Domenica 27 ricorre la 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che quest’anno pone all’attenzione dei singoli, ma anche delle istituzioni, il tema dei minori immigrati, particolarmente dei minori stranieri non accompagnati: il messaggio del Papa invita tutti a riflettere sulla necessità dell’accoglienza, della protezione e della cura nei confronti di preadolescenti e adolescenti e cita due passi evangelici di Matteo che descrivono quanto il Maestro si identifichi con i piccoli e i poveri: il primo, citato anche nella versione di Marco (Mc 9,37), pone l’accento sull’immedesimazione di Gesù con i piccoli: «Chi accoglie anche uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me». Il secondo ricorda la necessità di accogliere e proteggere lo straniero, riconoscendo nel suo volto il volto stesso di Cristo: «Ero straniero e mi avete accolto» (Mt 25,35).
Se guardiamo ai dati statistici sui flussi migratori può sembrare, almeno per il nostro Paese, che si tratti di cifre non molto significative: in totale, al 31 dicembre 2025 il numero dei minori presenti in Italia era di 17011, in gran parte maschi (88,6%) di cui il 58,5% diciassettenni e il 20,3% sedicenni.
Come osserva Papa Leone XIV nel messaggio della Giornata, i minori sono i più vulnerabili all’interno dei flussi migratori mondiali: costretti a lasciare la propria terra da guerre, violenze, povertà e drammi ambientali, sono in balia del cinismo o della follia di leader che credono di poter determinare le sorti dei popoli a loro piacimento e usano il potere senza aver cura della giustizia, delle buone relazioni tra i popoli, della protezione dei più deboli. La provenienza dei minori presenti nel nostro Paese è di per sé stessa indicativa: il maggior numero viene dall’Egitto (30,3%), poi dall’Ucraina, dal Bangladesh e dal Gambia.
Nonostante la legislazione italiana sia chiara riguardo alla accoglienza, alla protezione e all’integrazione dei minori non accompagnati, non si può dire che le cose ne derivino di conseguenza: secondo i dati che interessano la nostra regione, solo 12 su 94 sono gli enti locali che manifestano disponibilità per una forma di accoglienza. Inoltre le strutture che costituiscono il circuito dell’accoglienza a livello regionale mostrano una realtà del SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione gestito dai Comuni) al di sotto della media nazionale per il numero dei posti disponibili. Belluno e Treviso coprono appena il 4% dei posti nel sistema in capo ai Comuni (SAI) mentre la maggior parte delle accoglienze è gestita dai Centro di Accoglienza Straordinari (CAS) che accolgono numeri alti di persone, ma che offrono un basso livello di servizi e non garantiscono il diritto ad una accoglienza dignitosa. A fine 2023 i 538 minori stranieri non accompagnati presenti nella nostra regione rappresentavano il 3,4% del totale nazionale. Papa Leone XIV nel suo messaggio lancia un appello alla responsabilità di tutti per alleviare la solitudine, l’isolamento e il rifiuto: nella nostra vita personale, per riconoscere al minore la sua dignità prima ancora della sua condizione di “migrante”, a livello ecclesiale per promuovere dinamiche di incontro e di integrazione, nel rapporto tra le diverse religioni per attivare un dialogo interreligioso concreto, nel contesto delle istituzioni civili per far valere il superiore interesse del minore, salvaguardando il diritto al ricongiungimento familiare per sanare le ferite causate dalla separazione.
Francesco D’Alfonso
