Il discorso del Signore ai discepoli inviati come missionari non nasconde l’ostilità alla quale potranno andare incontro e li esorta a essere risoluti: «Non temete gli uomini!» (Mt 10,26). Anche la prima lettura ricorda l’esperienza di persecuzione patita da Geremia: «Sentivo le insinuazioni di molti: “Terrore all’intorno! Denunciatelo e lo denunceremo!”. Tutti i miei amici spiavano la mia caduta: “Forse si lascerà cadere in inganno, così noi prevarremo su di lui, ci prenderemo la nostra vendetta”» (Ger 20,9-10). Il profeta seppe dominare la paura, sicuro che «il Signore è al mio fianco come un prode valoroso» (Ger 10,11).
Anche Gesù non nasconde ai suoi discepoli che dovranno soffrire per la verità, assicurando che «chi mi riconoscerà davanti agli uomini anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli» (Mt 10,32-33) ed esortandoli a non avere «paura di coloro che uccidono il corpo ma non hanno il poter di uccidere l’anima» (Mt 10,28).
A livello artistico è significativa la Pala di Santa Lucia di Lorenzo Lotto, eseguita nel 1532 e attualmente nella Pinacoteca Civica di Jesi. La Santa, che visse tra il III e il IV secolo, è raffigurata davanti al magistrato romano nell’atto di testimoniare Cristo per il quale offrirà la vita. Non è per nulla intimorita dalla spada minacciosamente protesa verso di lei; manifesta invece sicurezza interiore, espressa anche esteriormente con la mano che si protende simbolicamente verso l’alto. Mentre proclama con sicurezza la sua fede vediamo scendere lo Spirito Santo su di lei. Sulla sinistra, in contrasto con il magistrato, una bambina con le braccia aperte esprime accoglienza.
Nella sua enciclica Magnifica Humanitas, papa Leone ha scritto:
Alcuni eventi aiutano a vedere che la storia può cambiare quando anche solo un uomo o una donna prendono davvero sul serio la dignità di tutti […] si sono inoltre distinte donne coraggiose e generose come Santa Laura Montoya, Santa Teresa di Calcutta, Dorothy Day, Maria Skłodowska-Curie, Maria Montessori, Elisabeth Elliot, Wangari Maathai, Benazir Bhutto e tante altre di tutti i continenti, che con il loro impegno hanno contribuito a rendere più umana la storia. Accanto a questi segni pubblici, vi è una trama più nascosta ma decisiva: le comunità religiose che scelgono luoghi poveri e pericolosi; i martiri della fraternità e della giustizia come San Massimiliano Maria Kolbe, Sant’Oscar Romero e il Beato Enrique Angelelli, insieme a testimoni che hanno incarnato, in condizioni dure e spesso disumane, la speranza del Vangelo e la dignità dell’uomo, come il venerabile François-Xavier Nguyễn Văn Thuận» (nn. 124-125).
(immagine da wikipedia.org/wiki/Santa_Lucia_davanti_al_giudice)
