A cura di don Ezio Del Favero

231 – Il buono e l’egoista

«Aiutiamolo! È Dio che pone i poveri sul cammino dei suoi fedeli, chiedendo loro di soccorrerli»

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Due giovani islamici partirono in cerca di fortuna: uno era buono e l’altro profondamente egoista.

In mezzo alla foresta, i due incontrarono un mendicante: «Da alcuni giorni sono a digiuno! Datemi, vi supplico, un sorso d’acqua e un po’ di cibo…».

Il primo propose: «Aiutiamolo! È Dio che pone i poveri sul cammino dei suoi fedeli, chiedendo loro di soccorrerli; e Dio ricompensa chi aiuta con generosità…».

L’altro rispose: «Se è così, dividiamo le provviste; potrai dare al mendicante parte del tuo cibo… per quel che mi riguarda, non ne darò nemmeno una briciola!».

E così i due si divisero, uno dirigendosi verso le montagne, l’altro verso la pianura.

Il mendicante, dopo aver mangiato e bevuto a sazietà, disse: «Che Dio ti accompagni, buon uomo, benedica i tuoi passi, allontani da te ogni sorta di pericoli e ti aiuti a coronare con successo i progetti e i desideri del cuore».

L’uomo, così benedetto, si mise in cammino in direzione delle montagne…

La sera, stanco, si sdraiò sotto un albero: il punto di ritrovo, guarda caso, dei tre diavoli della foresta. A un certo punto, un diavolo disse: «Certo che gli uomini sono proprio stolti! Al villaggio, per esempio, da dieci anni si sforzano invano di guarire la figlia del capo! E pensare che basterebbero alcune foglie di quest’albero… la cui infusione ridarebbe la salute non solo alla ragazza, ma ad altri numerosi, “inguaribili”, malati».

Un secondo aggiunse: «La gente soffre, anche, a causa della siccità! Basterebbe scavare, in mezzo a questi due alberi, un pozzo profondo dieci metri…».

Il terzo disse: «Per non parlare delle ricchezze nascoste! Basterebbe che gli uomini di qui dissotterrassero l’enorme quantità di oro nascosta accanto al grosso albero dai loro vecchi, poi scomparsi a causa di un’epidemia…».

L’uomo ascoltò quei discorsi e ne comprese l’importanza; corse al villaggio e si spacciò per un mago in grado di tradurre il linguaggio degli animali.

Il capo-villaggio, informato delle facoltà dello straniero, lo chiamò e disse:

– «Affermi di essere in grado di capire il linguaggio degli animali… Dimmi: il mio cavallo sta nitrendo… che cosa dice?».

– «Dice che vostra figlia è ammalata da dieci anni e che potrebbe facilmente guarire. E io sarei in grado di guarirla, ma dovete impedire agli abitanti di uscir di casa stasera, dopo il tramonto del sole (avrebbero potuto così scoprire i suoi segreti)».

La ragazza, il giorno dopo, guari… E il capo-villaggio disse allo straniero: «Diventerai mio consigliere, sposerai la ragazza e sarai festeggiato per tre giorni di fila; tutti ti ascolteranno e faranno ciò che dirai!».

Così, al villaggio, cominciarono a ricorrere a lui, e, grazie alla sua generosa disponibilità, tutti ritrovarono salute e pace.

Un giorno fu chiesto al giovane sposo: «Che cosa sta dicendo quel corvo?».

Rispose: «Un tempo i vostri avi, dice il Corvo, hanno nascosto dei tesori e poi, a causa di un’epidemia, il luogo della sepoltura è rimasto segreto… seguitemi!».

Gli abitanti del villaggio scavarono nel luogo indicato dallo straniero e dissotterrarono un’enorme quantità di oro rinchiuso in grossi vasi di argilla.

Il capo-villaggio ordinò allora di fare festa per due settimane di fila e lo straniero fu nominato “cadi” (magistrato musulmano).

Alcuni giorni dopo, un serpente sibilò e il giovane sposo tradusse: «L’acqua scarseggia: scavate un pozzo accanto all’albero più grosso del villaggio…».

Alcuni uomini scavarono e, secondo i suggerimenti del giovane, trovarono l’acqua; gli abitanti del villaggio poterono rifornirsene a volontà.

Acqua, ricchezza e salute – elementi che costituiscono il benessere di un paese -contribuirono così a rendere quel villaggio ricco e prosperoso.

Lo straordinario uomo fu letteralmente invaso da una moltitudine di gente in cerca di salute, di consigli, di una parola amica… Accoglieva tutti, prestava loro attenzione e augurava: «Che Dio vi protegga! Pregate per me!».

Altrove, l’egoista – colui che all’inizio del cammino aveva voluto prendere la sua parte di cibo per non darne al mendicante – senti parlare degli straordinari poteri dello straniero e decise di incontrarlo.

Partito dalla pianura, arrivato al villaggio sulle montagne, riconobbe il compagno di un tempo e volle scoprire il segreto di tanto successo: «Dicono che sei un’anima nobile ed estremamente generosa: aiutami, ti prego!». Fu così che il rinomato straniero rivelò il luogo dell’incontro dei diavoli.

L’egoista, volendo imitare il compagno, si nascose sotto l’albero e aspettò.

I diavoli cominciarono la riunione, ma sottovoce… Sospettando di essere spiati, visti i “miracoli” verificatisi al villaggio in seguito all’ultima riunione, vollero accertarsi di essere soli. Scesero silenziosamente dall’albero e scoprirono lo spione: «Ti abbiamo sorpreso, furfante… d’ora in poi non potrai più svelare i nostri segreti!» e lo spedirono all’inferno.


Termina la parabola di origini arabe: «L’egoista perì a causa dell’invidia e della cupidigia; il suo compagno, generoso e altruista, visse per sempre tra gli allori, la stima e la venerazione di tutti».