Aveva 89 anni

Addio a don Tiziano Sofia, salesiano

A Belluno dal 2022, aveva messo la sua sensibilità spirituale a servizio della comunità locale

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Si è spento venerdì 6 marzo, all’età di 89 anni, il missionario salesiano don Tiziano Sofia, che dal 2022 risiedeva nella comunità dell’Istituto Agosti di Belluno. Sacerdote colto e poliglotta, don Tiziano è stato un testimone diretto di quella Chiesa “in uscita” che ha speso quarantacinque anni della propria vita nelle frontiere più calde del mondo.

Nato a Grantorto (Padova) il 17 ottobre 1936, don Tiziano ha vissuto una vocazione lunga e feconda: quasi 74 anni di professione religiosa, iniziata il 19 ottobre 1952, e quasi 64 di sacerdozio, ricevuto il 24 marzo 1962. Un cammino che lo ha portato a misurarsi con contesti geografici e sociali profondamente diversi, dal Libano all’Iran – dove fu preside e insegnante di storia e filosofia – fino al Brasile, l’Ecuador e la Repubblica Democratica del Congo. Ma è in Guatemala che l’opera di don Sofia ha assunto i tratti di un’intensa attività di evangelizzazione e promozione umana.

In una terra ferita dai contrasti tra l’oligarchia militare e le popolazioni indigene, don Tiziano si fece carico delle necessità degli ultimi. Non si limitò alla cura delle anime, ma si rimboccò le maniche per costruire infrastrutture vitali: ospedali nella selva, chiese e sistemi agricoli innovativi. Celebre resta la sua intuizione nel campo dell’igiene pubblica: perfezionando i modelli dei gabinetti chimici per aree prive di fognature, ne realizzò migliaia tra il Guatemala e il Congo, abbattendo drasticamente la diffusione di malattie legate alla carenza sanitaria.

Questo impegno concreto per il riscatto degli indigeni gli valse l’ostilità del potere costituito. I militari arrivarono a definirlo “el bandido”, il ricercato, sottoponendolo ad attentati e persino al carcere. Tuttavia, quel soprannome venne ribaltato dai suoi fedeli: per la gente di Playa Grande, “el bandido” divenne un titolo di affetto e onore, il segno di un pastore che non aveva avuto paura di sporcarsi le mani e rischiare la vita per il suo gregge.

Dal 2022, don Tiziano era approdato a Belluno. Nonostante l’età avanzata, aveva messo la sua vasta cultura e la sua sensibilità spirituale a servizio della comunità locale, svolgendo il ministero della confessione presso la chiesa di San Giovanni Bosco.

Domenica 8 marzo alle ore 17.30, nella cappella dell’Istituto Agosti, verrà recitato il rosario in suffragio di don Tiziano. Le esequie saranno celebrate lunedì 9 marzo alle ore 15.00 nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Bosco in Belluno. Le spoglie riposeranno presso il Cimitero urbano di Prade.

Il Vescovo e il presbiterio diocesano si stringono nel cordoglio e si uniscono alla preghiera della comunità salesiana.

Giorgio Reolon