A cura di don Ezio Del Favero

251 – Virtù come gioielli

...si ritrovò con un solo gioiello, quello che conteneva la scritta “tenerezza”

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Era appena nata una bambina. La madre non poteva rinunciare a osservarla in tutta la sua bellezza e a guardarla mentre riposava. In quella contemplazione, Marième si sentiva la mamma più felice del mondo, mentre guardava quel suo batuffolo di vita.

Otto giorni dopo la nascita, secondo la tradizione, i genitori dovevano dare un nome alla bimba e così la chiamarono “Nagia” come la nonna. La donna anziana, che qualcuno diceva essere una maga, arrivò dal deserto per benedire la piccola. Da tempo, infatti, abitava presso la Montagna Sacra di Ben Amira. Arrivò con un regalo per Nagia: un gioiellino d’oro, una specie di stella con il cuore a piramide sulla cui cima risplendeva una perla d’oro, circondata da altre minuscole perline; tre perle si trovavano al termine dei quattro lati, circondate ciascuna da otto perline piccole come la cruna di un ago; un largo anello decorato di perle e di fili d’oro serviva come sostegno.

La nonna, rivolgendosi alla piccola, disse: «Nagia, ecco il tuo primo gioiello, piccolo ma prezioso e incantato; i “djenouns” (spiriti protettori) vi hanno soffiato scrivendo all’interno la parola “tenerezza”. Ti auguro di avere in te tenerezza per tutti. Ti regalerò, a ogni compleanno, un gioiello simile a questo; e quando ti sposerai, con i vari gioielli fabbricherai una collana stupenda. In occasione del tuo primo compleanno ti regalerò un gioiello con scritto “forza” per aiutarti a vivere; nel successivo troverai scritto “sorriso”, più importante ancora della bellezza; per il terzo compleanno farò scrivere “saggezza” e poi, di seguito “intelligenza”, per aiutarti a imparare la religione e la lettura, “dolcezza”, per accompagnare il sorriso. A partire dall’età di sei anni, deciderai tu stessa cosa scrivere all’interno dei gioielli: se ti sentirai orgogliosa, farai scrivere “umiltà”, se poco abile, farai scrivere “destrezza”. Potrai domandare solo virtù e non condizioni, perché all’origine di condizioni particolari esistono virtù particolari. Se sarai saggia, saprai godere dei più piccoli istanti della vita e così sarai felice. Se sarai sempre sorridente, conquisterai le amicizie più belle…».

La nonna ritornò nella sua dimora accanto al Monte Sacro e Nagia crebbe in età e in saggezza. Anno dopo anno, la ragazza prese i gioielli incantati della nonna e li custodì in un cofanetto di ebano. Il giorno del suo matrimonio, Nagia portava la più splendida “parure” mai vista. La ragazza aveva sedici anni, era dolce, bella, fantasiosa, seria, previdente e piena di gioia. Fu motivo d’orgoglio dei genitori prima, e del marito poi.

Un bel giorno nacque Brahim. Nagia staccò un gioiello dalla collana e lo regalò al primogenito, da offrire il giorno del matrimonio alla sua sposa. Poi arrivò Aminetou: Nagia staccò un nuovo gioiello per lei. Alla nascita di Ahmed, Nagia staccò un altro gioiello e poi un altro ancora per Marième, l’ultima nata.

Brahim si ritrovò con quattro gioielli all’interno dei quali c’era scritto “forza”, “intelligenza”, “previdenza” e “sincerità”.

Nei gioielli di Aminetou c’era scritto: “sorriso”, “dolcezza”, “chiaroveggenza” e “fantasia”. In quelli di Ahmed: “umorismo”, “equilibrio”, “abilità” e “umiltà”. E nei quattro gioielli della piccola Marième: “saggezza”, “intuito”, “gioia” e “accoglienza”.

Quando i figli abbandonarono la casa materna, Nagia si ritrovò con un solo gioiello regalatole dalla nonna, quello che conteneva la scritta “tenerezza”


La parabola, raccolta in Mauritania, accenna a un Monte Sacro, il monolite di Ben Amira, situato nella parte occidentale del Paese. È il terzo monolite più grande del mondo dopo Uluru e il Monte Augustus, entrambi situati in Australia.

Il 99,84% degli abitanti della Mauritania professa la religione islamica, soprattutto sunnita. La costituzione sancisce che la Mauritania è una repubblica islamica e decreta che l’islam è la religione dei cittadini dello Stato. Il governo limita la libertà di religione. La professione di una differente religione è tollerata, con limitazioni nel proselitismo e nella diffusione di materiale religioso. Comunque, i rapporti con le piccole comunità non musulmane sono generalmente pacifici. 

La parabola fa pensare ai preziosi monili berberi (uno dei popoli che abitano la Mauritania), autentico scrigno di artigianato tradizionale universalmente riconosciuto e ai preziosi valori che fanno parte della tradizione islamica e di quella popolazione.