Uomo di poche parole, semplici e nello stesso tempo profonde, pronunciate con la schiettezza di una fede incrollabile. Questo è il cardinale Ernest Simoni, che sabato 16 maggio ha incontrato la comunità di Limana, nel contesto dell’evento GrandiosaMente, centrato sul mistero della Sindone.
Nato nel 1928, entrò a 10 anni tra i francescani, per diventare novizio, ma poi dovette vedere la chiusura del convento da parte del regime comunista. Studiò di nascosto e divenne sacerdote della Chiesa clandestina. Fu arrestato nella notte di Natale del 1963 davanti gli occhi della madre. Condannato a morte, ebbe la pena commutata in 25 anni di prigionia e lavori forzati nelle miniere. Dopo la liberazione, continuò per 10 anni a lavorare nelle fogne. Poi riprese il servizio come esorcista. Qualche anno dopo papa Francesco ha riconosciuto la sua testimonianza facendolo cardinale.
Eminenza, ieri abbiamo ascoltato l’affascinante avventura della ricerca scientifica sulla Sindone. Com’è stato il suo rapporto con Gesù nel percorso della vita?
«Tutto è grazia divina, anche il carcere. Nessuna forza e felicità senza essa. È la grazia divina che brilla nel cervello, riscalda il cuore con il suo amore infinito. Ma uno deve provare quell’Amore. L’amore di Gesù è una parola viva, è l’amore nello Spirito che riscalda e fa sì – come dice san Paolo – che non vivo più io, ma è Gesù che vive in me».
La sua esperienza della grazia divina veniva dalla sua infanzia?
«Sì, ma occorre rimanere fedeli alla grazia che Gesù ci da ogni giorno, fedeli con la conversione e preghiera».
Lei ha sofferto gravissime ingiustizie e situazioni molto pericolose. Come era riuscito a non cedere alle fughe facili e a superare la paura?
«È una forma della grazia divina che allontana tutta la paura. Quando mi dicevano: ‘‘ti impiccheremo’’, io sorridevo e loro restavano stupiti. Perché con Gesù non esiste la morte; esiste la risurrezione che è per tutti. Gesù ha liberato tutti per la vita, anche i comunisti e gli atei. Dio è Padre del mondo. Se stai male, se sei infelice, Gesù è la luce che calma ogni paura».
Che sentimenti aveva verso le persone che le facevano male?
«Sono stato tre dita vicino alla morte, quando mi hanno fucilato. Il proiettile mi è volato appena sopra la testa. Ma Gesù ha detto: Quando vi perseguiteranno gioite, perché la vostra ricompensa è grande. Pregavo per i miei nemici. Gesù ha detto anche: ‘‘Amate i vostri nemici’’. Se uno chiede aiuto a Gesù lui apre le sue braccia a tutti peccatori».
Che emozione ha provato quando ha saputo che papa Francesco la voleva fare cardinale?
«Soprannaturale. Pregavo. Sentivo per profondo l’amore di Gesù che ci dona nel santissimo sacramento».
Che cosa vorrebbe dire ai giovani?
«Li inviterei a osservare il Decalogo, che apre per l’amore di Gesù e fa entrare nel Paradiso. E poi allontanarsi da Satana che seduce: le seduzioni portano la ricompensa del pugno di fango. Invece la vita con Gesù è gioia infinita».
Che messaggio ha per i sacerdoti?
«Voi siete luce del mondo. Con Gesù va tutto avanti e brilla tutta la tua vita».
Ha una parola di speranza per questo mondo tribulato dalle guerre?
«Questo lo capiscono tutti: fratellanza, amore, dialogo e aiuto per tutti poveri. Aprire le porte dell’orizzonte per la Luce che non finisce mai e questo è Gesù. Pregare, pregare, pregare senza interruzione».
Eminenza, come fa ad essere così attivo nella sua età?
«È la grazia di Dio. Tutto è grazia».
S.H.
