La diocesi di Belluno-Feltre da tempo ha avviato una riflessione sul futuro della propria presenza sul territorio e propone un percorso che potrebbe portare, nei prossimi anni, alla costituzione di nuove realtà ecclesiali, nate dall’unione delle attuali parrocchie. Il progetto è ora illustrato in una lettera indirizzata alle comunità dal vescovo Renato, che traccia un bilancio del cammino compiuto negli ultimi anni e indica le prospettive per il prossimo futuro.
Nel documento il Vescovo parte da una valutazione del percorso svolto dalla Chiesa locale nell’ultimo decennio, segnato da forme crescenti di collaborazione tra parrocchie. Un’esperienza che, pur tra difficoltà e cambiamenti, ha consentito di sperimentare nuove modalità di lavoro comune e di individuare prospettive di sviluppo pastorale.
Accanto agli aspetti positivi, la lettera richiama alcune criticità che interessano il territorio e le comunità ecclesiali: lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione, la diminuzione della partecipazione alla vita comunitaria e la progressiva riduzione del numero dei preti. Fenomeni che stanno modificando il volto delle parrocchie e il modo stesso di esercitare il ministero pastorale.
In questo contesto si colloca la proposta delle cosiddette “nuove parrocchie”, maturata anche alla luce del Cammino sinodale delle Chiese in Italia e delle verifiche compiute nelle assemblee interparrocchiali del 2025. L’obiettivo dichiarato è consolidare le collaborazioni già esistenti, dando loro una forma stabile e riconosciuta.
L’espressione scelta per descrivere questa prospettiva è “comunità di comunità”. L’idea è quella di valorizzare la storia e l’identità delle singole realtà locali, riunendole però in strutture più ampie, capaci di sostenere una maggiore cooperazione pastorale e organizzativa. Come si legge nella lettera, si tratterebbe di «una collaborazione più stretta» tra le diverse comunità, nella convinzione che il cammino condiviso possa favorire una partecipazione più ampia e una maggiore corresponsabilità.
Il modello preso in considerazione prevede la fusione delle attuali parrocchie in una nuova entità unica. Le parrocchie storiche continuerebbero a esistere come comunità locali, ma la gestione giuridica, amministrativa e patrimoniale farebbe capo alla nuova parrocchia. Anche la guida pastorale sarebbe unificata, con un unico parroco responsabile dell’insieme delle comunità che la compongono.
La nuova realtà non coinciderebbe con nessuna delle parrocchie esistenti, ma assumerebbe un’identità propria. Le comunità coinvolte sarebbero chiamate a scegliere il patrono e il nome della nuova parrocchia. Secondo la bozza di lavoro presentata, le attuali 158 parrocchie della diocesi potrebbero essere riorganizzate in circa 37 nuove parrocchie. La proposta rappresenta un’evoluzione della mappa delle collaborazioni approvata nel 2022.
Il percorso decisionale si svilupperà attraverso diverse tappe. Nel settembre 2026 sono previsti incontri con i Consigli pastorali e i Consigli per gli affari economici delle sei convergenze foraniali per approfondire e discutere il progetto. Nei mesi successivi saranno organizzati momenti di consultazione nelle singole comunità, con il coinvolgimento dei fedeli e delle persone impegnate nei diversi servizi ecclesiali.
La fase successiva porterà alla preparazione del Sinodo diocesano, previsto tra febbraio e marzo 2027. Sarà questo l’organismo chiamato a elaborare le proposte definitive e a formulare le indicazioni che orienteranno la riorganizzazione della presenza ecclesiale sul territorio. Le decisioni saranno poi recepite attraverso appositi provvedimenti del vescovo e accompagnate da una fase di attuazione graduale.
Nelle conclusioni della lettera, il vescovo Renato richiama il contesto segnato da tensioni e conflitti internazionali e ribadisce la volontà della Chiesa locale di continuare il proprio cammino nelle valli e nelle montagne del Bellunese. L’auspicio è che il processo si sviluppi in modo partecipato, valorizzando le comunità esistenti e rafforzando la collaborazione tra di esse.
