Missioni

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Ottobre missionario 2018 “Giovani per il Vangelo”

GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE: DOMENICA 21 OTTOBRE

Raccolta di offerte riservata esclusivamente alle Pontificie Opere Missionarie

Come ogni anno nelle Parrocchie è già arrivato del materiale per l’animazione della: GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE:  DOMENICA 21 OTTOBRE con la raccolta di offerte riservata esclusivamente alle Pontificie Opere Missionarie.

La celebrazione diocesana della Giornata Missionaria sarà presieduta dal Vicario Generale don Graziano, sabato 20 ottobre, alle ore 18.00 nella chiesa di Longarone, preceduta da un incontro di esperienze missionarie proposto soprattutto ai giovani dalle ore 15.30 nella sala parrocchiale di Longarone.

È a disposizione, per le comunità che lo desiderino, la veglia rielaborata dal Centro Missionario:

Dove è possibile, proponiamo ai giovani (catechismo, gruppo dopo-cresima, associazioni…) una serata di incontro, preghiera e testimonianze con la nostra partecipazione, se invitati.

Premere qui per leggere il messaggio del Papa per la Giornata Missionaria Mondiale
Premere qui per il manifesto
Premere qui per la locandina delle 5 settimane

Cos’è l’ottobre missionario?
Nel 1926, l’Opera della Propagazione della Fede propose a Papa Pio XI di indire una giornata annuale in favore dell’attività missionaria della Chiesa universale. La richiesta venne accolta con favore e l’anno successivo (1927) fu celebrata la prima “Giornata Missionaria Mondiale per la propagazione della fede”, stabilendo che ciò avvenisse ogni penultima domenica di ottobre.

La celebrazione annuale della Giornata Missionaria Mondiale è un’importante occasione per riportare l’attenzione sui numerosi bisogni materiali delle cosiddette Chiese di missione e richiamare la responsabilità di ognuno in proposito: “La raccolta dei fondi è parte integrante di una buona animazione missionaria”, recita un documento delle Pontificie Opere Missionarie.

La comunione
L’impegno solidale trae ispirazione dal comandamento dell’Amore e trova il suo modello nelle prime comunità cristiane, animate da un profondo spirito di comunione. “La colletta, che nella Giornata Missionaria Mondiale viene fatta in tutte le parrocchie, sia segno di comunione e di sollecitudine vicendevole tra le Chiese” (Benedetto XVI).

L’universalità
Se in origine l’esiguo numero di cristiani rendeva più facile dare risposte adeguate alle necessità di ciascuno, oggi che il messaggio di Cristo si è diffuso nei cinque continenti, il compito diventa più impegnativo. Alle Pontificie Opere Missionarie è chiesto di assicurare che tutte le comunità, soprattutto le più piccole, povere e lontane, possano ricevere gli aiuti di cui hanno bisogno. La dimensione universale è una caratteristica fondamentale della Chiesa. Per questo, le offerte pervenute vanno a confluire nel cosiddetto Fondo Universale di Solidarietà e vengono poi adeguatamente ripartire trae le giovani Chiese di missione, secondo i bisogni di ciascuna.

L’evangelizzazione
Le Pontificie Opere Missionarie si distinguono perché impiegano le somme raccolte ogni anno prima di tutto a sostegno dell’evangelizzazione, nel rispetto di quella che è la finalità della Chiesa: annunciare il Vangelo a chi non lo conosce ancora. L’aiuto materiale, che si concretizza nella realizzazione di progetti a carattere sociale, ad esempio nei campi della sanità e dell’istruzione,  tiene conto di questa priorità, come ricorda l’enciclica Redemptoris missio: “Il miglior servizio al fratello è l’evangelizzazione, che lo dispone a realizzarsi come figlio di Dio, lo libera dalle ingiustizie e lo promuove integralmente” ( RMi 58 ).

Fondo Universale di Solidarietà

  • Il Fondo Universale di Solidarietà delle Pontificie Opere Missionarie è la somma totale di tutte le offerte ricevute durante l’anno dai fedeli dei vari Paesi del mondo, destinate alle Chiese:
    di nuova o recente costituzione, per agevolarne il primo sviluppo;
  • prive di una piena autonomia finanziaria;
  •  in situazioni di emergenza, dovute a guerre, carestie o calamità naturali.

Criteri d’intervento
La priorità è per le attuali 1.084 cosiddette “Chiese di missione” che dipendono direttamente dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. Si dà inoltre spazio ad altre importanti necessità delle diverse Chiese nel mondo.

