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Olimpiadi – Paralimpiadi “Milano-Cortina 2026”
Venerdì prossimo inizieranno i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina, a cui faranno seguito i Giochi Paralimpici. Rivolgo i miei auguri agli organizzatori e a tutti gli atleti. Queste grandi manifestazioni sportive costituiscono un forte messaggio di fratellanza e ravvivano la speranza in un mondo in pace. È questo anche il senso della tregua olimpica, antichissima usanza che accompagna lo svolgimento dei Giochi. Auspico che quanti hanno a cuore la pace tra i popoli, e sono posti in autorità, sappiano compiere in questa occasione gesti concreti di distensione e di dialogo.
Sono le parole con cui papa Leone XIV, domenica scorsa all’Angelus, ha attirato l’attenzione sull’evento sportivo mondiale che, in questi giorni, coinvolge la nostra provincia di Belluno, in particolare Cortina d’Ampezzo. Conosciamo l’origine – Olimpia nell’Antica Grecia del 776 a.C. – di questa tradizione atletica, la sua evoluzione, il coinvolgimento universale con cui oggi viene preparata e attuata.
Al di là della complessa vicenda di preparazione e organizzazione, ritengo importante attirare l’attenzione delle comunità ecclesiali del nostro territorio sull’originalità sportiva e sulla pregnanza etica di questa manifestazione così appassionante e coinvolgente. Con il passaggio della fiamma olimpica nei nostri paesi e nelle nostre città si è attivata una simbologia – un fuoco originario portato ovunque – che ha acceso gli animi di tanta gente di tutte le età ed estrazioni di vita. Attorno a questa ritualità si sono risvegliate nelle persone attenzione e commozione molto intense e un senso di comune appartenenza.
Colgo qui l’opportunità di tre motivi di attenzione da parte delle nostre comunità ecclesiali.
Si tratta innanzitutto di assumere e sviluppare uno sguardo fiducioso, accogliente e gioioso verso le giovani vite di tanti atleti e atlete che saranno ospitati nel villaggio olimpico e in tutte le strutture sportive connesse con l’evento. Cogliere il dono di speranza che l’investimento sportivo alimenta in questi giovani, ci incoraggia a pensare il nostro contesto socio-culturale e anche ecclesiale a partire dal loro ideale di vita personale e relazionale, dalle loro fatiche e dal loro impegno, dalla positività di vita a cui lo sport orienta se custodito nella sua limpidezza e onestà. In particolare la fase paralimpica di questo evento sportivo internazionale è davvero significativa e provocante per tutti noi, poiché la vita è un bene originario da custodire e promuovere in tutte le condizioni in cui si esprime e si realizza. In tutto questo ci sono riflessi profondi e universali di spiritualità.
Il secondo motivo di attenzione si riferisce all’appello di fratellanza a cui lo sport si dedica ed educa con le sue dinamiche di gioco, di confronto, di competizione agonistica, di vicendevole riconoscimento, di vittoria conquistata e di perdita da accettare e far diventare ragione di ulteriore miglioramento. Che i nostri territori di montagna diventino una palestra di umanità fraternizzata è un impegno, quasi una missione per le nostre comunità e per quanti si dedicano con competenza a questa “civiltà di fratelli e sorelle”. Ricordiamoci della parola dell’apostolo Paolo: «Amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda» (Rm 12,10).
Il terzo motivo si ispira alle parole di papa Leone, riportate sopra e pronunciate nell’Angelus di domenica scorsa. Parallelamente anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è pronunciato negli ultimi suoi interventi pubblici. Oggi c’è una “tregua olimpica”, che ha radici antichissime, da riconoscere e attuare come chiamata universale alla pace e come missione di pace “disarmata e disarmante”. Mentre la logica disonorevole, disumana e anti-ecologica della guerra – riaccesa contestualmente, in forma più subdola e più letale, in tanti centri di potere – continua a intaccare e abitare il cuore delle persone e lo spirito delle istituzioni, l’evento delle Olimpiadi e Paralimpiadi offre una possibilità di tregua e induce ad una radicale conversione che ripropone la pace come sogno, vocazione, progetto, missione, impegno costante e insostituibile per vivere autenticamente l’umanità dei popoli, delle culture, delle lingue, delle religioni, delle fedi.
Invito le comunità ecclesiali ad accostare l’evento sportivo olimpico attraverso la preghiera, l’elaborazione del pensiero e degli affetti, la nostra testimonianza evangelica e la cura pastorale, in tutte le nostre relazioni, con il dono della pace.
