Messaggio del Vescovo per il Natale 2018

Un augurio che custodisce un sogno

L'appello dei 50 artisti bellunesi: "ci stringiamo le mani"

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Ogni augurio custodisce un sogno che si desidera dischiudere e condividere.

Immagino così l’augurio per la celebrazione del Natale 2018, preparato da questo tempo di Avvento così rappresentativo di tante situazioni di vita, perché vivere è “tendere a…”.
Raccolgo la parola detta dal profeta Sofonia e proposta in questa penultima domenica che precede il Natale: «Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia!», perché il Signore Dio «gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore» (3,16-17).

Questo sogno e questo desiderio – misteriosamente seminati in ogni vita, specialmente in quella più fragile e vulnerabile – ci sono affidati come promessa. Passo dopo passo, essa può diventare «una strada da imboccare», mentre ci «stringiamo le mani», come i 50 artisti di queste nostre terre ci hanno detto, in questi giorni, consegnandoci il loro appello nella canzone “Alziamo la voce”: «C’è un mondo, sorretto da queste montagne, da ricostruire con la nostra nuova forza insieme»”. E anche lì, dove c’è «una cicatrice», occorre ripartire: «Facciamo sbocciare questo seme». Questo augurio si intesse con la celebrazione del Natale di Gesù Cristo.

Ce lo scambiamo così, in particolare stringendo la mano a chi sente le proprie braccia cadere.

Buon Natale!

 + Renato, vescovo

 

Nella foto: Gianfrancesco da Tolmezzo, Adorazione dei pastori, 1482, affresco. Chiesa di S. Nicolò di Comelico [particolare].
Archivio fotografico Ufficio per i Beni culturali ecclesiastici e per l’Edilizia di culto – DIOCESI DI BELLUNO-FELTRE.