Incontro triveneto dell’UNITALSI

Concattedrale di Feltre
12-10-2019

Gioele 4,12-21; Sal 96; Lc 11,27-28

Saluto di cuore voi tutti “popolo” dell’UNITALSI triveneta: sembrano evocate da voi, fratelli e sorelle qui convenuti, le nazioni e le folle immense di cui si parla nella lettura del profeta Gioele.

Questa lettura lancia un annuncio di giustizia verso i popoli che sono stati oppressi e chiama in causa Dio perché possa far giungere il suo giorno. C’è poi l’immagine della valle chiamata della “Decisione”. Si tratta dei tempi e dei luoghi in cui il Signore incontra la storia umana compiuta.

Questo sguardo universale di Dio lo stiamo imparando anche noi. Ogni giorno deve diventare un giorno di giustizia, in cui assumere la parte di è stato messo da parte o sfruttato.

Agli inizi di settembre abbiamo avuto il pellegrinaggio diocesano a Lourdes. Lì ho chiesto di incontrare a piccoli gruppi le sorelle e i fratelli che erano a servire i nostri ammalati, i nostri anziani.

C’era una domanda nascosta che motivava quella richiesta di incontro: ma ciò che vivete qui a Lourdes, in forma di pellegrinaggio, ponendovi gratuitamente a fianco di un fratello o di una sorella più fragile, inoltre il clima di vicendevole accordo e di incontro… è possibile esportarlo nella vita ordinaria, in parrocchia, in ambiente di lavoro, nei nostri paesi e città, nel vissuto sociale?

Ho ascoltato difficoltà che ci sono, ma anche desideri e promesse.

Come attesta Gioele dobbiamo portare in seno alle situazioni di vita di oggi, dei contesti in cui viviamo “il Giorno del Signore”.

C’è una immagine bellissima nella lettura di Gioele: «In quel giorno le montagne stilleranno vino nuovo e latte scorrerà per le colline; in tutti i ruscelli scorreranno le acque».

È possibile per quello che l’UNITASI si propone di essere e di testimoniare che tutti voi possiate offrire un contributo di “vino nuovo”, di “latte e ruscelli che scorrono”.

Ve lo auguro di cuore!

Nel Vangelo ascoltato una donna, meglio una mamma, è affascinata da Gesù, da quello che ha appena fatto e detto. Aveva nei versetti precedenti contrapposto un regno diviso da un regno unito. Le divisioni per Gesù sono opera di Beelzebul, capo dei demoni. Il regno unito per Gesù è il regno di Dio e Gesù stesso sembra applicare a sé l’immagine di un uomo forte che vince, che strappa via le armi e spartisce il bottino…

 

 

Gesù si impiccia con la vita di chi soffre. Ecco perché è lungo la strada.

Guarire l’uomo muto significa farlo rinascere e incardinarlo nella comunità.

«Gesù non è un esorcista, quanto qualcuno che agisce in un orizzonte e in una economia assolutamente diversa e superiore a quella dei demoni» (Rosanna Virgili).