Ottanta persone si sono trovate a Valmorel di Limana venerdì 15 maggio per una cerimonia presieduta dal vescovo Renato. Erano i giovani, accompagnati dai loro cari, che, dopo un percorso di preparazione durato 7 mesi, si stanno preparando per un’esperienza in missione con il nostro Ufficio Missionario Diocesano.
Durante la Santa Messa nella chiesetta di Sant’Antonio di Padova, prima del mandato del vescovo ai corsisti, ai quali è stata consegnata una croce missionaria coi colori dei cinque continenti e un taccuino per scrivere il diario di viaggio, i presenti hanno chiesto al Signore di accompagnarli nell’avventura della loro esperienza in Missione.
Durante la celebrazione, la formatrice Serena ha augurato ai futuri partenti: «In questo mondo, che a volte fa paura, in cui le notizie riportano guerre, discriminazioni e incertezza, che il vostro sguardo possa sempre essere rivolto verso l’altro, vicino o lontano che sia. Perché vi ricordiate che il gesto più piccolo è quello che lascia l’impronta più profonda. E perché il vostro cuore si apra a ogni confine e possiate dire a chi incontrate nel vostro cammino, “io sono qui, e sto dalla tua parte”… ».
Stefania, mamma di un partente (dai 18 anni in su quasi tutti giovanissimi): «Che questo tempo condiviso con chi fatica ogni giorno a vivere, serva ai nostri figli a capire come essere utili davvero, sia lontano dalla loro terra sia nella loro terra. Possano costruirsi una conoscenza e una coscienza profonde, che li aiuti a imparare a riconoscere con lucidità le cause delle disuguaglianze, e possa sbocciare in loro il desiderio di fare scelte concrete, anche nelle piccole cose di ogni giorno, per un mondo più giusto».
Arianna, viaggiatrice dello scorso anno: «Noi abbiamo avuto la fortuna di partire e di farci stupire da questa esperienza. Che il nostro cuore sappia sempre custodire i sorrisi, le emozioni e soprattutto le persone incontrate durante il viaggio, insegnandoci a meravigliarci sempre per le piccole cose, proteggendo e conservando ogni singolo ricordo».
Mirko, in quanto membro della Commissione missionaria diocesana ha augurato: «Ringraziamo i nostri amici missionari per il Vangelo vissuto con amore e rispetto al servizio di tanti fratelli bisognosi. Che anche noi sappiamo vedere con sguardo missionario i bisogni e le difficoltà nelle persone che ci vivono accanto!».
Noemi, viaggiatrice di quest’anno: «Che il nostro partire per la Missione e stare nella comunione dei cuori sia un atto di speranza e di pace. Auguro che le persone che con noi condivideranno una parte di questo cammino rimangano indissolubili nella nostra memoria».
Dopo la liturgia, animata da un coretto di famiglie di Limana, i presenti sono stati accolti presso la latteria di Valmorel, per degustare i prodotti tipici del posto, biologici e a chilometro zero. L’azienda agricola “La schirata” ha messo a disposizione i suoi latticini di capra e di pecora e i suoi salami di maiale. La latteria di Valmorel, una delle ultime turnarie in Italia e che ospita anche il centro natura e cultura Vejò, ha proposto alcuni suoi formaggi. Mentre il pane è stato preparato da “Verbum panis”, forno rurale con lievito madre gestito da una giovane coppia trasferitasi dal Montello in Valbelluna.
I partenti quest’anno saranno 21, due gruppi in Ecuador, un gruppo in Mozambico, altri gruppi in autunno con destinazioni ancora da decidere.
In una sua poesia, Edmond Haracourt scriveva: «Partire è un po’ morire… rispetto a ciò che si ama, poiché lasciamo un po’ di noi stessi in ogni luogo ad ogni istante».
Auguriamoci che anche i nostri giovani, partenti per un’esperienza in Missione, “muoiano un poco” quando partono, ovvero lascino dietro di loro, anche se per pochi giorni, ciò che amano. Ma ci auguriamo anche che, tornando dai paesi lontani, “muoiano un poco” anche là, lasciando un po’ di se stessi in quelle terre di Missione, arricchendosi di nuovi luoghi nostalgici che certamente li renderanno migliori.
E.D.F.