Modalità d’intervento
Per rispondere alle esigenze primarie dell’evangelizzazione, senza trascurare la promozione umana e lo sviluppo, le Pontificie Opere Missionarie si impegnano a:

  • sostenere gli studi di seminaristi, sacerdoti, religiosi, suore e catechisti laici;
  • costruire e mantenere seminari, cappelle e aule per la catechesi e le attività pastorali;
  • assicurare assistenza sanitaria, educazione scolastica e formazione cristiana ai bambini;
  • sovvenzionare radio, televisioni e stampa cattolica locali;
  • fornire mezzi di locomozione ai missionari, ai sacerdoti, ai religiosi, alle suore e ai catechisti locali.

 


Clicca qui per scaricare il periodico del Centro Missionario Diocesano


DALLE MISSIONI – E’ uscito il periodico “Notizie”
del nostro Ufficio Missionario su “La perla preziosa”   

Testimonianze di “poveri cristi”
preziose come perle

Tante storie di persone dove al capitolo della sofferenza sopravanza l’esperienza della Risurrezione

 

Nell’introduzione all’opuscolo “Notizie” (numero 30), dal titolo “La perla preziosa”, così scrive don Luigi Canal, direttore del nostro Ufficio Diocesano di pastorale della missione: «Cari amici e amiche, toglietevi i sandali perché state per entrare in una terra sacra… tale è questa raccolta di “perle preziose” nelle quali tanti “poveri cristi” ci testimoniano come nella loro carne si è rivissuta la Passione e la Risurrezione di Gesù Cristo, capofila e fratello maggiore di tutti noi! La perla si genera in fondo al mare, a partire da un granellino di sabbia, intruso nel seno della conchiglia; elaborata in questo ambiente, diventa una bellissima e rara perla preziosa.

Questi esempi, briciole di vita evangelica, non ci parlano di santità eroica, ma di quella santità quotidiana che irriga silenziosamente i terreni della storia umana, fertilizzandola. Sono questi che ci aiutano a dare il sapore giusto e l’orizzonte luminoso ai tanti momenti in cui l’esistenza umana ci caccia nei sottofondi della vita, dove si prova l’inganno delle sue trappole, l’amarezza della sconfitta, il buio dei sogni infranti, i contraccolpi della sorte. Sono loro che ci invitano a credere che in fondo al tunnel, anche il più lungo e il più buio, c’è sempre una Luce.

Affacciandoci a questi sepolcri vuoti, facciamo l’esperienza delle donne che la mattina di Pasqua vanno al sepolcro e si sentono dire: “Non cercate fra i morti Colui che è vivo!”. Ecco, abbiamo qui tante storie dove al capitolo della sofferenza sopravanza l’esperienza della Risurrezione.

Nella maggioranza dei casi sono persone che hanno avuto la fortuna di trovare dei “caricatori” come i 4 che hanno portato il paralitico ai piedi di Gesù (Mc. 2,1-12), calandolo dal tetto, perché la folla che assiepava la porta di casa non ha avuto l’attenzione necessaria per farsene carico. Come in questi casi, tanti nella nostra società… Molti portatori ci diranno: il nostro compito era portarli ai piedi di Gesù, poi ci ha pensato Lui a dire a ciascuno: “Alzati e cammina!”. L’esempio più chiaro ci è dato da Grégoire, che ha portato ai piedi di Gesù migliaia di malati mentali, liberandoli dalle catene di morte cui li condannava la società, per riportarli a una vita serena.

Presupposto fondamentale è crederci. Credere che da tante situazioni di morte, possa risorgere la vita!
Ci hanno creduto Edson, Dionisio, Oscar, Davids, Luca… che da schiavi della droga e dell’alcool si son ritrovati “tempio di Dio”.
Ci hanno creduto Amlan e Marcelle, che sono riuscite a dribblare la trappola della “vita facile”.
Ci ha creduto Charles dando prova di coraggio nello sconfiggere le streghe.
Ci ha creduto Modesta che ha messo per tanti anni le sue grandi mani di “partera” al servizio della vita a Tachina.
Ci ha creduto Teresita che sta dando affetto e dignità a tanti “scarti” della società.
Ce ne danno testimonianza Andrea, che si sente benedetta dal Signore anche se muore a 17 anni, e Catalina di Maria Misionera a Lima.
Ci ha creduto Lino, il lebbroso del San Juliào (Mato Grosso do Sul), che così riassume la sua vittoria: “Non maledirò chi mi ha umiliato o ha avuto pena di me. I miei amici sono la mia forza e la Luce di Dio mi copre di Grazia e mi arricchisce di amore e di fede. Perciò mi sento completo, anche se mi manca tutto!”
Ci hanno creduto altri… di cui potete leggere la testimonianza.

Ci aveva mostrato questa strada l’apostolo Pietro: “Nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo rallegratevi, perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare” (1Pt.4,13).

Molti ci hanno creduto. E perché non crederci anch’io?»

don Luis Canal