La Messa del giorno di Pasqua

Un augurio: a presto!

«...la sensazione di un cielo molto terso mentre si accende di luce»

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Clicca per leggere l’omelia di Pasqua del Vescovo

 

Anche oggi, 12 aprile, il paesaggio bellunese è stato omaggiato di un’alba splendida. Tutta tessuta sulla luce anche l’omelia del vescovo Renato Marangoni, nella celebrazione di questa mattina in Cattedrale.

La piccola assemblea dei sacerdoti che vivono con il Vescovo e di coloro che hanno svolto un ministero nella liturgia hanno ascoltato il racconto della Risurrezione secondo il quarto vangelo: «Il racconto di Giovanni ci riporta all’alba del mattino di Pasqua; ma ogni inizio di giorno è meraviglioso e affascinante», ha esordito il Vescovo: «dal buio si passa alla luce sempre più intensa, fino al comparire del sole. Non è mai mancato il segno di questa fedeltà della natura; proprio in questi giorni, la sensazione nel Bellunese è di un cielo molto terso mentre si accende di luce». Il panorama, da dolomitico, diventa biblico: «l’evangelista nota che il giorno della Risurrezione è il primo giorno della settimana; agli inizi della Bibbia è narrato che nel primo giorno la Parola di Dio ha creato la luce».

«Ogni giorno contempliamo – ha proseguito il Vescovo – questo accendersi di un primo giorno; nessuno di noi ha prenotato l’arrivo fedele di ogni giornata. C’è una vita che ci precede, che prepara il nostro venire alla luce del giorno». Un principio, quindi, di Risurrezione nella fedeltà della creazione; ma anche «in ciascuno di noi», «nell’umanità che ogni giorno, ogni mattino ricomincia il suo percorso; dice l’evangelista: ma era ancora buio». «In questi giorni di sofferenza e di incertezza, dove non tutto ci è chiaro, dove può darsi che si attivino inutili contrapposizioni che non aiutano ad illuminare chi soffre… in questo buio che ancora non si dirada ci raggiunge una fedeltà alla vita, che non è mai venuta meno». La Risurrezione di Gesù, da annunciarsi come gioia e speranza nella vita di tutti, va ancora attesa nel buio che si dirada ma va testimoniata: «ce lo testimonia quel discepolo che vide e credette».

Alla fine della celebrazione l’augurio a tutti coloro che hanno seguito la celebrazione grazie alla diretta televisiva, radiofonica e sui social: «si accenda la Risurrezione di Gesù su tutte le creature, che Dio ha fatto con saggezza».

don Giuseppe Bratti