Nevegal - Raccolta in un volume la predicazione di don Diego Puricelli

Aprirsi alla gioia del Vangelo

Scoprire l’azione di un Dio che che continua a cercare e ad amare l’uomo

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La saggezza gesuita ha condensato in un motto di facile memorizzazione un consiglio importante per coloro che sono chiamati al servizio della predicazione: «Ricorda che i primi cinque minuti dell’omelia sono un paradiso, i successivi cinque un purgatorio e gli ulteriori cinque un inferno».

L’importanza dell’omelia è continuamente ribadita: a essa sono dedicati nove paragrafi dell’esortazione Evangelii gaudium, in cui papa Francesco disegna la traiettoria del suo pontificato ribadendo la natura missionaria della Chiesa e il posto centrale dell’annuncio della fede. Lungi dall’essere un elenco di cose da fare – e men che meno un rimprovero più o meno velato ai poveri fedeli presenti –, l’omelia ha il compito di aprire piste per accordare la vita concreta e quotidiana con la Parola che si è ascoltata: non può esaurirsi in una dotta spiegazione del significato degli antichi testi biblici e neppure in un complicato e astratto discorso teologico, ma è uno strumento umile al servizio della Parola che la ispira e che è sempre capace di far ardere i cuori di coloro che camminano alla luce della Pasqua.

Come strumento semplice, da meditare e da utilizzare, si propongono alcune omelie raccolte nell’agile volumetto Effatà. Aprirsi alla gioia del Vangelo, a cura di don Diego Puricelli, rettore del Santuario del Nevegal, con la prefazione di Ivana Faramondi: il riferimento al gesto battesimale con cui si aprono gli orecchi e le labbra del battezzando perché possa ascoltare la Parola e testimoniare le opere di Dio richiama le coordinate fondamentali della vita di ogni cristiano, che, domenica dopo domenica, vengono progressivamente liberate dalla Parola ascoltata, meditata, pregata, spezzata. I testi – organizzati secondo la progressione dell’anno liturgico, con un’appendice dedicata ad alcune occasioni particolari – invitano a “ruminare” – secondo l’antico verbo utilizzato dalla tradizione benedettina – la Scrittura con ampi riferimenti alla cultura, all’arte, alle scienze umane e naturali: sono testi attraversati da domande, che aprono spazi in cui riflettere, contemplare, scoprire l’azione di «un Dio che non si stanca dell’uomo, che continua a cercarlo e ad amarlo, comunque e dovunque egli si trovi» (dalla Prefazione).

Accompagnano le riflessioni – dense ma accessibili, profonde ma semplici e lineari – alcune riproduzioni dei quadri di Mark Rothko, grande pittore novecentesco che fonde nella sua opera contemplazione spirituale e attenzione all’umano, emozione e colore. Il libro – disponibile presso il Santuario e online – intende sostenere le attività pastorali del Santuario: e leggerlo, se non un paradiso, è sicuramente un sorso di freschezza, di silenzio, di ascolto rinnovato della Buona Notizia.

Sandro De Gasperi