La verifica della collaborazione tra le comunità parrocchiali e uno sguardo di futuro
Questa tematica entra nel vivo di tutte le nostre comunità parrocchiali. Attraverso le Assemblee parrocchiali, attivate nell’autunno scorso, abbiamo potuto cogliere: 1. i progressi compiuti e le acquisizioni maturate; 2. gli aspetti non riusciti; 3. gli elementi inopportuni da abbandonare; 4. le priorità e le aree di miglioramento. Generalmente nelle Assemblee parrocchiali è stato valutato positivamente il cammino del triennio. Si può giungere a una conclusiva, ma anche impegnativa “sintesi delle sintesi”: non si torna indietro dall’impegno e dalla fatica del collaborare tra “comunità sorelle”, ma è altrettanto necessario compiere coerentemente e gradualmente ulteriori coraggiosi passi in avanti.
Sono tanti i motivi per cui sostenere il processo avviato e arricchirlo di altre attuazioni per far fronte alla situazione di cambiamento e di rinnovamento che stiamo condividendo, non solo a livello ecclesiale e pastorale, ma anche in quello socio-culturale e territoriale.
In tutte le Assemblee parrocchiali, seppure in intensità e con modulazioni diversificate, emerge la necessità ma anche il desiderio di individuare una modalità sostenibile, fiduciosa ed evangelica di essere comunità viva, ancorata alla chiamata e alla missione del Vangelo, disponibile allo Spirito, che ancora intende essere a seguito di Gesù: sì, c’è il desiderio e la scelta di essere “cristiani”, suoi discepoli e discepole, in modo sinodale – camminando insieme e coinvolgendoci responsabilmente – con fine di testimonianza e di missione. Da qui ripartiamo!
Quale sarebbe lo sguardo di futuro sulle nostre comunità, accennato nel titoletto? Ora un passo da compiere insieme, misurandolo bene e approfondendo le dimensioni che comprende, potrebbe essere rappresentato da due parole semplici e ordinarie, ma anche molto impegnative: semplificare e alleggerire. Che cosa? Ci si riferisce a una semplificazione giuridico-amministrativa e a un alleggerimento della cura pastorale nelle nostre comunità parrocchiali che già sono in collaborazione tra di esse.
Il Consiglio presbiterale, il Consiglio pastorale diocesano, i direttori degli Uffici diocesani, i Coordinamenti foraniali formati dai parroci e dai vicepresidenti dei Consigli pastorali, da un po’ di tempo, stanno riflettendo sul da farsi. Il Cammino sinodale delle Chiese in Italia, che ci ha coinvolti negli ultimi quattro anni, in questo ha dato un apporto considerevole. Tutti in diocesi conosciamo la fatica di predisporre l’esercizio del ministero dei nostri preti. Ci sono dati sul loro numero e sull’età che non possono essere ignorati. Ne abbiamo esplicitamente parlato nell’incontro online tenuto nella serata del 4 febbraio con i membri del Consiglio pastorale diocesano.
Per questo nell’Incontro unitario di tutti gli organismi diocesani, che si terrà nella mattinata di sabato 28 febbraio al Centro Papa Luciani, approfondiremo che cosa può comportare per noi semplificare l’aspetto giuridico-amministrativo delle parrocchie e alleggerire la cura pastorale. È auspicabile, infatti, rendere più sostenibile il ministero esercitato dai parroci e da tutti gli altri confratelli, anche i più anziani, come pure rendere più corresponsabile la partecipazione e il servizio di altre persone della comunità. In questo senso abbiamo già previsto di promuovere due servizi-ministeri: quello dell’assistente all’amministrazione e all’economia e quello di un nucleo di persone che con il parroco provvedono ad animare e coordinare la vita comunitaria. Tale nucleo è solitamente chiamato “équipe pastorale” o “gruppo ministeriale”.
È importante sostenerci in fiducia ecclesiale e con la preghiera. Poi ogni ulteriore maturazione di questo intento sarà comunicata e condivisa.
Incontro per tutti i vicepresidenti dei Consigli pastorali: 23 o 24 febbraio
Sono invitati tutti i vicepresidenti dei CP delle parrocchie a un incontro che faremo online in due serate per dare a tutti la possibilità di sceglierne una secondo la personale disponibilità.
Si tratta o di lunedì 23 febbraio ore 20.30 o di martedì 24 febbraio ore 20.30. Sarà inviata comunicazione personale con il link per il collegamento.
Questo momento di condivisione intende offrire uno sguardo globale sul cammino che stiamo facendo con le comunità parrocchiali in collaborazione. Inoltre saranno presentati i temi che gli organismi diocesani affronteranno nell’Incontro unitario del 28 febbraio prossimo.
Vitalità delle Convergenze foraniali
Il 15 gennaio scorso si è tenuto il primo incontro dei nuovi sei vicari foranei. È stata una giornata intera di confronto e approfondimento delle stesse tematiche riportate sopra e che confluiranno nell’Incontro unitario del 28 febbraio.
