A cura di don Giacomo Mazzorana (20ª domenica del tempo ordinario - anno A)

Davvero grande è la tua fede

Gesù in qualche maniera è stato “convertito” a interessarsi anche dei pagani

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In un Discorso sant’Agostino ha detto: «Non potremmo dare un frutto più squisito del nostro amore di quello consistente nell’imitazione di Cristo, che “patì per noi, lasciandoci un esempio, perché ne seguiamo le orme” (1Pt 2,21). Con questa frase sembra quasi che l’apostolo Pietro dica che la passione di Cristo giova solo ai santi martiri che lo hanno seguito fino all’effusione del sangue. Cristo invece ha sofferto per tutti. Con tutta verità fu scritto di lui: “Egli vuole che tutti gli uomini siano salvati, e arrivino alla conoscenza della verità”» (1Tm 2,4).

Leggendo il vangelo di oggi si vede che Gesù si preoccupa, come del resto aveva fatto Giovanni il Battista, inizialmente solo degli ebrei. Mentre si dirige verso terre pagane, «verso le parti di Tiro e Sidone» (Mt 15,21), viene avvicinato da una donna Cananea che si mette a gridare per ottenere la guarigione della figlia. Ai discepoli che gli chiedono di esaudirla risponde: «Non sono inviato che alle pecore perdute della casa di Israele» (Mt 15,24) e «Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini» (Mt 15,25). Ma la donna non si arrende e con l’esempio delle briciole che anche i cagnolini riescono ad avere ottiene il miracolo e l’elogio di Gesù che, come dicono alcuni studiosi, in qualche maniera è stato “convertito” a interessarsi anche dei pagani: «Donna, davvero grande è la tua fede» (Mt 15,28).

Sulla stessa linea universalistica è la prima lettura di oggi: «Il mio tempio si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli» (Is 56, 7), mentre il salmo responsoriale gli fa eco: sia fatta conoscere «fra tutte le genti la sua salvezza» (Sal 66,3). Nella seconda lettura Paolo, chiamandosi «apostolo dei Gentili», trova nella avvenuta adesione a Cristo di molti pagani motivo di speranza che anche il popolo eletto si convertirà (Rm 11,15).

Un’immagine che evoca l’apertura del cristianesimo verso i pagani e gli ebrei si trova nel mosaico del tardo IV secolo o inizi V secolo di Santa Pudenziana a Roma. Gesù è presentato come imperator tra le figure togate degli apostoli. Ai lati del trono vi sono i santi Pietro e Paolo, incoronati da due personaggi femminili che simboleggiano la Chiesa proveniente dai pagani e quella dall’ebraismo.

In alto la croce, con la quale il potere dei Cesari aveva cercato di sconfiggere il cristianesimo, è gemmata, impreziosita da quell’amore che su di essa si è donato per tutti, senza distinzione.

Immagine tratta da Timoty Verdon, La bellezza della Parola, Cinisello Balsamo 2007, p. 263.