad affrontare il problema, proponendo un “Bando nazionale per l’adeguamento liturgico delle Cattedrali di alcune Diocesi del Nord, Centro e Sud Italia”. Già nel 1996, intervenendo sul tema “L’adeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica”, si era espressa la necessità che si passasse in modo graduale dalle soluzioni provvisorie a quelle definitive, con una certa urgenza, con risposte mature”. Il bando nazionale indica un percorso progettuale che coinvolga tutta la comunità ecclesiale. La selezione che sarà operata tra coloro che manifesteranno interesse ad accedere al bando, avrò accesso a un consistente contributo finanziario.

Interesse della nostra Chiesa di Belluno-Feltre

Il problema dell’adeguamento si pone anche per tante delle nostre chiese. In alcune chiese ci sono stati interventi con diversi risultati. Molti di questi hanno avuto, per fortuna, carattere di provvisorietà. In  altre non c’è stato nessun intervento. E’ stata preferita l’attesa di un’indicazione più precisa ed opportuna. Anche la nostra chiesa Cattedrale ha visto nei decenni passati un intervento di adeguamento del presbiterio. Una soluzione funzionale, con materiale “comune”, rispondente a certe esigenze immediate. Negli anni ha svolto, pur con limiti, il suo compito nell’ospitare le nuove realtà celebrative. Di fronte alla possibilità di una soluzione definitiva, liturgicamente e artisticamente più valida dell’attuale, proponendo soluzioni più opportune, anche la nostra diocesi ha intenzione di sfruttare la opportunità e di manifestare ufficialmente il suo interesse al bando.

Un percorso “ecclesiale”

Le indicazioni del bando nazionale, curato dall’Ufficio liturgico nazionale e dall’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto, delineano un preciso percorso al quale attenersi nell’eventualità di essere ammessi a usufruire dello stesso. Viene indicato come responsabile di questo processo il «Vescovo, coadiuvato dai suoi collaboratori, in particolare le Commissioni diocesane di arte per la liturgia, l’Ufficio liturgico diocesano e la Commissione liturgica, avendo cura di coinvolgere l’intera comunità diocesana». Non sarà quindi una scelta operata da pochi addetti ai lavori, dovrà avere un respiro “diocesano”. Il percorso che verrà messo in atto per realizzare per attuare l’adeguamento liturgico definitivo della Cattedrale diventerà esemplare per l’intervento nelle altre chiese che accolgono le celebrazioni liturgiche. L’indicazione di uno studio interdisciplinare in relazione al progetto e alla sua realizzazione è preciso e, vorremmo dire, tassativo. «La complessa e delicata sfida dell’adeguamento liturgico dell cattedrale richiede un approccio interdisciplinare che ponga in relazione gli aspetti liturgici con le altre dimensioni implicate, così da procedere sulla base di una visione globale e non settoriale. Anzitutto  è da compiere un serio ed accorto studio storico, architettonico ed artistico dell’edificio, non tralasciando la storia celebrativa con e le eventuali rimodulazioni dello spazio liturgico. E’ da valutare anche il significato della chiesa cattedrale nel suo contesto prossimo e remoto. Sono da studiare con cura i suoi elementi liturgici qualificanti: altare, ambone, cattedra, fonte battesimale, custodia eucaristica, penitenzieria».

Un impegno che continua

Sarò questo un impegno in continuazione con i vari interventi di restauro che negli ultimi decenni hanno caratterizzato l’opera delle persone e degli organismi che avevano la tutela dell’amata chiesa Cattedrale.

Giuliano Follin