A cura di don Ezio Del Favero

252 – Il Ghiacciaio del Morteratsch

Il lamento fu udito da molti al punto che si decise che l’alpe dovesse prendere il nome da quel lamento

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

La bellissima fata e il cacciatore innamorato

Sui monti svizzeri viveva una fata di rara bellezza, che di tanto in tanto si rinfrescava nelle acque di un lago. Un giorno dei cacciatori, dopo aver avvistata la bellissima ragazza, la seguirono e seguirono anche i suoi stupendi camosci cercando di capire e scoprire da dove fosse arrivata: la dimora della fata era un castello posto tra le rocce più impervie nella zona del Munt Pers, ma lo stesso castello spariva improvvisamente dopo che la fata lo aveva raggiunto lasciando al suo posto e agli occhi dei cacciatori solo un labirinto di rocce e crepacci nel quale essi si persero senza ritrovare la via del ritorno. Fra questi cacciatori c’era Aratsch, sinceramente innamorato della Fata.

D’allora si racconta che nelle sere più tristi e fredde si sente un lamento “Mort ais Aratsch” (Aratsch è morto) in quel versante della montagna. Il lamento fu udito da molti al punto che si decise che l’alpe dovesse prendere il nome da quel lamento, appunto Alpe Morteratsch.

Il ghiacciaio del Morteratsch esiste davvero: è il terzo ghiacciaio più lungo delle Alpi orientali; esso si trova in Svizzera, nel Canton dei Grigioni, nella regione dell’Engadina.

Il ghiacciaio e l’amore ostacolato

Molti anni fa, dove ora si trovano solo rocce e ghiaccio, c’erano numerosi pascoli e baite in cui gli abitanti vivevano serenamente, la vita passava un giorno dopo l’altro e come in tutte le comunità nascevano anche nuovi amori, come quello di Teresa e Eratsch. Teresa era una giovane fanciulla talmente bella da essere chiamata la rosa della montagna e aveva fatto innamorare il giovane Eratsch.

Il loro amore però era ostacolato dalle rispettive famiglie che, in contrasto con vecchi litigi su possedimenti terrieri, non erano assolutamente in buoni rapporti: proprio per colpa di quegli eventi, la bellissima ragazza venne rinchiusa in casa e il ragazzo venne allontanato per fare il soldato. La ragazza, terrorizzata al pensiero che non avrebbe mai più rivisto il suo innamorato, si ammalò per la depressione e finì per morire. Eratsch, sconvolto dalla notizia della morte della sua innamorata, scappò sulle montagne fino a raggiungere Isla Persa e si gettò in un profondo crepaccio morendo anche lui. L’anima di Teresa continuò a vagare nella valle in cerca del suo amato e gridando la sua morte. I lamenti della giovane ragazza raggiunsero un vecchio pastore che viveva nella valle. Al sentire quei lamenti, ogni notte, il vecchio andava ai piedi della montagna per ascoltare la sua voce. Forse per quel motivo, forse perché qualcuno la ascoltava, la bellissima Teresa, in cambio della compassione del pastore, fece rinvigorire i pascoli e produrre più latte alle mucche.

Ma se Teresa era una voce eterna, purtroppo il pastore non lo era. Con il passare degli anni e l’avvicinarsi della vecchiaia, il pastore non poté più andare ad ascoltare la voce di Teresa, ma per cercare di mantenere in vita tutto, per continuare ad ascoltare la voce della ragazza, il vecchio chiese aiuto a un giovane ragazzo del posto: lui avrebbe dovuto andare ad ascoltare la voce di Teresa ma non avrebbe dovuto mai seguirla.

Ma non fu così. Forse spinto dalla curiosità o attirato dalla immensa bellezza di Teresa, il giovane decise di seguire la ragazza. Costei, sentendosi minacciata o infastidita, scomparve per sempre portando sfortuna e maledizione su tutta la vallata. Il verde immenso della valle a poco a poco si ritirò e scomparve e tutto fu ricoperto di ghiaccio, che avanzò fino a Isla Persa dove numerosi anni prima si era gettato Eratch.

Ancora oggi lo si vede, Isla Persa, l’unico sperone di roccia del Ghiacciaio del Morteratsch. E nelle notti più cupe e tempestose si ode ancora la voce di Teresa e si vede il suo spirito proprio lì, vicino a dove morì il suo amato molti anni prima.