Sfogliando il nuovo Messale Romano

Alla scoperta dei contenuti del libro liturgico più utilizzato

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I libri liturgici usati nelle Celebrazioni Liturgiche sono sempre visti in mano ai Celebranti. Questi li maneggiano con abilità e vi leggono i testi previsti dal Rito.

Il Messale Romano è sicuramente il più usato e quindi il più visto. Supera per visibilità l’altro libro molto usato che è il “Lezionario”, il libro dal quale si leggono i brani della Parola di Dio.

Nel presentare questo libro liturgico, sembra opportuno analizzare i contenuti dai quali i celebranti attingono le loro preghiere. Lo scorrere di questi capitoli offre a tutti i fedeli la possibilità di conoscere quanto è a disposizione non solo dei sacerdoti, ma di tutti i fedeli e di ogni assemblea che si riunisce per vivere l’esperienza della Liturgia della Messa.

La conoscenza dei contenuti, accanto ad una possibile lettura personale aiuta a vivere, a capire ed anche talora a progettare la sacra celebrazione.  I Messalini festivi, feriali o quotidiani offrono ad un utilizzo individuale o di gruppo gran parte del contenuto del Messale Romano ufficiale.

Il “Proprio del Tempo”

Nelle pagine del Messale che seguono la pubblicazione di documenti ufficiali della chiesa ed i “Principio  e norme per l’uso del Messale”, si trovano i testi i  riferimento al “Proprio del Tempo”.  È nota la divisione dell’Anno Liturgico in “Tempi”, periodi che comprendono una serie di domeniche e di settimane. In ordine vengono presentati: Tempo di Avvento, Tempo di Natale, Tempo di Quaresima, Settimana Santa, Triduo Pasquale e Tempo di Pasqua, Tempo Ordinario, Solennità del Signore nel Tempo Ordinario.  Questa strutturazione nell’arco di un anno della Celebrazione dei Misteri di Cristo, sia nel particolare che nella sua globalità (Tempo ordinario) è ben conosciuta all’interno della Chiesa,

Lo schema base dei testi presentati, sia per ogni domenica che per alcuni particolari giorni feriali, è rappresentato da tre orazioni e da due antifone.  Le Orazioni lette al momento opportuno hanno il nome rispettivamente di “Colletta”, “Sulle Offerte” e “Dopo la Comunione”.  Le due antifone, generalmente sostituite da canti opportuni, sono riportate sotto la denominazione: “Antifona d’Ingresso” e “Antifona alla Comunione”.

Rubriche, indicazioni celebrative.

Per ogni celebrazione domenicale o feriale, accanto ai testi sopra ricordati, vengono indicate anche delle note celebrative, chiamate “Rubriche”. Il loro nome è dato dal fatto che nei Messali erano, e sono tutt’oggi, scritte in colore rosso. I Testi da proclamare, come noto, sono stampati con in nero. Le indicazioni più comuni sono le seguenti, in ordine di presentazione sulla singola pagina. Viene indicato, nelle domeniche e nelle celebrazioni solenni se viene proclamato il “Gloria”.  Viene indicato se è da proclamare il “Credo”.  Viene data indicazione di quale “Prefazio” recitare, attingendo dalla parte del Messale riguardante la raccolta di queste preghiere. Per alcune particolari circostanze il Prefazio è riportato dopo la preghiera “Sulle Offerte”.  In alcune Messe viene indicata anche la possibilità di utilizzare testi alternativi di preghiera e disposizione su altra parte del Messale.

Per le celebrazioni particolari inserite nella Messa, testi e rubriche sono riportate completamente. Si possono ricordare: il Rito delle Ceneri, il Rito della Domenica delle Palme, i Riti del Triduo Pasquale. Per la celebrazione di altri Sacramenti o di celebrazioni Rituali, i testi delle preghiere e le relative rubriche si trovano nei rispettivi Libri Liturgici.

Proprio del Tempo (Temporale) e proprio dei Santi (Santorale).

L’altro blocco di testi che formano il Messale Romano è quello definito “Proprio dei Santi” (Santorale).  E’ la parte che si riferisce ai testi da utilizzare per le celebrazioni della Beata Vergine Maria e dei Santi che sono indicati alla venerazione di tutta la Chiesa.

E’ esperienza di tante comunità la coincidenza, nello stesso giorno del calendario di diverse celebrazioni del Proprio del Tempo e del Proprio dei Santi.  A quale celebrazione sia doveroso dare precedenza e rilievo liturgico è indicato da precise norme date alle Comunità cristiane.

Rubriche e norme non sono legami che minano la vitalità dei singoli o delle singole comunità, sono indicazioni per realizzare, nella celebrazione e nella preghiera liturgica quella comunione e quella sintonia che nei secoli ha accompagnato la vita delle Comunità cristiane.  (continua)

Giuliano Follin