Es 19,2-6a; Sal 68(69); Rom 5,6-11; Mt 9,36-10,8
«Voi tutti della terra, servite il Signore nella gioia, presentatevi a lui con esultanza». Questo invito, questa chiamata – che il Salmo 68 ha messo nelle nostre labbra – esprime molto opportunamente quanto oggi qui stiamo celebrando. In questa Eucaristia compiamo anche il Rito di consacrazione nell’Ordo Virginum di Laura De Toffol. “Voi tutti della terra”: Laura è una di noi, vive in questa terra, in questa comunità. Sì, ognuno di noi porta il dono di essere stato messo al mondo. Noi, discepoli e discepole di Gesù, riconosciamo che Egli ci chiama mentre viviamo in questa terra, nelle strade della vita, nella concretezza delle relazioni che costruiamo, nelle nostre case, in comunità, negli ambienti di lavoro. E tutte queste condizioni di vita diventano anche luoghi di servizio e di testimonianza. Ecco perché nel salmo siamo invitati a “servire il Signore nella gioia”. La gioia diventa la chiamata più caratteristica, quando si serve il Signore in questo mondo. Sembra assurdo e paradossale questo, a motivo di tanta tristezza, noia, pesantezza e stanchezza che spesso oscurano i nostri pensieri, i nostri affetti, le nostre relazioni, le nostre scelte, le nostre azioni, i nostri desideri.
La Parola proclamata poco fa che abbiamo accolto come “luce ai nostri passi”, è sorprendente. Al popolo, che Dio ha chiamato e scelto per amarlo e per allearlo con sé, Dio dichiara: «Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa». L’immagine con cui Dio esplicita il suo rapporto con il popolo è fantastica e commovente: «Voi stessi avete visto […] come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me».
Ecco il motivo per cui – come recita il salmo – noi ci presentiamo a Dio “con esultanza”: ci ha amati, ci ha sollevati fino a sé!
Laura, oggi, nel rito cha abbiamo già iniziato esprime con una dedizione particolare questa gioia di servire il Signore in questa nostra terra, con l’umanità che lei porta nella sua persona. Il “proposito di castità” che poi manifesterà pubblicamente è vivere nella gioia questa dedizione, mettendo la propria vita, i propri affetti, le proprie energie a servizio della Chiesa e per il bene e la gioia di tutti. L’antico Ordo Virginum rappresenta una forma particolare di consacrazione che si esprime nella quotidianità della vita adempiendo ai propri impegni con questa gioia che viene dall’aver gustato l’amore di Dio.
Paolo, nella breve citazione della lettera ai Romani, svela un di più di quell’amore con cui Dio ci solleva fino a sé. Paolo si è inaspettatamente trovato nel baratro della Legge che lui applicava senza amore, addirittura con violenza verso i discepoli di Gesù. Proprio lì Dio lo ha cercato, scendendo in quella tenebra e lì lo ha amato per salvarlo e offrigli gratuitamente un “di più” di gioia: la gioia del Vangelo, della bella, buona e liberante notizia di Gesù.
Cara Laura, penso che il tuo servire il Signore nella gioia in questa terra, comporti anche tanta attenzione, tanta pazienza, tanta compassione, tanta solidarietà e ospitalità per donare e condividere con chi incontrerai la gioia di essere tutti tanto amati dal Signore Gesù: siamo chiamati a salvarci a vicenda!
E vengo alla parola stessa di Gesù, così come oggi l’evangelista Matteo la dona a te e a noi tutti. Invito te innanzitutto, ma anche tutti voi a lasciarvi accarezzare, anzi abbracciare e, poi, a lasciarvi tenere stretti dalla descrizione che l’evangelista fa di Gesù: «Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore». Non si può dire di più e meglio di Gesù.
Questo è il momento più alto di ogni vita e di ogni consacrazione: scoprirci raccolti da Lui, cercati incondizionatamente da Lui, curati con passione da Lui, sollevati oltre ogni attesa da Lui: è la gioia di essere amati inaspettatamente e oltre ogni misura da Lui!
