A cura di don Giacomo Mazzorana (17ª domenica del tempo ordinario - anno A)

Fortunato colui che ha una casa

Anche il pittore Tiziano sembra preoccupato di custodire nella sua famiglia i grandi valori di fede

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Gesù anche nel vangelo di oggi presenta l’inevitabile mescolanza di buoni e cattivi nella storia fino al giudizio ultimo:

«Il regno dei cieli è simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva e poi, sedutisi, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo…» (Mt 13,47-49 a).

L’idea principale non sembra essere quella della pazienza di Dio, ma l’importanza di fare una scelta coraggiosa e positiva: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e comprò quel campo» (Mt 13,44), aggiungendo poi che il regno «è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; trova una perla di grande valore, vende tutti i suoi averi e la compra» (Mt 13,45). Rivolgendosi ai suoi discepoli, capaci di decifrare le parabole, Gesù li paragona «a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche», facendo loro intendere come la loro fede in lui sia il vero tesoro, la perla di grande valore. In questa linea la prima lettura presenta Salomone che chiede a Dio non molti giorni, né ricchezza, né la vita dei nemici, ma un cuore docile e saggio (cfr. 1Re 3,9.12).

In questa domenica si celebra la sesta Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, per la quale papa Leone XIV ha scelto il tema: «Io invece non mi dimenticherò mai di te» (Is 48,15). Sappiamo che la solitudine è spesso il problema principale di tanti anziani. In una sua poesia, intitolata Solitudine, il filosofo Friedrich Nietzsche immagina la situazione del vecchio “condannato al viaggio invernale”. La prima strofa dice:

Le cornacchie gracchiano
compiendo voli frullanti nella città:
nevicherà presto.
Fortunato colui che ha una casa.

Una delle opere più significative e autografe di Tiziano è quella che egli aveva pensato per la sua tomba di famiglia e che anche attualmente si trova nella chiesa arcidiaconale di Pieve di Cadore. Rappresenta la Madonna col Bambino tra i santi Tiziano e Andrea. Alla estrema sinistra vi è l’autoritratto di Tiziano, anziano. Che sia anche una presentazione della sua famiglia con i ritratti della moglie Cecilia o della figlia prediletta Lavinia, del fratello Francesco e del nipote Marco non è solo una tradizione cadorina, ma una ipotesi sostenuta da diversi studiosi. Oltre alla bellezza dei colori recuperati dal recentissimo restauro vi è un particolare estremamente significativo. Tiziano è come un accolito che sorregge in mano il pastorale. Qualcuno vi ha visto la sua preoccupazione, dopo tanti lutti e sofferenze, di custodire e salvaguardare nella sua famiglia i grandi valori di fede e di unità che anch’egli aveva ereditato e che sono la vera ricchezza che egli vuole trasmettere. Tiziano sta lasciando, e ne è cosciente, la sua casa terrena, ma si sta preparando per entrare, e per sempre in una dimora eterna e più bella: «Fortunato colui che ha una casa!».

Immagine tratta da Tiziano a Pieve di Cadore, a cura di Stefania Mason, Treviso 2013, p. 80