Triduo Pasquale: al cuore del Mistero di Cristo

Centralità assoluta delle celebrazioni liturgiche della Pasqua

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I giorni della Settimana Santa erano, e in parte sono, bene definiti uno per uno, dalla Domenica delle Palme alla domenica di Pasqua. Da qualche decennio la attenzione più rilevante è stata data all’insieme dei giorni finali della Settimana  definiti: “Triduo Pasquale”.  L’espressione, pur non essendo entrata nel linguaggio comune, merita di essere conosciuta, assimilata ed utilizzata dai singoli cristiani e, soprattutto, dalle Comunità. L’uso dei termini può aiutare la comprensione e dare significato all’esperienza celebrativa vissuta poi. giorno per giorno.

Liturgia e pietà popolare
Vorrei anche  richiamare qui  la distinzione tra i Riti sacri previsti dalla Liturgia ed altri Riti religiosi che hanno avuto origine dalla pietà popolare. I primi sono contenuti nella indicazione del loro svolgimento dal Messale Romano, mentre i riti della pieta popolare sono lasciati agli schemi di svolgimento originari dalla tradizione dei diversi luoghi

Per il Triduo sacro a livello di pietà popolare vanno considerate le diverse forme di Via Crucis celebrate il Venerdì Santo.  Le modalità della celebrazione è abbastanza varia sia per orario, che per ambiente di realizzazione, sia per i testi utilizzati. Sono ancora presenti ancora forme di devozione collegate a processioni “tradizionali” nel giorno del Venerdì Santo. Ultimamente si sono diffuse anche espressione di “sacra rappresentazione” in riferimento alla Passione, Morte del Signore.

Ma la attenzione dei cristiani nei giorni finali della Settimana Santa è legata ai giorni del Triduo Pasquale del Signore morto, sepolto e risorto. Sono i tre giorni del Venerdì Santo, del Sabato Santo e della Domenica di Pasqua nella Risurrezione del Signore. Quest’ultima vissuta in particolare nella solenne Veglia Pasquale, prevista come centro della celebrazione della Pasqua nella notte tra sabato e domenica.

Messa nella Cena del Signore.
Conclusa la Quaresima e celebrata al mattino al S.Messa detta “del Crisma”, le comunità cristiane si ritrovano per celebrare la Cena del Signore. E’ un anticipo rituale del triduo Pasquale.

Memoria solenne annuale della istituzione della Eucaristia e del Sacerdozio. Due realtà ecclesiali in questo giorno richiamate in modo particolare. Il rito della Lavanda dei piedi ad alcune persone ( bambini o, preferibilmente, giovani ed adulti) ripete il gesto esemplare compiuto da Gesù durante la sua Ultima Cena.  Per la S.Comunione dei fedeli nel giorno seguente, l’Eucaristia viene portata in un altare preparato per custodirla. Questo altare, pur solenne ed adornato, sostituisce i tradizionali “sepolcri”. I fedeli cristiani sono invitati a sostare in adorazione dell’Eucaristia, dono grande del Signore, nelle ore seguenti al Rito fino a tarda notte.

Venerdì Santo: celebrazione della Passione del Signore
In una chiesa spogliata di tutti gli addobbi viene celebrata, nel rito liturgico, la Passione del Signore. La Liturgia della Parola annuncia la Passione e morte del Signore. Il racconto fatto dall’Evangelista Giovanni presenta l’evento della morte e sepoltura.  La presentazione della croce ai fedeli con l’invito alla adorazione caratterizza la seconda parte del Rito. Generalmente i fedeli si accostano alla croce per gesto di adorazione di affetto.   L’accostarsi alla S.Comunione rappresenta una “unione” ancora più completa al Mistero della Passione di Cristo.

Sabato Santo: silenzio e meditazione nell’attesa della Risurrezione
In questo giorno non è prevista nessuna celebrazione liturgica. Giorno di silenzio, di meditazione, di attesa della Risurrezione.

Veglia Pasquale, nella Risurrezione del Signore
Collocata come orario nel sabato santo notte, è già “Pasqua”.  Con questo spirito di celebrazione gioiosa, si svolge il solenne ed intenso rito nei suoi quattro distinti momenti. Lo spirito dei partecipanti è pronto a vivere, senza preoccupazione di orologio, la Liturgia della Luce, la Liturgia della Parola, la Liturgia del Battesimo e la Liturgia Eucaristica. La rinnovazione delle promesse battesimali fatta dai presenti, su invito del celebrante, rappresenta un coinvolgimento ancora più cosciente della propria adesione di fede al Cristo Risorto. La celebrazione di Battesimi in questa notte, è attualizzazione ancora più significativa, nel solco di una millenaria tradizione. La gioia della Pasqua avvolge i cuori.

(continua)

Giuliano Follin