Liturgia della Pentecoste: Parola di Dio e preghiere

Testi biblici ed eucologici nelle Messe della Vigilia e della Festa

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La solennità di Pentecoste conclude per la Chiesa la celebrazione del Tempo pasquale iniziato, dopo il Triduo Pasquale, con la settimana di Pasqua.

Due liturgie per la Pentecoste, un testo comune

Nella riforma che ha fatto seguito al Concilio Vaticano II, sono stati rinnovati i testi delle Letture della Parola di Dio e delle Preghiere eucologiche nella celebrazione della Messa. Sono stati rinnovati completamente la struttura e i contenuti della Messa della Vigilia.

Una proposta originale è quella inserita nella Messa della Vigilia. Viene unita la preghiera dei Vespri (i salmi previsti) e l’ascolto fino a quattro letture del Vecchio Testamento. Ogni lettura è seguita dal Salmo responsoriale e da una orazione. Seguono poi il canto del Gloria, la orazione Coletta (più scelte offerte dal Messale), la lettura dall’Apostolo, il canto dell’Alleluia ed il Vangelo. L’inserimento di più letture può essere fatto anche senza il canto dei Vespri. E’ previsto anche, secondo prassi normale, lo schema tradizionale di ogni Liturgia della Parola. L’ordinamento generale del Lezionario Romano al N. 102 presenta una sintesi dei contenuti dei brani proposti per le due Liturgie della Parola. “Nella Messa vespertina della Vigilia di Pentecoste sono proposti quattro testi dell’Antico Testamento, in modo che se ne possa scegliere uno allo scopo di illustrare il significato molteplice di questa solennità. La lettura dell’Apostolo descrive il compito che lo Spirito svolge nella Chiesa; quella del Vangelo ricorda la promessa dello Spirito, fatta da Cristo prima della sua glorificazione. Per la Messa del giorno, la prima lettura è la pagina tradizionale degli Atti degli Apostoli, in cui si narra il grande evento della Pentecoste. I testi dell’Apostolo descrivono gli effetti dell’azione dello Spirito nella vita della Chiesa. La lettura del Vangelo si riporta a Gesù, che la sera di Pasqua comunica lo Spirito ai suoi discepoli. Altri testi facoltativi si riferiscono all’azione dello Spirito sui discepoli e sulla Chiesa”.

Il testo comune alle due celebrazioni è il Prefazio. E’ l’unico testo proposto per la solennità di Pentecoste. Come accade per i  prefazi particolari, nelle sue espressioni riassume il significato teologico della solennità: ”Oggi hai portato a compimento il mistero pasquale e su coloro che hai reso figli di adozione in Cristo tuo Figlio hai effuso lo Spirito Santo, che agli albori della Chiesa nascente ha rivelato a tutti i popoli il mistero nascosto nei secoli, e ha riunito i linguaggi della famiglia umana nella professione dell’unica fede”.

Significato della Pentecoste e teologia dello Spirito Santo

I testi delle preghiere della Chiesa, collette, orazioni sulle offerte, orazioni dopo la Comunione (testi eucologici) offrono nelle diverse espressioni una varietà significativa si sottolineature in relazione al significato della Festa per la Chiesa e per i Cristiani. Offrono anche espressioni che aiutano la comprensione e danno contenuti alla verità della fede cristiana: “Credo nello Spirito Santo”.

La sequenza “Veni Sancte Spiritus”

Nella liturgia di Pentecoste è collocata anche una delle cinque sequenza ancora presenti nel Lezionario. Il suo titolo è “Veni Sancte Spiritus”. Nella liturgia cattolica, la sequenza, è un componimento poetico, che veniva recitato o cantato nelle celebrazioni solenni prima della proclamazione del Vangelo. Ha avuto origine nel sec. IX e si è poi è diffuso in modo esorbitante. Dopo il Concilio di Trento questi inserimenti sono stati drasticamente ridotti ai cinque presenti nei formulari attuali.  Questo testo inserito nella Messa di Pentecoste (cantato o recitato) non è di certa attribuzione, comunque risale al periodo tra i secoli XII e XIII. E’ un testo entrato anche nella preghiera popolare per invocare un particolare presenza del dono dello Spirito Santo.

Un segno spostato

Con la conclusione del Tempo pasquale viene tolto dalla sua collocazione in presbiterio il cero pasquale. Acceso e Introdotto solennemente in chiesa all’inizio della Veglia Pasquale, viene ora collocato fuori del presbiterio, accanto al fonte battesimale nel battistero (quando è presente questo luogo liturgico). Sarà acceso in occasione della celebrazione del Battesimo. La collocazione del cero pasquale vicino alla bara del defunto caratterizza anche il funerale dei battezzati.

don Giuliano Follin