A cura di don Giorgio Lise (1ª domenica di Quaresima - anno A)

Le tentazioni e la sfida della libertà

La conversione passa dall’ascolto della Parola e dal digiuno dalle parole che feriscono

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1. Il segno delle ceneri posto sulle nostre teste qualche giorno fa, ci ha ricordato come ci sia bisogno di porre mano continuamente alla nostra vita (conversione) in attesa del compimento della nostra avventura umana, accogliendone il limite e la finitezza, nella piena certezza che Dio – scrive il grande teologo Dietrich Bonhoeffer – «non si vergogna della bassezza dell’uomo, vi entra dentro». E le tentazioni che sperimentiamo fanno parte di questo limite, di questa finitezza.

La pagina evangelica odierna ci narra le tre tentazioni di Gesù nel deserto. O meglio: tre fattispecie con le quali prende corpo una sola tentazione, una sola proposta che il Maligno fa alla libertà umana di Gesù, e oggi anche alla nostra. Il Maligno propone a Gesù di realizzare un’esistenza contraria a quella che il Padre ha progettato per Lui, cercando di introdurre nel suo cuore il sospetto circa la bontà e la fedeltà di Dio. Questa è “la” tentazione!

2. Ecco la “strategia” di cui – dalla tentazione di Adamo ed Eva in poi – si serve Satana per indurre noi al peccato: prima di tutto farci dubitare, a livello della nostra ragione, della bontà del Padre e poi, di conseguenza, indurci a disobbedire al suo progetto: in buona sostanza, introdurre nel nostro cuore il sospetto che Dio sia invidioso della nostra felicità

Introdotto il sospetto, è più facile indurre la nostra libertà al male. È questo che il diavolo ha tentato di fare con Gesù nel deserto: distoglierlo dalla sua obbedienza al Padre, mostrando come vera vita un’esistenza contraria al progetto divino.

Sembra che il tempo si sia fermato. Sono queste, infatti, anche le nostre tentazioni moderne: il nostro ritenerci autosufficienti; lo strumentalizzare Dio per i nostri egoismi; pensare che si può vivere senza Dio, seguendo le allettanti scorciatoie del potere, dell’inganno, del denaro con cui crediamo di comprare tutto: la libertà, la fiducia, l’amore, la gioia.

3. Tuttavia, cari amici, ci sono tre buone notizie. La prima è che le tentazioni non sono peccato, ma ci fanno capire la nostra limitatezza, ci mettono “nudi” davanti a Dio come Adamo ed Eva, quindi possono essere anche un momento di crescita. La seconda è che anche Gesù è stato tentato e siamo, quindi, in buona compagnia! La terza buona notizia: Gesù, queste tentazioni, le ha vinte; e le ha vinte anche per noi.

E ci indica anche la strada per vincerle: l’ascolto della Parola di Dio (“sta scritto”), nella quale troviamo la luce per comprendere dove sta il bene e la verità, e dove troviamo anche la forza per accettare e non combattere il suo progetto, come figli a Lui si affidano e non come servi che lo sfidano.

.4 Impegniamoci allora in questa Quaresima a camminare sulle orme di Gesù, seguendo anche l’invito del Papa, che nel suo messaggio ci incoraggia proprio all’ascolto della Parola che ci apre all’accoglienza di un’altra voce, quella dei fratelli, soprattutto di quelli che sono nel bisogno; ma ci chiede anche di digiunare dalle parole che percuotono e feriscono, e di camminare insieme in un percorso condiviso di fede e di carità.

Saremo allora pronti a vivere una buona Quaresima, premessa indispensabile per celebrare anche una buona Pasqua.

(immagine generata con A.I.)