Una chiesa gremita di fedeli e addobbata a festa

Vellai accoglie don Vito De Bastiani

Un cambiamento nell'idea di "comunità parrocchiale": alzare lo sguardo sulle realtà vicine

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A poche settimane di distanza dal saluto di commiato rivolto a don Evaristo Campigotto, la comunità parrocchiale di Vellai e Cart si è riunita per la veglia di preghiera, come rito di inizio del ministero pastorale del nuovo parroco don Vito De Bastiani. Giovedì 3 ottobre, alla presenza del vescovo Renato, di alcuni sacerdoti, in una chiesa gremita di fedeli e addobbata a festa, si è svolta la cerimonia  che ha segnato non solo l’inizio del servizio pastorale di don Vito nel parrocchia di Vellai, ma anche l’avvio di un cambiamento nell’idea di “comunità parrocchiale”. Infatti don Vito è già parroco di Foen, situazione che conduce inevitabilmente al bisogno di conoscenza, condivisione, ampliamento, accoglienza e aiuto reciproco fra comunità, come già indicato negli  Orientamenti Pastorali 2019-2020, perché queste “non si ignorino a vicenda ma si riconoscano e camminino insieme” secondo “l’ideale di fraternità custodito nel Vangelo”.

In questo contesto, ben si è inserito il brano del Vangelo di Luca riguardante i settantadue discepoli designati da Gesù e mandati a due a due nelle città, con l’invito a fermarsi nelle case, portando la pace e ricordando che il regno di Dio è vicino. Nell’omelia, il vescovo Renato ha commentato le parole di Luca sottolineando la significatività dell’ampliamento della missione affidata da Gesù, prima a dodici e poi a settantadue, e della dimensione familiare e domestica della stessa, un richiamo a sentirci tutti in cammino, mandati da Gesù, ognuno con le proprie capacità e qualità, con la propria storia familiare, di amicizie e di comunità. E proprio questo brano del Vangelo, ha continuato il Vescovo, è particolarmente indicativo su come procedere nel cammino che inizia insieme a don Vito, esportando nelle varie dimensioni della nostra vita quelle che Gesù chiama “le opere buone che rendono gloria al Padre” e la testimonianza di ciò che andremo a condividere attorno alla mensa eucaristica, a partire dalla Parola di Cristo, che è lampada dei nostri passi. Essere due comunità guidate da un unico parroco è un segno – ha proseguito il vescovo Renato – una chiamata ad aiutarci vicendevolmente perché, citando un passaggio della Bibbia, «uno non può stare in piedi da solo» e anche Gesù ci ha dimostrato l’importanza dell’essere insieme partecipando la sua missione ai discepoli e allargandone il numero. La difficoltà più grossa nella missione affidata è senza dubbio quella di non essere accolti e per questo, come discepoli, è necessario dimostrare per primi la capacità di accogliere, Dio e i fratelli, con tutte le difficoltà che ciò comporta, anche quella di affrontare le resistenze, ma sempre nella consapevolezza che “ciò che ci dà luce e speranza è la vicinanza del regno di Dio”. A conclusione dell’omelia, il vescovo ha rivolto un duplice pensiero a don Vito, quello di non scoraggiarsi di fronte all’impegno dato da due comunità e di come la ricchezza della sua esperienza di missionario in Costa d’Avorio e in Brasile diventerà testimonianza di quanto ha ricevuto nella fede e di quanto ha potuto esercitare e condividere nella carità.

Anche il Consiglio Pastorale, a nome della comunità, ha rivolto un breve ma sentito discorso di benvenuto al nuovo parroco. Il ringraziamento per aver accettato il carico di una nuova parrocchia si è unito alla consapevolezza della necessità di «un pensiero che conduca all’azione di alzare lo sguardo sulle realtà vicine alla nostra», uscendo anche fisicamente dai confini del proprio territorio e affrontando cambiamenti a volte impegnativi, ma animati dalla fiducia della positività che scaturirà dal cambiamento stesso.

Anche don Vito si è rivolto alla sua nuova comunità auspicando collaborazione vicendevole, attenzione e condivisione delle esigenze di tutti e ricerca di punti di incontro, raggiungibili anche attraverso un linguaggio semplice e il chiarimento degli eventuali e naturali dubbi in merito a questo nuovo corso.

Non poteva di certo mancare, come in tutte le occasioni importanti, un momento conviviale a base di minestrone, organizzato con la collaborazione dell’US Dynamo, delle associazioni locali e di volontari. Domenica 6 ottobre, alle ore 10.30, don Vito celebrerà la prima messa come nuovo parroco nella chiesa intitolata a santa Agata V.M. di Vellai.

Franca Tatto