Significato e valore dei “Praenotanda”

L’ordinamento generale del Messale

Documento introduttivo del messale per la sua comprensione

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I libri liturgici in uso nella Chiesa cattolica di Rito Romano Latino hanno una caratteristica comune. Nelle prime pagine presentano una particolare “Introduzione”, delle “Premesse”. Questi elaborati vengono definiti con termine tecnico, in latino, “Praenotanda”.

Significato e valore dei “Praenotanda”

Questi documenti, presenti nelle prime pagine dei libri liturgici, Messale Romano compreso, hanno un significato e valore da prendere in considerazione. Essi esprimono prima di tutto la base teologica dalle quale viene elaborato il rito e in relazione alla quale scaturisce l’azione pastorale-liturgica all’interno delle Comunità.

Non si tratta solo di indicazioni rituali, ma di un invito a penetrare il mistero che il Rito liturgico è chiamato a vivere e ad incarnare per attualizzare, facendola diventare esperienza e dono, la Salvezza che il Mistero Pasquale di Cristo offre all’umanità nella sua Chiesa. La celebrazione dei vari riti, e tra questi in primo luogo quello della Celebrazione Eucaristica, la Messa, suggeriscono prima una approfondimento di questi testi.  Si potrebbe dire che esigono questa lettura e comprensione.

Le premesse alla celebrazione del Rito diventano una preziosa e generalmente abbondante fonte per la formazione della Assemblea liturgica, popolo di Dio che celebra con la presenza dei vari Ministeri. Il rischio di una lettura e realizzazione del Rito in prospettiva individuale, libera e fantasiosa, è superata dal percorrere la strada sicura che i “praenotanda” tracciano.

Gli spunti offerti sul piano della teologia, della pastorale e della spiritualità offrono alla Comunità cristiana, ai responsabili della formazione ed ai singoli fedeli una strada sicura. Aiuteranno a non cadere in quei pericoli per il Rito liturgico che sono il ritualismo efficientistico, l’empirismo compiaciuto, la ricerca affannosa ed insoddisfatta di effimere novità rituali.

Ordinamento generale del Messale Romano

Le premesse al Messale Romano hanno ora questo titolo: “Ordinamento generale del Messale Romano”.  Dalla precedente traduzione del: “Principi e norme per l’uso del Messale Romano”, si può cogliere un cammino. Ancora di più si nota la differenza dalla titolo delle premesse del Messale Tridentino: “Rito da osservare nella celebrazione della Messa”. La bibliografia su questo nuovo conciliare accostamento al Messale è in aumento. Un testo edito da Edizioni Messaggero Padova, opera di F:Rampazzo e D:Pasarin, “Ordinamento generale del Messale Romano (Celebrare e vivere l’Eucaristia)”, può rappresentare un primo approccio al testo posto alla nostra attenzione.  Sui siti specializzati, iniziando da quello del Vaticano (Vatican.va) il documento è riportato integralmente.  Il testo sopra indicato offre uno strumento di lettura con la specificazioni delle aggiunte apportate  in occasione della terza edizione del Messale di prossima uscita (Pasqua 2020).

Contenuti delle premesse (OGMR)

Può essere utile scorre i titolo dei vari capitoli che formano l’Ordinamento premesso al Messale Romano (OGMR)nella sua terza edizione.

Il proemio: Testimonianza di una fede immutata. Prova di una tradizione ininterrotta. Adattamento alle nuove condizioni. I Capitoli: I. Importanza e dignità della celebrazione eucaristica. II. Struttura, elementi e parti della Messa. III. Uffici e Ministeri nella Messa. IV. Diverse forme di celebrazione della Messa. V. Disposizione e arredamento delle chiese per la celebrazione dell’ Eucaristia. VI. Cose necessarie per la celebrazione della Messa. VII. La scelta delle parti della Messa. VIII. Messe e orazioni per diverse circostanze e Messe per i Defunti. IX. Gli adattamenti che competono ai Vescovi Diocesani e alle Conferenze Episcopali. Ogni capitolo contiene diversi paragrafi che illustrano specifici contenuti.

Non si tratta solo di norme da recepire e da eseguire. Si tratta di cogliere il senso delle indicazioni che, pur talora tra possibili scelte, diventano strada indicata per la esperienza celebrativa delle diverse comunità cristiana e dei singoli. La sintonia celebrativa è storia consolidata nella chiesa. La vitalità, la novità e l’originalità di goni celebrazione è creata dallo Spirito di fede nel Mistero e di adesione comunitaria ed individuale al Cristo, che ogni assemblea realizza. Accompagnata dalla fedeltà celebrativa rituale allo stesso Mistero Pasquale.  (continua)

Giuliano Follin