Ammissione di Stefano De Cian tra i candidati al ministero

Chiesa parrocchiale di Roe
27-11-2020

Ap 20,1-4.11-21,2; Sal 83; Lc 21,29-33

È bello questo ritrovarci qui a riconoscere che c’è un presente, un oggi con dei germogli. Occorre davvero osservarli. Se lo facciamo a loro volta cambieranno il nostro sguardo. Guardando attorno mi pare ci siano queste componenti ricche di promesse: c’è Stefano – come non riconoscere il germoglio che è in lui! – c’è la sua famiglia, c’è la comunità in cui in questi anni è cresciuto scoprendo il dono di essere discepolo di Gesù, c’è la comunità del seminario (d. Tiziano, rettore, i compagni seminaristi di Trento e di Belluno-Feltre); c’è la nostra Chiesa nella sua dimensione diocesana.

Sì, diciamo grazie al Signore. C’è tanta carne al fuoco qui!

Ce l’ha detto assertivamente Gesù: «Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno». È proprio la sua parola a convocarci. E «Le parole di Gesù sono come la primavera delle piante: non possono passare senza che venga l’estate che esse contengono, come certa promessa» (Rosanna Virgili).

Mi pare particolarmente interessante cogliere questo momento e questa celebrazione attraverso le parole che Gesù ci dice: «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina».

Una pianta di fico e tutti gli alberi sono messi davanti ai nostri occhi da Gesù. Ci chiede di osservarli, anzi precisa: «guardandoli».

Mi permetto di rilanciare a te Stefano: osserva una pianta di fico, guardala… Quante cose della vita, che sono piantate e collocate su questa terra, occorre osservare e guardare! «Gesù invita a riportare gli occhi in basso, davanti ai propri piedi, nel presente» (Rosanna Virgili). Quante di queste cose che ci capitano occorre conoscere e penetrare con il nostro sguardo. Gesù ci assicura che tutto ciò porta dei germogli. E dei germogli bisogna fidarsi: non possono sbagliarsi. In essi palpita e pulsa il tempo del frutto.

A Stefano – insieme – vogliamo dire che questo tempo, che stasera per lui diventa tempo in cui continuare il cammino come candidato al ministero ordinato, è la stagione dei germogli da cercare, da riconoscere, da osservare e guardare: oggi, davanti ai nostri piedi, guardando dal basso all’alto. In questa profezia dei germogli si diventa capaci di portare il Vangelo di Gesù che ci fa dire con tutto noi stessi che «il regno di Dio è vicino».

Non penso di mancare di riservatezza se riporto quanto Stefano mi ha scritto nella sua domanda di ammissione: «La passione per il signore Gesù e il desiderio che tutti possano conoscerLo e entrare in relazione con Lui è ciò che essenzialmente mi ha mosso in principio e che ancora oggi è vivo in me e mi fa desiderare di continuare».

Mi piace accostare a queste tue parole, Stefano, quelle che papa Francesco ha detto ai giovani domenica scorsa dopo di aver ribadito che «la bellezza delle scelte dipende dall’amore». Ha, poi, continuato: «Gesù sa che se viviamo chiusi e indifferenti restiamo paralizzati, ma se ci spendiamo per gli altri diventiamo liberi. Il Signore della vita ci vuole pieni di vita e ci dà il segreto della vita: la si possiede solo donandola. E questa è una regola di vita: la vita si possiede, adesso e eternamente, solo donandola».

Ci riguarda tutti questa “regola di vita”. Sentiamo tremendamente bisogno che sia praticata oggi, in questo tempo difficile. Se lo faremo e se insieme ci aiuteremo a farlo diventerà significativa e importante anche una pianta di fico quando germoglia, guardando si capisce che l’estate è vicina. Di questa vicinanza noi viviamo, in essa confidiamo e radichiamo la nostra libertà, le nostre scelte, il nostro essere Chiesa. È una visione nuova che ci stare nei germogli, come enunciato nelle ultime parole dell’Apocalisse: «E vidi anche la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo».