A cura di don Ezio Del Favero

258 – La giovane musicista

Adesso la giovane poteva sognare anche a colori

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In un paesino del Nord, tra le montagne, nel periodo delle Feste si stava svolgendo uno sfavillante mercatino, mentre una ragazza se ne stava su una panchina.

Le strade del paese, affollate dai montanari accorsi dai villaggi vicini, erano festanti e riempite di bancarelle, in un via vai di luci e persone, tra tetti e casette degne di un quadro naïf.

La ragazza era assorta nei suoi pensieri e non badava a nulla. Solo di tanto in tanto degnava il paesaggio di un’occhiata. Era timida ed era l’unica in famiglia che amasse la musica. Ma per i suoi questo era un tasto dolente. Da ragazzina aveva iniziato a studiare la fisarmonica, ma poi fu costretta a dedicarsi ad altri studi che i suoi consideravano più seri. Si alzò dalla panchina per dirigersi verso la bancarella dei dolci, quando sentì suonare una musica che la avvinse. Qualcuno stava suonando una melodia natalizia con un flauto. Era raro, in quel mercatino a lei familiare, ascoltare dei musicisti! Pensò di cercare l’artista per chiedergli di suonare altre canzoni. Trovò l’origine di quella melodia in un posticino tranquillo, vicino a un abete addobbato, dove un uomo stava suonando un flauto accanto a degli strumenti musicali esposti su di una bancarella. Il flautista, conclusa la canzone, si rivolse alla giovane: «Amica, benvenuta in questa Festa, io sono appassionato di strumenti musicali, che costruisco artigianalmente e amo suonare, specialmente il flauto». «Posso sentire altre canzoni?», disse la giovane. «Certo! A chi vorresti dedicarle?». «A me stessa, perché amo la musica!», disse la ragazza abbassando lo sguardo.

Il flautista iniziò a suonare le canzoni più melodiche. Poi propose: «Vieni a provare!». La giovane si avvicinò e timidamente suonò la scala musicale col flauto. Poi si fermò e disse: «Vorrei farti ascoltare la mia fisarmonica, ma i miei vorrebbero che la abbandonassi per dedicarmi a cose più serie!». L’artigiano musicista le chiese: «Ma tu non ami la musica?». «Io la amo, ma la mia famiglia vuole che io studi altro e abbandoni la mia passione musicale, la mia fisarmonica e il mio sogno, ormai impossibile, di diventare musicista».

Il flautista precisò: «Tu puoi studiare anche altro e nel frattempo continuare a suonare, anche solo per te: la musica è la medicina dello spirito. Aiuta a trovare serenità e tu, nella tua vita, ne avrai sempre bisogno. Volendo, puoi sempre trovare il tempo di suonare; è difficile lasciare una passione! Ricordati che è importante seguire i nostri sogni, che sono le nostre ricchezze… ed è importante scegliere con cura la strada da seguire. Io amo costruire strumenti musicali e accordarli, ma allo stesso tempo amo il mio flauto e faccio l’artista di strada. Fare ciò che non si desidera genera rimpianti!».

La giovane lo ascoltò senza parlare. Finché l’uomo non le disse: «Adesso vai a casa, che è tardi… prendi questo regalo!» e gli porse un magnifico flauto.

«Grazie di cuore», disse la ragazza con la voce emozionata.

«Vai! Ti auguro di seguire la strada migliore!».

La giovane arrivò a casa tra le montagne e il padre, che la attendeva, le disse sorridendo: «Abbiamo pensato a come ci siamo comportati con te riguardo al tuo futuro. Tua madre e io abbiamo pensato di lasciarti libera di decidere al riguardo!». Poi, porgendole un pacchettino aggiunse: «Questo è per te!». Era una scatola acquistata al mercatino, che conteneva un’armonica. La ragazza lesse il biglietto del venditore firmato “Costruttore e accordatore di strumenti musicali, flautista e artista di strada”.

Adesso la giovane poteva sognare anche a colori. E la sua famiglia e il suo paese tra i monti, adesso, erano per lei i più belli del mondo. Ormai non avrebbe più lasciato la sua passione e un giorno sarebbe diventata una musicista famosa. Ma il più bel regalo lo aveva fatto l’artista di strada, donandole la speranza e la possibilità di seguire i suoi sogni e di costruire il suo futuro con decisione: un dono davvero importante nella sua giovane vita…


Il racconto – raccolto in Germania – fotografa un villaggio reale, con una giovane reale che ritrova i suoi sogni e con essi la felicità.

Il quadro dell’illustrazione, stile cubista, è dell’artista russo Aristarkh Lentulov. Dipinto nel 1913, s’intitola “Donna con armonica”.