In un paese di montagna era arrivata la fiera del giocattolo. Per l’occasione, un ricco affarista, che viveva nella villa più lussuosa del paese, decise: «Domani è il compleanno del mio bambino. Voglio regalargli un sacco di giocattoli belli e interessanti». Contemporaneamente, un boscaiolo pensava: «È dura con il mio magro stipendio, però spero di poter comprare qualcosa domani per la mia bambina in occasione del suo compleanno».
Il bambino dell’affarista si trovava nella sua lussuosa cameretta. Nonostante l’armadio colmo di pupazzi e giocattoli, egli era triste. Pensava infatti al suo papà. Lo vedeva così poco! Si consolava pensando che l’indomani sarebbe stato il suo compleanno e che avrebbe ricevuto dei bei regali, sperando soprattutto che il papà rimanesse a casa con lui tutto il giorno, essendo giorno di festa. La bambina del boscaiolo aveva pochi giocattoli, ma era contenta perché non si sentiva mai sola. Nella sua semplice cameretta, pensava: «Domani è il mio compleanno, chissà che bei giochi faremo insieme col mio papà e la mia mamma!».
Giunto alla fiera, l’affarista osservava i giocattoli… Voleva comperare qualcosa che tenesse occupato e divertisse suo figlio. Il boscaiolo, giunto alla fiera, si guardava in giro con calma, sperando di trovare qualcosa di carino e poco costoso per la sua bambina. Non si lasciava sfuggire niente, anche perché voleva raccontare e descrivere alla sua bambina ogni cosa vista. I due s’incontrarono davanti a un padiglione con la scritta “Qui puoi trovare il regalo più bello per tuo figlio”. Videro uscire gente delusa e scontenta. Entrarono. Era una stanza vuota, senza giocattoli, con uno specchio appeso al muro e un anziano signore seduto accanto.
L’uomo accanto allo specchio disse: «Per tutta la vita ho costruito giocattoli per i bambini. Ma quest’anno ho portato qualcosa di particolare e prezioso… questo specchio antico». L’affarista fece per andarsene, pensando “Costui mi fa perdere tempo”, quando vide il boscaiolo stringere la mano al vecchio e con il volto felice esclamare: «Ho capito! Ora so che cosa regalare alla mia bambina. Grazie!». L’affarista guardò di nuovo lo specchio e pensò: “Non capisco che cosa possa fare un bambino con uno specchio…. Boh!”.
Il giorno dopo, la figlia del boscaiolo aprì il suo regalo di compleanno e tutta felice ammirò con gioia le penne colorate e i fogli bianchi che suo padre le aveva comperato alla fiera del giocattolo: «Grazie papà, così potremo disegnare insieme le belle cose che hai visto alla fiera». «Non solo, bambina mia… Guarda fuori dalla finestra, oggi è una giornata piena di sole! Più tardi usciremo con la mamma e così potremo disegnare i fiori, fare merenda insieme e giocare sul prato. Vedrai che bello!».
Anche il figlio del banchiere quel mattino aprì i suoi regali di compleanno e non finiva più di scartare i vari pacchi, contenenti i vagoni di un trenino, le rotaie, le casette che figuravano da stazioni e da case di campagna, il verde per i prati, i monti, alberi e siepi, e persino un fiumicello con i suoi ponti. Era felice, sperando con tutto il cuore che il papà lo aiutasse a costruire quel prezioso trenino in miniatura con i suoi accessori… Squillò il telefono e il papà disse: «Anche oggi gli affari mi chiamano!». Il piccolo stava per piangere, quando vide un pacchetto. Il padre disse: «Non credevo ci fossero altri regali!». Il bimbo aprì il pacco e con sorpresa tirò fuori una palla colorata. Il padre prese la scatola e vi trovò un bigliettino “Il vecchio dello specchio”. E così si ricordò delle parole scritte all’ingresso del padiglione della fiera: “Qui puoi trovare il regalo più bello per tuo figlio”. Nello specchio aveva visto la sua immagine! Come dire che il regalo più bello per suo figlio sarebbe stato lui stesso! Questo il boscaiolo lo aveva capito subito!
L’affarista abbracciò il bambino. «Oggi non parto. Usciremo in giardino – tu, la mamma e io – faremo merenda e giocheremo insieme con la palla nuova sul prato».
Il dono più prezioso è il dono di sé, incondizionato, spontaneo, sempre pronto, gratuito… anzitutto nei confronti dei propri cari.
