Un pane per amor di Dio - 1

Fiorisce la speranza

Un progetto di sostegno alla scolarizzazione nel Nord Kivu, nella Repubblica democratica del Congo

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L’iniziativa quaresimale

Durante il tempo di Quaresima, l’Ufficio Missionario Diocesano rinnova il suo impegno di vicinanza ai più fragili attraverso l’iniziativa “Un pane per amor di Dio”, che quest’anno porta come slogan un invito chiaro e profondo: “Dove c’è un cuore che ascolta, lì fiorisce la speranza”. È un appello a non restare indifferenti, a lasciarsi toccare dalle ferite del mondo, a trasformare l’ascolto in gesti concreti di carità e avere fiducia in Dio: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (Mt, 11,28).

Come gli scorsi anni, anche i progetti sostenuti quest’anno guardano a realtà segnate da povertà, conflitti e migrazioni forzate in Venezuela, Palestina, Myanmar e Nord Kivu (Repubblica Democratica del Congo).

Il Nord-Kivu e la guerra

Butembo è una città del Nord Kivu nel nord-est del Congo. Sorge quasi sull’equatore, ma trovandosi sulla catena montuosa del Ruwenzori, a un’altitudine di 1.700 metri, in estate gode di clima piuttosto fresco. È uno dei maggiori centri commerciali del paese, attivo nei settori dell’agricoltura e dell’allevamento. La città si trova in una regione nota per la coltivazione di tè e caffè. Butembo (160.000 abitanti circa) è popolata al 90% dalla tribù Nande, una comunità caratterizzata da solidarietà etnica, standard morali conservatori e leader influenti. In città si parlano francese, swahili e kinande.

Affermano gli studenti universitari di Butembo-Beni: «Viviamo in guerra da più di 30 anni. La guerra è nata prima della nostra generazione. Ha prodotto miseria, milioni di sfollati interni, milioni di morti».

Da gennaio 2025 vaste porzioni di territorio delle provincie del Nord e Sud Kivu sono state conquistate dal movimento di guerriglia M23 con l’appoggio dell’esercito ruandese, compresi i due capoluoghi, Goma e Bukavu.

I membri del Consiglio studentesco dell’università cattolica del Graben di Butembo-Beni lamentano: «La comunità internazionale ha avuto un atteggiamento passivo. Il conflitto mette in pericolo la sovranità della Repubblica Democratica del Congo e il nostro diritto alla vita. Bambini, donne e uomini sono esposti ad atrocità e ogni genere di violenze e violazioni dei diritti umani… Consapevoli delle sfide e dei

problemi legati alla pace e alla sicurezza nel mondo, esprimiamo la grande stanchezza nostra e del popolo congolese. Da troppo tempo siamo aggrediti, massacrati, uccisi, privati delle libertà fondamentali, spogliati della dignità umana. Abbiamo bisogno di pace… A fondamento della guerra imposta alla popolazione congolese, non vi sono chissà quali conflitti “atavici” ma attualissimi interessi economici e strategici. Non c’è più bisogno di provare che alla base di questa tragedia ci sono ragioni economiche ed espansionistiche. Gli interessi materiali fanno di noi delle prede: le nostre risorse minerarie, necessarie per la transizione tecnologica ed energetica, sono fra le più ambite dalle potenze mondiali. Ma per accedervi, è proprio necessario ucciderci, condannarci alla miseria, distruggere le nostre città, le nostre case, il nostro ambiente?… Lanciamo dunque un appello pressante e urgente a tutti gli attori sulla scena internazionale, affinché svolgano correttamente il proprio ruolo.

Devono operare per far sì il mondo ritrovi pace e sicurezza, per far sì che tutti i popoli del mondo abbiano finalmente una vita serena. Non abbiamo né industrie di produzione di armi, né laboratori di armi nucleari. Perché imporci la guerra? Vogliamo pace e sicurezza, senza condizioni».

Il progetto sostenuto dalla nostra diocesi

L’ufficio Missionario, attraverso l’iniziativa “Un pane per amor di Dio”, propone ai bellunesi e feltrini di sostenere a distanza un gruppo di bambini e ragazzi di Butembo. La referente in Italia è Mukiranya Kyakimwa Ndovya Raffaella, immigrata da Butembo, che lavora ad Auronzo di Cadore in casa di riposo ed è inserita nella comunità cadorina nelle celebrazioni liturgiche, essendo cristiana cattolica, e anche come catechista. Raffaella ha lasciato i suoi cari a Butembo e, attraverso il nostro aiuto, può aiutare a distanza una ventina di bambini e ragazzi (maschi e femmine, parenti e conoscenti) per frequentare la scuola, indispensabile per una vita migliore.

21 alunni sono già stati iscritti al primo trimestre scolastico 2025- 2026 e, grazie al “Pane per amor di Dio”, potranno continuare a frequentare la scuola cattolica e preparare il loro futuro in un ambiente ancora oggi pericoloso, sperando in un futuro più luminoso.

E.D.F.