VENEZUELA – Le novità dal nostro missionario Padre Sante e dai vescovi del Paese martoriato

«Venezuela! Vivi e cammina con Gesù Cristo…»

L'Episcopato venezuelano è a difesa del popolo che affronta numerosi eventi che lo fanno soffrire

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La situazione del Venezuela attraverso i suoi vescovi

Recentemente i vescovi del Venezuela hanno scritto: «Nelle situazioni difficili che il nostro Paese sta vivendo, con l’alto rischio che i cittadini hanno vissuto negli ultimi anni, l’Episcopato venezuelano è rimasto a difesa del popolo che affronta numerosi eventi che lo fanno soffrire. Per questo motivo ha alzato la voce per denunciare le ingiustizie che, giorno dopo giorno, danneggiano l’intera nazione e respingere l’ondata di violenza che si è scatenata tra la popolazione». Con queste parole d’introduzione, la Conferenza Episcopale del Venezuela ha reso pubblico un video che descrive quello che sta vivendo la popolazione, vale a dire la dura repressione contro tutti quelli che non sono d’accordo con il governo.
I vescovi ricordano quanto fatto da loro attraverso le azioni, i comunicati, le esortazioni e le lettere pastorali che accompagnano, incoraggiano e danno speranza ai cittadini, ai fedeli e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, unendo gli sforzi per cercare una soluzione pacifica ai conflitti esistenti. I prelati esortano: «Venezuela! Vivi e cammina con Gesù Cristo, Signore della storia!»

Una realtà forte, triste e dura

Nel video si vede la gente che cerca fra i rifiuti qualcosa da mangiare, la violenza contro i giovani che protestano in strada, la solidarietà di chi, senza avere niente, riesce a collaborare con le mense popolari per condividere un piatto di cibo oppure assistere gli anziani e gli abbandonati.

Precisa l’agenzia di stampa “Fides”, commentando lo stesso video: «Drammatica l’immagine delle città paralizzate dalla mancanza di elettricità, di mezzi di trasporto, di sicurezza. L’economia sempre più fragile pesa su coloro che hanno sempre di meno o ormai più niente. Vengono riportate scene di vita e situazioni mai viste: gente che trasporta con fatica taniche d’acqua per avere qualcosa da bere a casa, ospedali senza elettricità in cui si cerca comunque di salvare vite umane lottando contro la mancanza di mezzi. Alcuni secondi del video sono dedicati agli emigranti venezuelani, quasi obbligati a cercare all’estero un luogo dove poter lavorare e dare da mangiare alla loro famiglia».
Il video si conclude con l’appello dei vescovi venezuelani a non rispondere con la violenza alle continue provocazioni del governo, e a fidarsi della giustizia internazionale che dovrà pur arrivare.

Direttamente dal nostro missionario Padre Sante

Padre Sante Ronchi, Missionario Oblato di Maria Immacolata, è originario di Vallada Agordina. Dopo molti anni in Italia tra Roma, Messina e Firenze (svolgendo diverse attività con tossicodipendenti, carcerati, gruppi giovanili e nella formazione), è stato missionario per 8 anni in Romania (2006-2014) e poi in Venezuela, dove vive attualmente.

Così padre Sante racconta la sua esperienza missionaria: «Vivo in una comunità di tre missionari (oltre a me, un polacco e un venezuelano) e alcuni giovani in formazione. La comunità cura una parrocchia di circa 30.000 abitanti in Palo Gordo, adiacente alla città di San Cristobal in Venezuela, al confine con la Colombia. L’attività è quella tipica di una parrocchia, nel contesto della situazione problematica attuale del paese.

Il missionario agordino è in continuo contatto col nostro Ufficio Missionario Diocesano. Così ci ha scritto in questi ultimi mesi.

4 aprile 2019. «Pare che non ci sia molto da dire. Il governo fa le prove tirando la corda per vedere fino a che punto gli USA abbiano realmente intenzione di intervenire e si appoggia sull’aiuto della Russia, alla quale non par vero di poter dar fastidio agli americani. Le emergenze continuano come sempre: ora la principale è l’energia elettrica, penalizzata da anni d’incuria, con il governo che accampa scuse sempre più ridicole. Abbiamo tra le 3 e le 12 ore di elettricità al giorno, e siamo fortunati rispetto ad altre zone. Per la benzina, come al solito, la gente fa le notti in fila. Ora stiamo vedendo come organizzarci per la questione dell’Aiuto Umanitario, patrocinato dalla Croce Rossa e dalla Conferenza Episcopale. Domani abbiamo sul piazzale della chiesa un’assemblea per vedere questo. Alla fine della settimana prossima andremo, come ogni anno, in una zona di campagna, per la Settimana Santa, accompagnati da alcuni laici…»

2 maggio 2019. «Oggi 18 chilometri di marcia con moltissima gente, Ieri tutto il giorno in piazza. Stiamo sempre con circa 12 ore al giorno di black out… Alla fine di giugno dovrei stare per dieci giorni con i nostri missionari dell’Uruguay e da lì verrò in Italia per un paio di mesi, cosa che facciamo ogni due anni…»

18 maggio 2019. «Così stava questa mattina alle sei la coda a un distributore, quando sono andato a correre: lunga 4,3 chilometri! Solo fin dove ho visto, perché poi continuava… E quelli sono stati fortunati, perché c’era l’autobotte che scaricava carburante, non come altre pompe che ho visto, vuote e dove c’era solo la coda…»

21 giugno 2019. Padre Sante è in Uruguay a predicare un ritiro spirituale con i confratelli missionari del Cile, del Paraguay, dell’Argentina e dell’Uruguay. Da martedì 25 giugno sarà a Belluno per un paio di mesi…

Di due precedenti viaggi (in Uruguay e Senegal) Padre Sante scriveva: «Mi porto dietro l’impressione di aver fatto un pellegrinaggio. Una visita ai luoghi dove i nostri fratelli danno la vita e costruiscono la chiesa, rivolgendosi all’uomo di ogni razza e colore, chinandosi sui poveri, alleviando sofferenze. Torniamo in Italia dove, in altro contesto, molti lavorano allo stesso scopo: cercare di edificare la Civiltà dell’Amore».

 

Edieffe – C.Z.