A cura di don Giacomo Mazzorana (14ª domenica del tempo ordinario - anno A)

Cavalca un asino

Gesù loda il Padre, perché ha rivelato i suoi misteri ai piccoli

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Uno dei commenti più belli al vangelo di oggi è quello di sant’Agostino nel Discorso 69, intitolato “Sulle parole di Mt 11,28-30 “Venite a me, voi tutti ce siete affaticati e oppressi”.

Scrive:

«Perché tutti siamo stanchi, se non perché siamo uomini mortali, fragili, deboli, che abbiamo dei recipienti di fango che si procurano angustie a vicenda? Ma se si trovano nelle angustie i recipienti di carne, si dilatino gli spazi della carità. (…) Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, non a fabbricare il mondo, non a creare tutte le cose visibili e invisibili, non a compiere miracoli e risuscitare i morti, ma che io sono mite ed umile di cuore. Vuoi essere alto? Comincia dal più basso. Se pensi di costruire l’edificio alto della santità, prepara prima il fondamento dell’umiltà».

Il senso messianico di queste parole è suggerito dalla prima lettura, in cui Jawhè invitava Sion a esultare grandemente, perché «a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, un puledro figlio di un’asina» (Zc 9,9). Sono le parole che Matteo citerà per descrivere l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, una settimana prima di morire (cfr. Mt 21,5).

Nella cappella degli Scrovegni a Padova, Giotto descrive questa scena presentando al centro Gesù e, vicini a lui, dei bambini con rami di ulivo, che salgono sugli alberi, addirittura che si divertono quasi giocando a nascondino. Nel vangelo di oggi egli loda il Padre, perché ha voluto nascondere i suoi misteri ai sapienti e agli intelligenti e le ha rivelate “ai piccoli”, parole che fanno eco a quanto aveva già proposto a tutti i suoi discepoli: «Se non diventerete come i bambini non entrerete nel regno dei cieli» (Mt 18,2).

Decisamente originale è la riflessione che papa Luciani dedica all’asino:

«Quando mi vien fatto un complimento, ho bisogno di paragonarmi all’asinello che portava Gesù nel giorno delle Palme. E mi dico: se quello, sentendo gli applausi della folla, si fosse insuperbito e avesse incominciato, un somaro com’era, a ringraziare a destra e a sinistra con inchino da prima donna, quanta ilarità avrebbe suscitato! Non fare una figura simile».

Immagine tratta wikipedia.org