Un anziano, dai lunghi capelli bianchi, era seduto all’interno della sua tenda piantata sulle sponde di un torrente ancora gelato. Era solo, stanco e pensoso. L’inverno stava finendo, la temperatura non era più tanto fredda e il fuoco era praticamente spento. Il solo rumore era quello del vento che spazzava la neve caduta poco prima.
Improvvisamente, un giovane entrò nella tenda. Le sue guance erano rosse, i suoi occhi brillavano e portava dei capelli neri raccolti in due lunghe trecce. Era arrivato camminando con passo veloce e leggero e portava in mano dei fiorellini bianchi.
L’anziano gli disse: «Ragazzo mio, sono felice di vederti! Entra, raccontami le tue avventure e parlami dei paesi che hai attraversato. Raccontami le tue prodezze e io farò altrettanto».
Il giovane estrasse dalla sua borsa una lunga pipa e, dopo averla riempita di tabacco, la tese all’ospitante. Fumarono a turno e poi cominciarono a raccontare.
Il vecchio: «Io sono “Spirito di Inverno”. Quando soffio, i torrenti diventano immobili, le acque gelano e diventano dure come pietre!».
Il giovane: «Io sono “Spirito di Primavera”. Quando soffio, i fiori si schiudono sui prati e nei boschi!».
Il vecchio: «Come scuoto i miei capelli, la neve copre la terra, le foglie cadono dagli alberi e il mio soffio le spazza via, gli uccelli volano verso paesi lontani e gli animali si nascondono per proteggersi dal freddo!».
Il giovane: «Come scuoto le mie trecce, dei rovesci di piogge calde e dolci cadono sulla terra, i fiori sollevano le loro testine dal suolo e l’erba diventa più spessa e verde. Inoltre, la mia voce richiama gli uccelli, che arrivano volando gioiosamente dai paesi del sud. Il calore del mio soffio fa scorrere di nuovo i ruscelli che intonano dei canti estivi, la musica riempie i boschetti che attraverso e tutta la natura si fa gioiosa!».
Mentre i due conversavano, si produsse un meraviglioso cambiamento. Il sole cominciò ad alzarsi, salendo più alto del solito, e un dolce calore avvolse lentamente il luogo. Uno scoiattolo e un topolino fecero spuntare il loro musetto fuori dalle tane, dei bucaneve sbocciarono dal terreno e l’acqua si mise a gorgogliare allegramente nel piccolo torrente.
“Spirito di Inverno” si fece silenzioso, la sua testa si accasciò e la neve all’esterno della capanna si sciolse. Il pettirosso e l’uccello turchino cominciarono a cantare sugli alberi dove spuntavano i germogli, il torrente si mise a scorrere gioiosamente e il profumo dei fiori profumò l’aria. La tenda sparì lentamente e il vecchio si estinse come nebbia.
“Spirito di Primavera” divenne più radioso e si alzò allegramente. Vagò attraverso il luogo, suonando il flauto, mentre sul suo cammino la natura si risvegliava.
Fu così che l’Inverno se ne andò e i bambini indiani poterono correre sull’erba verde, cogliere delicatamente i primi fiori profumati e scoprire tutta la bellezza della
primavera. Mentre gli adulti cominciarono a praticare la Danza del Sole.
La leggenda, raccolta tra gli indiani Chippewa (abitanti nell’odierno Michigan), descrive il passaggio tra l’inverno e la primavera, antropomorfizzando tali stagioni.
La primavera per gli indiani (d’America) era ed è tutt’ora un momento di grande importanza culturale e spirituale. Viene associata alla Luna piena rosa o Pink Moon, un nome che deriva dalle Phlox subulata, un fiore simile alle ortensie conosciuto come muschio rosa, che sboccia in primavera e che ha ispirato i nativi a chiamare in questo modo la Luna piena di aprile. Tale Luna rosa è il simbolo dell’equinozio di primavera e rappresenta la rinascita della natura.
Tra le tradizioni primaverili, la Danza del Sole è particolarmente significativa, praticata da diverse tribù, per invocare prosperità e salute. Tali celebrazioni sono accompagnate da rituali e danze che celebrano la vita e la fertilità della natura.
La Danza del Sole era praticata specialmente dagli indiani delle pianure e variava a seconda del ceppo linguistico, che poteva essere quello dei Sioux, dei Caddi, degli Algonchini o degli Shoshone, dove abbondavano i simboli religiosi che rappresentavano la rinascita della tribù.
Storicamente, un’enorme folla si raccolse presso Little Big Horn nel 1876, dopo una Danza del Sole che seguì il momento in cui Toro Seduto ebbe la visione di centinaia di soldati che cadevano dal cielo sugli accampamenti indiani…