È importante pastoralmente il loro servizio, accanto e insieme a quello del delegato foraniale nell’insieme della convergenza foraniale. In particolare spetta a loro convocare e moderare il Coordinamento foraniale, composto dai parroci (eventuale amministratore parrocchiale e vicario parrocchiale) e vicepresidenti dei CP. In seno al Coordinamento foraniale il vicario foraneo e il delegato foraniale costituiscono la Giunta foraniale di cui fanno parte anche il secondo rappresentante foraniale in CPD e il rappresentante in Consiglio presbiterale. Alcune integrazioni di altre figure di servizio possono essere fatte, ma concordandolo in seno al Coordinamento foraniale.
A riguardo è utile notare che la recente nomina dei sei vicari foranei corrisponde alla riconfigurazione delle foranie avvenuta nel 2018 con decreto vescovile (cfr. anche lettera 118-2018) a cui si rifà il decreto recente di nomina datato 17 dicembre 2025. È bene precisare che la figura dell’arcidiacono del Cadore, coincidente con il parroco di Pieve di Cadore, è stata mantenuta nei termini allora enunciati con le funzioni civili che comprende.
È opportuno che già da ora si pensi di programmare un incontro del Coordinamento foraniale, nel contesto della Convergenza foraniale, tenendo in debito conto gli eventuali impegni ed eventi locali già calendarizzati. Si consiglia che questo appuntamento avvenga a seguito dell’Incontro unitario del 28 febbraio per fungere da risonanza e per un ulteriore confronto.
Veglie di preghiera sulla Parola di Dio con il vescovo nel contesto delle Convergenze foraniali
In continuità con l’esperienza di lectio realizzata nella Quaresima dell’Anno Santo, ho ritenuto opportuno proporla anche per la prossima Quaresima. Verterà sul vangelo della domenica successiva. Ringrazio l’Ufficio per la Liturgia che ha concretizzato la proposta e ha programmato gli incontri, inoltre tutti coloro che localmente sono stati coinvolti nella preparazione. Chiedo ai parroci di avere l’attenzione di inserire nei programmi parrocchiali anche questo appuntamento foraniale.
Riporto qui le date e i luoghi che troverete nell’allegato con il file per la locandina.
- venerdì 27 febbraio ore 20.30 per la Convergenza di Feltre-Lamon-Pedavena, nella chiesa di Boscariz
- venerdì 6 marzo ore 20.30 per la Forania di Belluno, nella chiesa di Mussoi
- venerdì 13 marzo ore 20.30 per la Convergenza di Santa Giustina-Sedico, nella chiesa di Meano
- venerdì 20 marzo ore 18.00 per la Convergenza di Ampezzo-Cadore-Comelico, nella chiesa di Vigo
- martedì 24 marzo ore 20.30 per la Convergenza di Alpago-Longarone-Zoldo, nella chiesa di Puos
- venerdì 27 marzo ore 18.00 per la Convergenza di Agordo-Livinallongo, nella chiesa di La Valle.
Ritiro spirituale in preparazione della Pasqua per il presbiterio e per i diaconi
I due eventi delle Olimpiadi e Paralimpiadi hanno reso più complessa la programmazione degli incontri formativi e spirituali, in particolare per il presbiterio e per i diaconi. Abbiamo, però, mantenuto l’impegno spirituale del Ritiro in preparazione alla Pasqua che, come di consueto, teniamo nella V settimana di Quaresima.
Pertanto sono invitati tutti i presbiteri e i diaconi al Ritiro spirituale che si terrà al Centro Papa Luciani, giovedì 26 marzo 2026, a partire dalle ore 9.15, fino a pranzo compreso. A guidare il ritiro sarà sr Chiara Curzel, religiosa delle Figlie del Cuore di Gesù e docente di scienze patristiche in vari istituti teologici. Si ispirerà al Concilio di Nicea e alla fede comune lì formulata sul mistero della Trinità e sulla persona di Gesù Cristo.
Si incoraggiano, inoltre, a livello di Convergenza foraniale, gli incontri di fraternità e condivisione tra presbiteri e diaconi. Come già indicato nella circostanza del Giubileo del Presbiterio, il tema del ministero, proposto dal vescovo Erio Castellucci, offre spunti di approfondimento e di rinnovamento molto attuali.
Alcune prospettive di riflessione erano indicate anche nella lettera di convocazione (n. 56/2025), da cui si potrebbe prendere spunto per un fraterno confronto; così pure a partire dal verbale del Consiglio presbiterale tenuto il 15 dicembre scorso, già inviato ai membri di tale consiglio.
A conclusione
In questa tappa di metà anno pastorale, con quanto abbiamo già fatto “scendere in campo” come fermenti di approfondimento, di orientamento, di condivisione, lasciamoci sorprendere ancora dallo Spirito, mentre il racconto del vangelo di Marco, letto nella giornata di giovedì 5, ci ha descritto che Gesù, chiamati a sé i Dodici «prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti immondi. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche»…
Che lo Spirito ci dia il coraggio e la gioia di andare!
Belluno, 6 febbraio 2026
+ Renato, vescovo
