Incontro della Commissione Liturgica Regionale al Centro “Papa Luciani” di Santa Giustina

Liturgia e territorio: il Triveneto a confronto sulla preghiera senza presbitero

Giornata di studio sulla partecipazione dei laici e visita al recente adeguamento della Cattedrale di Belluno.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Si è svolto mercoledì 22 aprile, nella cornice serena del Centro di spiritualità e cultura “Papa Luciani” a Santa Giustina (BL), un importante incontro della Commissione Liturgica Regionale del Triveneto. L’organismo, che riunisce i direttori degli uffici per la liturgia delle diocesi del Nord-Est, si è ritrovato per una giornata di studio, confronto e fraternità, mettendo al centro del dibattito una delle sfide più attuali per le comunità cristiane contemporanee.

Il cuore dei lavori è stato dedicato alla riflessione sulle celebrazioni in assenza del presbitero. In un contesto di profondo mutamento della presenza capillare del clero sul territorio, la Commissione ha ragionato su come garantire la dignità della preghiera comunitaria e il nutrimento spirituale dei fedeli.

Non si è trattato solo di una questione tecnica o organizzativa, ma di una vera ricerca teologica e pastorale: come mantenere viva l’identità dell’assemblea cristiana quando non è possibile la celebrazione eucaristica? Il confronto ha toccato l’importanza della Parola di Dio, il ruolo dei laici preparati e la necessità di percorsi formativi che aiutino le comunità a non sentirsi “orfane”, ma attive nel sacerdozio comune dei battezzati.

Dopo la sessione mattutina a Santa Giustina, i membri della Commissione si sono spostati nel capoluogo per una visita alla Cattedrale di San Martino a Belluno. L’attenzione dei direttori si è concentrata in particolare sul recente adeguamento liturgico della Cattedrale giunto a termine lo scorso anno.

Osservare da vicino come lo spazio sacro sia stato ripensato per rispondere alle istanze della riforma conciliare — bilanciando la conservazione del patrimonio storico con le esigenze della partecipazione attiva — ha offerto spunti concreti di riflessione architettonica e simbolica. L’altare, l’ambone e la sede, “fuochi” della vita liturgica, sono stati analizzati come strumenti che devono favorire l’incontro tra il Mistero e il popolo di Dio.

La giornata non poteva che concludersi con il gesto che dà senso a tutto il lavoro accademico e organizzativo: la celebrazione della Santa Messa. I direttori hanno pregato insieme, testimoniando la comunione tra le diverse diocesi del Triveneto e riaffermando che, oltre ogni sfida numerica o strutturale, la liturgia resta il “culmine e la fonte” della vita della Chiesa.