Una coincidenza fortuita? In questi giorni di accelerata preparazione al duplice evento delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi, un immenso cantiere di costruzione di luoghi d’incontro, di vie di comunicazione, di strutture sportive si estende dalla regina delle Dolomiti, Cortina d’Ampezzo, e scende lungo la Valle del Boite, movimentando tutto il Cadore per poi estendersi ovunque nel territorio della provincia di Belluno. Questa vivacità costruttiva si intreccia con una cantierizzazione del vissuto ecclesiale appena uscito da una triennale fase di sperimentazione pastorale. Le estensioni geografiche di entrambi sono quasi coincidenti. Anche altri aspetti hanno delle interessanti somiglianze. Tutte due vivono nella tensione di giungere a delle realizzazioni e di puntare a obbiettivi di novità, di miglioria della condizione di partenza e di sviluppo ulteriore. Si attende un compimento che inaugura una nuova stagione e che arreca beneficio a quanti si lasceranno coinvolgere.
Certamente la laboriosità orientata agli eventi olimpionici è di evidente visibilità e sta accendendo gli animi di fremente attesa. Appare, invece, di natura diversa la dinamica ecclesiale che risulta senz’altro meno appariscente ed è contenuta nella discrezionalità con cui il vissuto ecclesiale viene percepito nel contesto socio-culturale odierno. Significativa di tale risultanza contenuta e discreta, ma – ci si augura – profondamente incidente nel vissuto pastorale delle comunità ecclesiali, è stata l’esperienza recente delle assemblee parrocchiali di verifica delle collaborazioni tra comunità parrocchiali. In quanto esperienza di sinodalità e mezzo oramai obbligato per la costruzione del consenso ecclesiale, le molte assemblee tenute hanno rappresentato uno sblocco della condizione limitata e insufficiente di comunicazione nelle e tra le comunità ecclesiali.
In alcune di esse la richiesta di poter ripetere l’esperienza per conoscersi più profondamente e instaurare relazioni più mature tra le persone, ma anche per conoscere il vissuto pastorale altrui nel suo articolarsi e nelle sue peculiari caratterizzazioni, ha innescato un senso di partecipazione ecclesiale e di corresponsabilità che costituiscono una “promessa”, un sogno, una rappresentazione di Chiesa che potremmo rappresentare con il tema formulato nel titolo del documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese in Italia: Lievito di speranza e di pace. Proprio di lievito si tratta, ossia di frammenti che, quali fermenti, intaccano tutta la pasta esaltandone il gusto e facendola divenire buona da mangiare.
Su questa scia il cantiere della nostra Chiesa di Belluno-Feltre sta predisponendo la sua Olimpiade e Paralimpiade. È da augurarsi che l’entusiasmo olimpionico, la vivacità e la tecnicità del gioco sportivo, il gareggiare insieme per il raggiungimento di un premio condiviso, si riflettano nel vissuto ecclesiale delle nostre comunità per una testimonianza più pulita e più gioiosa, più leggera e più entusiasta, più partecipata e più accogliente in riferimento al Vangelo.
Un’ultima rilevanza sta diventando tanto attesa e promessa: si va dicendo che sempre le Olimpiadi e le Paralimpiadi comportano la sospensione dei tempi di guerra mentre richiedono e apportano una condizione di pace per tutti. Ci piace sognare che questo possa essere, in parallelo, anche l’apporto del nostro cantiere ecclesiale.
+ Renato Marangoni
Vescovo di Belluno-Feltre
