3 agosto 1326-2026

Festa grande in San Pietro

Le celebrazioni per i 700 anni dalla dedicazione della chiesa del Seminario a Belluno

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Un fine settimana di grande festa ha accompagnato la comunità diocesana nelle celebrazioni per il settecentesimo anniversario della dedicazione della chiesa di San Pietro a Belluno.

I festeggiamenti si sono aperti nella mattinata di sabato primo agosto con l’attivazione di un servizio di annullo filatelico speciale affiancato dall’inaugurazione di una mostra storico-religiosa curata dal Circolo Collezionismo Filatelia Numismatica di Belluno e dal Circolo Filatelico Numismatico Agordino. Il percorso espositivo, allestito nell’artistico chiostro gotico adiacente, ha reso omaggio alla figura e al pontificato del beato Albino Luciani – ordinato sacerdote proprio in San Pietro, dove fu insegnante e vicerettore – attraverso la collezione di Simone Ongaro. La mostra, che comprende anche una raccolta di santini dalla collezione di Sisto Manaigo, resterà aperta fino a domenica 9 agosto, visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.

Culmine della giornata è stata la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Renato Marangoni, alla presenza di autorità civili e militari, con il sindaco Oscar De Pellegrin, e di molti fedeli. Il rettore della chiesa e del Seminario, monsignor Giorgio Lise, nel suo saluto ha ringraziato quanti hanno collaborato e ha rivolto un affettuoso pensiero al vescovo emerito Giuseppe Andrich, a lungo rettore di San Pietro, assente per motivi di salute. Ripercorrendo i sette secoli di storia dell’edificio, casa di Dio per francescani, fedeli e seminaristi, il rettore ha richiamato la necessità di essere pietre vive nella Chiesa di oggi, auspicando che «la ricorrenza odierna non sia solo un guardare al passato, ma un forte slancio profetico verso il futuro che ci impegni anche a trovare, con un po’ di sana fantasia ecclesiale, un nuovo modo di presenza e di servizio pastorale di questa chiesa tanto cara a tutta la nostra Città».

Nell’omelia, il vescovo Renato ha tratto spunto dal Vangelo per riflettere sull’atteggiamento dei discepoli di fronte alla folla e sul rischio di vedere solo deserto e rassegnazione. Un edificio sacro come San Pietro, ha sottolineato monsignor Marangoni, rappresenta proprio quel deserto che Gesù sa trasformare in un banchetto di amicizia e compassione. Ricordando le parole evangeliche di condivisione e quelle della lettera ai Romani, il vescovo ha ribadito che le nostre chiese non sono i luoghi della finzione o dei fasti, ma la casa dove raccogliersi per lasciarsi saziare dall’amore di Dio e per imparare la cura verso le povertà del nostro tempo. Il fatto che l’edificio originario del 1326 sia stato rimaneggiato e poi ricostruito nel Settecento diventa così una parabola della Chiesa stessa, costantemente chiamata a rinnovarsi e restaurarsi per portare la compassione del Signore nel presente.

La ricorrenza è proseguita il pomeriggio di domenica 2 agosto, con le visite guidate condotte dai volontari dell’associazione Campedel e con i suggestivi Vespri solenni in forma di concerto, eseguiti dal Gruppo Vocale Mosaiko, diretto da Radmila Visentin, e dal Coro Gregoriano Voce Mea, diretto da Maria Silvia Roveri e la collaborazione di don Claudio Campesato (clicca qui per il video integrale del concerto).

Il prossimo appuntamento, nell’ambito della rassegna “Estate a San Pietro”, sarà domenica 9 agosto: dopo le visite del pomeriggio, alle ore 17 verrà presentato il restauro della Via Crucis del pittore bellunese ottocentesco Antonio Federici, recuperata grazie a una raccolta fondi promossa dalla Campedel.

Giorgio Reolon