A cura di don Giacomo Mazzorana (11ª domenica del tempo ordinario - anno A)

Siete una nazione santa

Trovare i nuovi segni, i nuovi simboli, una nuova carne per la trasmissione della Parola

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Dopo i miracoli e le guarigioni compiute in Galilea, Gesù pronuncia un secondo discorso, spesso denominato “missionario”, perché riguarda la missione che egli affidò ai suoi discepoli, la Chiesa, la comunità da lui convocata per collaborare al suo progetto di amore. Non a caso la prima lettura ricorda le parole che Javhé ha rivolto al suo popolo «Voi sarete per me una nazione santa» (Es 19,6). La Chiesa è la nuova “nazione santa”, con un compito indicato nel vangelo di oggi: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi! Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!» (Mt 9,38).

Nel corso dei secoli moltissimi son stati coloro che hanno accolto questo appello di evangelizzazione: sacerdoti, religiosi, laici. Lo hanno fatto, e continuano anche oggi a farlo, in molteplici forme. Ha scritto Papa Francesco nella Evangelii Gaudium: «In virtù del Battesimo ricevuto, ogni membro del Popolo di Dio è diventato discepolo missionario (cf. Mt 28,19). (…) La nuova evangelizzazione deve implicare un nuovo protagonismo di ciascuno» (n. 166).

Tra le tante strade che soprattutto laici hanno percorso in questo senso vi è quella dell’arte, a proposito della quale la Evangelii Gaudium afferma: «È bene che ogni catechesi presti una speciale attenzione «alla via della bellezza (via pulchritudinis) […]. Bisogna avere il coraggio di trovare i nuovi segni, i nuovi simboli, una nuova carne per la trasmissione della Parola» (n. 167).

Una degli artisti che ha avuto sia il coraggio come la creatività straordinaria per trovare vie nuove di annuncio del cristianesimo a tutti è stato Anton Gaudì, con la Sagrada Famìlia, che proprio nella settimana scorsa Papa Leone ha inaugurato a Barcellona, dopo 150 anni di lavoro che la chiesa ha comportato. Essa non è solo un’architettura affascinante per lo slancio delle sue torri esterne e dei pilastri interni, per la ricchezza di simboli presi dalla natura, per i colori delle vetrate. Il messaggio che l’artista ha voluto dare è stato quello di ripresentare tutti i misteri del cristianesimo, soprattutto nelle statue: dalla Trinità alla vita di Gesù e alla Chiesa come Nuova Gerusalemme che scende dal cielo dell’Apocalisse. Non manca poi la dimensione mariana. Originalissima è infine l’ultima opera che presenta la croce e Gesù come Agnus Dei, inseriti in un vortice di luce che richiamano, nel loro dinamismo, le più recenti acquisizioni della fisica quantistica contemporanea.

Un ultimo, e non secondario aspetto, merita di essere evidenziato. Gaudì ha preso alla lettera il messaggio della “nazione santa dell’Esodo di questa domenica. Non a caso è in corso il suo processo di beatificazione.